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La forza del dollaro: ottime prospettive nel lungo termine

Il rally del dollaro negli ultimi mesi e la relativa forza dell’economia degli Stati Uniti contrastano con quanto avviene negli altri mercati chiave di Europa e Giappone

di Redazione Soldionline 11 nov 2014 ore 10:22

A cura di Jim Leaviss, gestore del fondo M&G Global Macro Bond

 

Il rally del dollaro negli ultimi mesi e la relativa forza dell’economia degli Stati Uniti contrastano con quanto avviene negli altri mercati chiave di Europa e Giappone. Ci sono tutti gli ingredienti per una buona performance della valuta americana anche nel lungo termine.
 
“Sono ottimista rispetto alle prospettive dell’economia statunitense. Dopo la sorpresa del calo del Pil USA nel primo quadrimestre (GUARDA L'INFOGRAFICA del Pil Usa), causato dall’eccezionale maltempo dello scorso inverno,  i dati economici sono tornati a migliorare. Tra i fattori a sostegno di un’ulteriore spinta alla crescita troviamo l’alleggerimento delle misure di austerity rispetto a un anno fa, i maggiori investimenti fatti dalle aziende e la ripresa del quadro occupazionale. Rispetto alle politiche monetarie, se la Fed è propensa nel mantenere una linea cauta per i prossimi mesi in attesa di dati economici più forti, l’aumento dei tassi ci sarà in qualche momento del 2015, e che saranno i dati dell’inflazione ad influenzare le tempistiche.
 
dollaro4Questo scenario di crescita economica e prospettive di aumento dei tassi confermano l’aspettativa secondo cui il dollaro potrebbe registrare una performance positiva dei mercati valutari. Altri fattori positivi in questo scenario sono la crescita e il miglioramento del deficit di bilancio USA, il trend del rientro delle attività economiche in rientro negli Stati Uniti da Paesi come la Cina, dove il costo del lavoro non è più così a buon mercato e a causa della sempre  maggiore indipendenza energetica degli USA. È anche importante sottolineare che l’imminente fine del QE della Fed dovrebbe essere vantaggiosa per il dollaro. Quest’anno dopo aver ridimensionato il QE, la Fed è ora vicina a porre fine a questi stimoli  monetari. Così facendo, l’attività dell’allentamento quantitativo ha contribuito ad abbassare i livelli delle attuali performance della valuta e la sua eliminazione contribuisce a rimuovere quelli che sono stati i freni ai rendimenti del dollaro per molto tempo.
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EURO E STERLINA, QUDRO NEGATIVO
Al contrario, ho un outlook negativo per l’euro, poiché le misure della BCE per contrastare il calo dell’inflazione rischiano di indebolire la domanda della moneta unica. In quest’ottica, quindi, rimangono rischi di downside per l’euro. Sulla sterlina continuo ad essere prudente: anche se la sterlina ha registrato recentemente delle oscillazioni dovute al referendum per l’indipendenza della Scozia, credo che come valuta sia ancora troppo dispendiosa. L’attuale deficit di bilancio del Regno Unito rimane tutt’ora una preoccupazione da non tralasciare. L’Inghilterra deve affrontare le elezioni generali tra circa sei mesi, e se fosse eletto il partito Conservatore ci sarebbe un referendum sul ‘fuori o dentro’ l’Europa, mentre se vincesse il partito laburista, non sarebbe molto favorevole agli investimenti in alcune settori, ad esempio per le utility dove tra le loro proposte c’è una nuova regolamentazione dei prezzi. Mi aspetto che tali fattori contribuiscono al clima di incertezza e di poca fiducia nella sterlina.


DURATION CORTA E SELETTIVA SUL RISCHIO CREDITO

Per quanto riguarda duration e rischio credito, mantengo una duration corta in vista delle condizioni di politica monetaria più rigide. Nell’ambito del credito, sono positivo sui titoli investment grade, mentre sono sottopeso di high yield per l’afflusso massivo nell’asset class nell’ultimo quadrimestre, e di bond dei mercati emergenti a causa del rallentamento della crescita Cinese e per l’impatto che avrà la fine del programma QE. Nell’universo investment grade, uno dei temi preferiti che ho seguito è stato spostarmi dalle emissioni a lunga scadenza ai titoli a cedola variabile (Floating-Rate Notes-FRN) del settore bancario.

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