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Maggiore prudenza sulle criptovalute

L’euforia sulla criptovalute, che aveva toccato il suo apice proprio in questo periodo del 2017, sembra essere scemata negli ultimi mesi.

di Redazione Soldionline 23 ott 2018 ore 11:02

L’euforia sulla criptovalute, che aveva toccato il suo apice proprio in questo periodo del 2017, sembra essere scemata negli ultimi mesi. La performance registrata da queste attività ha contribuito ad alimentare questo sentiment.

A questo proposito Matteo Oddi di Exante ha riportato i numeri di un report della società di consulenza e revisione Ernst & Young secondo cui l’86% dei token emessi tramite ICO nel 2017 oggi viene scambiato a un prezzo più basso di quello originale.

Quale potrà essere l'evoluzione delle criptovalute nei prossimi mesi? Nell'analisi seguente Matteo Oddi prova a delineare uno scenario.

 

criptovalute-listatoL’euforia intorno alle criptovalute sta cominciando a scemare.

 

Almeno secondo il parere del capo della Banca di Russia, Elvira Nabiullina, raccolto dall’agenzia di RIA Novosti in occasione di un forum sull’innovazione nel settore finanziario.

“Stiamo tenendo il forum di Finnopolis, per la quarta volta. Nelle edizioni passate era possibile osservare ovunque una febbre da criptovalute. Ma ora sta visibilmente calando”, ha dichiarato Nabiullina all’evento svoltosi a Sochi.

E ha aggiunto: “Il fallimento della maggior parte dei progetti blockchain e delle loro ICO ha reso gli investitori più prudenti e pragmatici quando si approcciano alle criptovalute”.

 

A questo proposito, i numeri di un report della società di consulenza e revisione Ernst & Young parlano chiaro: l’86% dei token emessi tramite ICO nel 2017 oggi viene scambiato a un prezzo più basso di quello originale. Questo portafoglio di investimenti è calato del 66% rispetto al picco raggiunto.

 

Detto ciò, la governatrice della banca centrale russa ritiene comunque le initial coin offering un buon metodo per finanziare nuovi progetti.

 

E non è la sola a pensarlo.

Sempre rimanendo in Russia, sono esemplari i casi di Telegram, che quest’anno ha raccolto l’equivalente di 1,7 miliardi grazie a una vendita di token in forma riservata, e Sberbank, la più grande banca del paese.

In particolare Sberbank, che conta lo Stato come azionista di maggioranza, ha da poco rivelato i risultati di una ICO di prova.

“Nel corso dell’operazione sono stati collocati 285.800 token in un ambiente di test, che sono stati trasferiti dal conto dell’emittente degli asset digitali al conto della Sberbank”, si legge nel comunicato stampa dell’istituto.

 

Sberbank sintetizza in tre punti i vantaggi riscontrabili nel lancio di una ICO: l’ampiezza del pubblico di investitori raggiungibili, i costi ridotti per la clientela istituzionale e la convenienza per i clienti retail che investono tramite istituzioni finanziarie.

Inoltre, la banca dice di essere aperta ad offrire ai clienti la possibilità di prendere parte a delle ICO, ma attende che in Russia entrino in vigore le leggi sugli asset finanziari digitali e le relative piattaforme di investimento.

 

“Dopo il boom registrato nel 2017, è lecito aspettarsi un declino del volume degli investimenti nelle initial coin offering, e abituarsi alla presenza di fondi e venture capitalist in questo settore”, spiega Anatoliy Kyazev di Exante.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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