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Last trading day

Siamo dunque agli sgoccioli di questo 2013, un anno che è iniziato, come ricorderete, con l’accordo in extremis per evitare il fiscal cliff statunitense

di Edoardo Fagnani 31 dic 2013 ore 14:32

A cura di FXCM.it

Siamo dunque agli sgoccioli di questo 2013, un anno che è iniziato, come ricorderete, con l’accordo in extremis per evitare il fiscal cliff statunitense e che, in ordine sparso, ha visto dal punto di vista dei mercati finanziari l’Abeconimics e le politiche  ultraespansive della Bank of Japan, i tagli dei tassi da parte della Banca Centrale Europea e di altri istituti centrali, le Borse sui massimi di tutti i tempi, lo shutdown e il pericolo di default degli Usa, il cambio al timone del Governo del gigante cinese, la crisi degli emergenti, solo per citare gli avvenimenti più rilevanti. Non è evidentemente questa la sede, e sarebbe peraltro poco utile, intraprendere la revisione storica di questo 2013, perciò ci limitiamo a fornire qualche rapidissimo spunto per poi passare ai livelli tecnici di prezzo per questo last trading day del 2013.

Dollaro in sofferenza
Ieri, nonostante le condizioni di scarsa liquidità del mercato delle quali abbiamo descritto le implicazioni operative, abbiamo comunque assistito a buoni movimenti di mercato che non hanno riguardato il mercato azionario che, come previsto, é praticamente rimasto in stallo sui livelli di massimo sostanzialmente, quanto più il mercato valutario caratterizzato da discreti flussi di vendita di dollari americani partiti nelle tarde ore della mattinata e acuitisi nel pomeriggio sulla spinta del dato negativo sulle Abitazioni in Vendita negli Stati Uniti che su base mensile si è attestato al +0,2% rispetto ad attese di un +1% e con il dato precedente rivisto al ribasso del -1,2%. Ciò ha portato ad un buon superamento delle resistenze per Eurodollaro e Sterlina/dollaro rispettivamente sopra 1,38 e 1,65, ad un discreto rafforzamento dello yen contro il greenback fino al preciso supporto di 104,80, e ad un ottima ripresa del dollaro australiano che si è portato via dai minimi contro il biglietto verde risalendo fino alle importanti resistenze tecniche a 0,8950. In scia a questo movimento dollaro-centrico, eccezion fatta per i listini azionari ovviamente, si sono allineati anche oro e petrolio, con il primo che ha rimesso a segno tentativi di ribasso sotto la soglia dei 1.200 dollari l’oncia ed il secondo che ha ben rotto il livello di 100 dollari il barile fino a testare quasi quota 99. Ci limitiamo ad analizzare quanto accaduto ieri senza che questo conduca logicamente a dinamiche che non stanno avendo luogo quali prese di profitto, ricoperture, bilanciamenti di portafoglio e così via. Non vi è nulla di tutto questo, anzi. I quadri tecnici restano praticamente invariati e i movimenti apprezzatisi sono puramente tecnici e dettati da condizioni di liquidità molto limitate che ne favoriscono la portata a fronte di ordini contenuti dal punto di vista degli ammontari.

Le solite raccomandazioni operative
Con il rischio di essere ripetitivi, il che a volte non guasta, ribadiamo che si tratterà di una sessione di mercato a liquidità rarefatta il che rende i contesti tecnici verosimilmente congestionati ma potenzialmente soggetti a strappi e fiammate di volatilità tipicamente “utili” esclusivamente alla caccia di stop loss e all’eliminazione di molti operatori nel momento in cui i livelli tecnici di supporto e resistenza vanno letteralmente a sporcarsi per poi, i prezzi, rientrare nei range precedentemente individuati. Lo riscriviamo, seppure ieri fortunatamente questo scenario non è andato a delinearsi ma anzi il mercato si è dimostrato discretamente tecnico. Ancora una volta, suggeriamo una leva piuttosto limitata, volta a mitigare il duplice effetto di uno stop loss da inserire ad un intervallo più importante rispetto al consueto e la possibilità stessa che quest’ultima venga colpito e ci consolidi quindi la perdita. Ricordiamo in ultimo che alcuni listini azionari non verranno oggi scambiati e che le contrattazioni sugli altri indici e sulle materie prime saranno limitati, così come il mercato nel suo complesso che si arresterà alle ore 18.

QUADRO TECNICO
EurUsd: come detto nella prima parte, si è rivelato discretamente tecnico il movimento del cambio principe. Il livello tecnico di 1,3730 ha mostrato la sua valenza nel respingere il prezzo che ha superato poi precisamente l’1,3760, 1,3775 e 1,38. Il grafico ora ci mostra come torni d’attualità l’area di supporto che va da 1,3775 (pivot daily) all’1,3790 dove transita l’ottima media mobile esponenziale a 21 periodi; da qui potrebbero ripartire gli acquisti verso la ripresa di 1,3820, mentre il superamento al ribasso di questa zona potrebbe condurre a riprese di area 1,3760 e 1,3740/30 oltre la quale diventa difficile pensare di spingersi.
UsdJpy: buono il doppio massimo di ieri a 105,40 che ha condotto a precisi approdi dapprima sulla soglia di 105 e poi sul buon livello tecnico di supporto a 104,80. Da qui gli acquisti mostrano un buon RR fino a 105, come già mostrato peraltro in queste prime ore del mattino. Sul 4 ore il segnale long è suffragato dalla tenuta della media mobile a 21 periodi e dalla formazione di un pattern binario che troverebbe definitiva manifestazione sopra il pivot daily a 105,15 fino ai massimi. Se il 105 dovesse mostrare una buona tenuta, l’idea di posizioni short diviene assolutamente sensata per target a 104,60.
EurJpy: nulla di nuovo su questo cross che ancora vede in 144,50 un supporto importante e in 145,10 la prima resistenza degna di nota. E’ da questi livelli, dato il buon risk/reward, che vale la pena prendere in considerazione operare, confidando sulla loro sostanziale tenuta e mantenendo uno sguardo ai livelli di massimo a 145,60 in caso di strappi al rialzo e 143,50 nello scenario opposto.
GbpUsd: ancora una volta potremmo spendere le stesse parole utilizzate per l’eurodollaro da un punto di vista di visione complessiva del grafico. I riferimenti restano l’1,6460/70 come area di supporto e l’1,6530 come resistenza, dai quali diviene difficile pensare portarsi oltre. Sempre perciò la logica della ricerca del miglior RR possibile deve guidare le scelte operative.
AudUsd: bello il movimento apprezzato ieri sul cambio con pattern 123 sui punti di minimo e ripresa dei livelli a 0,8865, 0,8890 e 0,8930. Sul grafico orario si apprezza ora una precisa divergenza regolare ribassista tra prezzo e oscillatore stocastico che si inserisce in un più ampio quadro di canale discesista che insiste sul cambio da oltre due mesi e che vede in area 0,8950 dei forti livelli tecnici di resistenza. I posizionamenti corti perciò sono preferibili per la ripresa di 0,8905 e 0,8890 in primis, e i livelli sopra citati su eventuali approfondimenti. Il primo di questi più verosimilmente potrebbe respingere il prezzo e permettere riprese fino a o,8950 e 0,8970 in estensione.

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