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Il petrolio crolla sotto 70$

Il mercato valutario ha approfittato per acquistare dollari americani contro tutte le major, ma soprattutto, abbiamo assistito all’atteso scivolone del petrolio sotto i 70 dollari al barile

di Redazione Soldionline 28 nov 2014 ore 10:02

A cura di FXCM

Ieri ci aspettavamo bassa volatilità a causa del giorno del ringraziamento americano, che tiene lontano dai desk molti operatori d’oltre oceano, con il monito di rimanere comunque attenti a potenziali aumenti di volatilità, uno scenario comunque possibile di fronte a quelli che vengono definiti “thin markets”, ossia mercati sottili, con poca liquidità (se confrontata con quella canonica). E abbiamo fatto bene a prestare attenzione in quanto il mercato valutario ha approfittato per acquistare dollari americani contro tutte le major, ma soprattutto, sul fronte delle materie prime, abbiamo assistito all’atteso scivolone del petrolio sotto i 70 dollari al barile.
petrolio_7Eravamo ospiti ad una trasmissione di Class CNBC, Patrimoni (nel corso della giornata riproporremo la registrazione sui nostri Social Network), dove ci si concentrava sulla discesa dei prezzi delle commodities ed il sentore era ribassista. Ribassista con soglie che si fermavano a 70 dollari al barile ma che a noi non risultavano verosimili, ipotizzavamo infatti delle discese sotto questo livello. Discese che, dopo l’ufficializzazione da parte dellOpec di non andare a tagliare la produzione giornaliera, lasciandola a 30 milioni di barili al giorno, sono avvenute nel pomeriggio di ieri, portando i prezzi del greggio (WTI - USOil) a toccare 67.73 dollari al barile e quelli del Brent (UKOil) a 71.23. Il motivo di questa decisione? Duplice, a nostro parere, se analizzato dal punto di vista geopolitico. Innanzitutto, l’Arabia Saudita, il motore di questa scelta, così facendo può mettere sotto pressione Iran e Russia, le cui entrate dipendono, rispettivamente, per circa il 60% ed il 45% dal petrolio. In secondo luogo, si possono mettere in difficoltà dei produttori che tra America e Canada hanno iniziato ad estratte lo shale oil (petrolio estratto dalle sabbie e rocce bituminose con tecniche di estrazione orizzontali), per il quale il prezzo medio di produzione si aggira intorno agli 80 dollari al barile per diversi produttori. Motivazioni a parte, tecnicamente parlando, si confermano gli scenari di pressione ipotizzati a suo tempo, con possibilità di seguire eventuali storni sui quali valutare nuove vendite di petrolio che, in caso di superamento dei 65 dollari al barile potrebbe tentare delle estensioni più importanti, verso le prime aree di attenzione che passano per 60.00. Sul fronte valutario il giorno che precede il black Friday americano (oggi moltissime attività commerciali offriranno promozioni particolari e vedremo come gli americani risponderanno a livello di consumi) ha visto un rafforzamento generalizzato da parte del dollaro americano che fa sì che la domanda che ci siamo posti ieri in diretta all’interno della Live Trading Room, durante il consueto Morning Meeting, faccia senso. Ci chiedevamo infatti se i mercati fossero correlati o meno, e la risposta è stata sostanzialmente un “dipende”. Ci sono momenti in cui si creano delle correlazioni e momenti in cui queste non risultano affidabili, ma a partire da settimana scorsa qualche elemento valutativo a livello di dollaro-centrismo sta ricorrendo.

ANALISI TECNICA VALUTE
Cambio Euro-Dollaro
Il livello di 1.2460 ha tenuto in mattinata, riportando i prezzi sui punti di minimo precedenti che sono intervenuti come resistenze, portando le quotazioni a tentare degli approfondimenti sotto area 1.2460, con estensioni che sono arrivate sui primi punti indicati in 40. Ci troviamo ora sotto le medie orarie e sotto i punti statici precedenti, con l’area che passa tra 1.2465 e 1.2485 che potrebbe intervenire come resistenza all’interno della quale poter ipotizzare degli acquisti di dollaro americano, con l’idea che ritorni sopra area 1.2495 potrebbero condurre a tentativi di estensione che però potrebbero fermarsi da li a 1.2510, livello che se superato di una quindicina di punti potrebbe risultare propedeutico a tentativi di accelerazione oltre gli ultimi massimi, per approdi verso 1.2560. In caso di tenuta delle resistenze, i target possono essere rappresentati da 1.2460 e 1.2440 (se visitata la parte alta dell’area studiata), con la possibilità di seguire eventuali tentativi di estensione verso 1.2410.

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Cambio Dollaro-Yen
Raggiunti tutti i target rialzisti studiati senza aver visto tuttavia il raggiungimento dell’area posta a 117.00, un importante supporto che, nel breve periodo, terremo ancora valido ma integreremo con il livello sul quale il mercato ha girato a rialzo ieri. Parliamo di area 117 ¼, dove i bid sono intervenuti a rialzare le quotazioni che hanno superato l’ultimo target ipotizzato ieri in 118.10. Siamo ora di fronte a potenziali storni verso i supporti che è possibile ipotizzare all’interno dell’area che si muove tra 117.65 e 117.85, dove potrebbe essere possibile valutare acquisti di dollaro per tentativi di ripartenza verso area 118.50 e 118 3/4 , prestando molta attenzione a time frame a 4 ore, dove i prezzi si stanno muovendo all’interno di una sostanziale lateralità (se ragioniamo su quelli che per noi possono essere intesi come orizzonti temporali di medio periodo, visto che ci concentriamo spesso sull’intraday)  con un oscillatore stocastico che sta ben indicando eccessi di mercato. In caso di estensione verso i target con giro a ribasso dell’oscillatore a 4 ore potrebbe essere possibile valutare correzioni verso i primi livelli statici di riferimento (area 118.00), scenario che comunque ci fa valutare delle ipotesi difensive nel momento in cui i prezzi dovessero scendere sotto l’area di supporto indicata, con potenzialità di estensione verso area 117.40 e 117 ¼.

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Cambio Sterlina-Dollaro
Perfetto il cable ieri mattina, il quale ha dapprima esteso verso 1.5835 senza passare sotto i supporti di brevissimo (fermandosi intorno a 1.58 ¼) per poi ripiegare sotto area 1.5765 e raggiungere i supporti principali studiati in 1.5735, dai quali abbiamo esteso ulteriormente a ribasso.  Su time frame orari si stanno tentando delle formazioni di divergenze rialziste, che appaiono deboli ma che potrebbero tentare di condurre i prezzi verso i supporti abbandonati ieri. Operativamente, è possibile valutare eventuali tenute dei supporti dinamici passanti in area 1.5685 nel caso in cui lo stocastico a 4 ore dovesse girare a rialzo, per ritorni dapprima verso 1.5735 ed estensioni verso 1.57 ¾, con l’idea che ritorni sotto zona 1.5660 potrebbero condurre a tentativi di discesa sotto 15625.

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Cambio Dollaro Australiano-Dollaro Americano
Peccato il mancato raggiungimento dell’area di resistenza sulla quale avremmo valutato vendite (0.8650) ma buona l’idea di attendere rotture di area 0.8560 prima di valutare posizionamenti short, avvenuti nel pomeriggio (se avessimo tenuto una tolleranza più alta non avremmo operato in quanto i livelli successivi sono stati toccati di notte. Abbiamo raggiunto i minimi precedenti, dai quali stiamo rimbalzando, con la possibilità di seguire tentativi di ritorni verso le resistenze, passanti per area 0.8530 / 0.8555, che potrebbero divenire concreti in caso di formazione di una divergenza rialzista tra prezzi e stocastico orario. Qui valuteremo comunque delle vendite (non opereremo sulla divergenza visto il mancato R/R), tenendo conto che estensioni oltre gli ultimi punti indicati (con una tolleranza di almeno 15 punti) potrebbero ricondurre verso i massimi precedenti ed in estensione 0.8650.

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