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Mercati in attesa della riunione di domani della BCE

Ci apprestiamo a vivere la giornata che precederà il doppio appuntamento previsto per domani e venerdì, un tandem tornato a riunirsi e rappresentato dal meeting della BCE e dalla pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro americano.

di Redazione Soldionline 4 mar 2015 ore 10:09

A cura di FXCM.it

Ci apprestiamo a vivere la giornata che precederà il doppio appuntamento previsto per domani e venerdì, un tandem tornato a riunirsi e rappresentato dal meeting della BCE e dalla pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro americano. Da quando la BCE ha infatti deciso di procedere a riunioni ogni sei settimane (seguite da conferenza stampa e dalle minute) la concomitanza dei due appuntamenti, un vero e proprio market mover per tutto il 2014, avviene soltanto a volte, che il mercato attende con impazienza. Un’impazienza che domani potrebbe non condurre a nessuna novità di sorta in arrivo dalla BCE ed a reazioni che potrebbero risultare meno volatili rispetto a quanto accaduto durante l’ultimo meeting, quando è stato annunciato il QE che, secondo le nostre previsioni (se ci seguite lo sapete) risalenti all’estate 2014, avrebbe potuto essere implementato tra febbraio ed aprile del 2015 (tecnicamente gli acquisti partiranno in marzo, dunque a livello di liquidità immessa nel sistema ci siamo).
bce2_2Reazioni meno volatili a causa del fatto che non esistono aspettative particolari tra gli investitori se non alcune relative alla questione greca che, se commentata da parte di Draghi, potrebbe rappresentare una buona “scusa” cui appigliarsi per far partire movimenti di brevissimo periodo, altrimenti anche su questo fronte le attese degli investitori sono per ora congelate, tutto quello che conta è che la Grecia, per il momento, rimarrà ancora nell’euro. Un ritorno ad una politica di “wait and see” potrebbe rappresentare la strada maestra adottata dal board dell’istituto di Francoforte. Sul fronte dollaro invece, pur essendo prevalenti le attese di chi non si aspetta un nulla di fatto almeno fino a giugno di quest’anno a livello di ritocco a rialzo dei tassi, le pubblicazioni potrebbero condurre a reazioni dollarocentriche sul mercato che potrebbero essere sfruttate operativamente in base ai livelli tecnici di riferimento. Seguiremo con attenzione entrambi gli appuntamenti all’interno della nostra Live Trading Room. All’interno di un quadro del genere, (nessuna grande aspettativa di interventi o decisioni di politica monetaria – quando esse ci sono muovono comunque i mercati, si veda per esempio l’australiano sulla mancata decisione di un taglio di tassi) continuano a rivestire un’importanza maggiore tutte le pubblicazioni macroeconomiche che ci arriveranno, come ci è stato confermato dai movimenti dei prezzi per esempio sul dollaro canadese che ieri, di fronte ad un Pil superiore alle attese, è stato in grado di mettere a segno una bella salita di brevissimo periodo con buona volatilità. L’attenzione al calendario macro dev’essere prioritaria, con tutte le pubblicazioni principali che potrebbero condurre a buoni aumenti di volatilità. Oggi dati inglesi, europei, decisione sui tassi in Canada e beige book Usa.

ANALISI TECNICA VALUTE
EURO-DOLLARO
Continua la congestione dell’euro (ben visibile su un time frame orario) con i prezzi che si stanno mantenendo sotto la media a 21 a 4 ore, nei pressi dei supporti statici ultimi fatti segnare dalle quotazioni e sotto le resistenze statiche. Potrebbe confermarsi nuovamente una lieve divergenza rialzista tra prezzi ed oscillatore (già ieri pomeriggio abbiamo avuto delle prove di ripresa dei prezzi, fermatesi sotto le resistenze statiche e la media a 21), nel qual caso l’idea di assistere a tentativi di ripresa delle quotazioni potrebbe rivelarsi valida, con i prezzi che se dovessero raggiungere area 1.1225 con stocastico a 4 ore ed orario lontano dall’ipercomprato potrebbero suggerire dei tentativi di approfondimento verso 1.1250. L’i9dea di considerare acquisti di euro sui supporti, in virtù anche della fase laterale oraria in cui si è trovata sincronia tra movimento dei prezzi e stocastico potrebbe dunque non risultare malvagia, tenendo conto che in caso di superamento a ribasso di area 1.1140 il mercato potrebbe tentare delle estensioni verso primi target che potrebbero essere rappresentati dai minimi dell’anno, in virtù della situazione potenzialmente decrescente visibile su un 4 ore, dove, se la divergenza non dovesse accompagnare i prezzi sopra le resistenze, continuerebbe a mostrarsi un quadro tecnico principale di medio periodo (per come lo intendiamo noi) ribassista

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DOLLARO-YEN
Situazione tecnica non pulita per UsdJpy, con i prezzi che si stanno muovendo all’interno di una congestione laterale lievemente crescente che si sta distribuendo tra 119.50 e 119.80. L’idea di seguire le resistenze poste tra 80 e 95 per poter considerare delle vendite di dollaro, con stop e reverse oltre l’ultima area vista nel qual caso i prezzi potrebbero tentare il raggiungimento dei massimi di periodo, pur non presentando un’operatività del genere un ottimo R/R. Nel momento in cui i prezzi dovessero raggiungere area 119.45 con stocastico orario lontano dall’ipervenduto e quello a 4 ore in ipervenduto potrebbe essere possibile considerare tentativi di allunghi verso 119.00/10, con 119.35 come scoglio da superare prima di pensare ad accelerazioni e 119. ¼ come livello di primi target (le classi di volatilità rimangono, nell’intraday, contenute).

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DOLLARO-STERLINA
La sterlina si sta mantenendo sotto l’area di media a 21 oraria, con resistenze statiche sulle quali eventualmente ipotizzare vendite che passano troppo lontane dai prezzi attuali per considerare la possibilità di effettuare delle vendite in limit (parliamo dell’area che si distribuisce tra 1.53 ¾ e 1.5390). Siamo anche in mancanza di segnali di acquisto, dunque attendiamo o il raggiungimento di tale zona, sulla quale ci aggiorneremo sul nostro forum di analisi per poter considerare la possibilità di operare o meno, con la possibilità di attendere anche dei tentativi di rottura a ribasso di area 1. 53 ¼, dove eventualmente ragionare su possibilità di allunghi ribassisti verso 1.5310 e 1.5290, oltre il qual livello potrebbe essere possibile valutare il mantenimento di parte della posizione per eventuali estensioni verso area 1.5270

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DOLLARO AMERICANO-DOLLARO AUSTRALIANO

Australiano in estrema congestione, con le aree rappresentate da 0.7790 e 0.7840 da seguire per ragionare su potenziali rotture rialziste o ribassiste. Attenzione che, a differenza del cable (dove siamo a circa il 65%), i percentili di volatilità risultano bassi per la coppia in questione (intorno al 10%), dunque operatività pure di breakout potrebbero risultare pericolose

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