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Euro/dollaro e oro, quale sarà il trend dei prossimi mesi?

Nei mesi scorsi abbiamo parlato molto della forza spropositata dell’euro nei confronti del dollar. Ora, l’evidenza, ci mostra come le cose siano cambiate

di Redazione Soldionline 7 ott 2014 ore 11:49

di Fxcm (Matteo Paganini e Davide Marone)

Euro e dollaro. Ruoli invertiti?

Nei mesi scorsi abbiamo parlato molto della forza spropositata dell’euro nei confronti del dollaro. Ora, l’evidenza, ci mostra come le cose siano cambiate. Su questo argomento non vogliamo dilungarci andando a ripercorrere tutti i passi che ci hanno portato fino a qui. Ci limitiamo a dire, in maniera esplicita, che ci troviamo di fronte a una divergenza totale tra le politiche monetarie delle due banche centrali. Quella americana, tra qui e fine anno dovrebbe terminare totalmente il piano di acquisti di asset che hanno sostenuto l’economia a stelle e strisce e la sua ripresa mentre la nostra sta ancora pensando se sia il caso di procedere con acquisti di titoli di stato, oltre ad aver deciso di tagliare il costo del denaro allo 0.05% con tassi sui depositi negativi dello 0.20% e l’implementazione dei rifinanziamenti TLTRO e del programma ABS (acquisto di asset backed securities).

euro_dollaro_3Questo ha finalmente (lasciatecelo dire) portato alla discesa dell’euro nei confronti del dollaro americano, una discesa che potrebbe continuare nel momento in cui Draghi ed il direttivo della BCE dovessero decidere di procedere con l’attuazione del tanto atteso QE, tramite la stampa di moneta. I dati relativi all’inflazione dell’area euro sono tutt’altro che tranquillizzanti, con gli indicatori di lungo periodo che sono scesi sotto le aspettative dell’istituto di Francoforte e che hanno convinto ad agire. Se a questo aggiungiamo il fatto che la Fed uscirà, se tutto procede come sta procedendo, dal QE durante le prossime due riunioni (ottobre e dicembre), comprendiamo come la forza del dollaro americano, che ha caratterizzato la fine dell’estate, possa essere destinata ad incrementarsi ulteriormente. I dollari in circolazione rimarranno molti in virtù di tutte le iniezioni di liquidità effettuate in questi anni, ma la mancanza di nuova liquidità creata potrebbe essere possibile assistere al drenaggio della liquidità sufficiente a far compiere nuovi massimi alle borse (a meno che sia stata stipata parecchia liquidità pronta ancora da essere utilizzata, ma la maggior parte di essa è stata veicolata sull’azionario).

Uno scenario del genere, dove i rialzi di tassi non seguiranno pedissequamente la fine del programma straordinario di stimoli ma attenderanno del tempo prima di arrivare, potrebbe essere supportivo a discese del dollaro nel momento in cui dovessimo assistere a partenze di movimenti strutturali di ribasso delle borse (che potrebbero essere scontati prima della comunicazione della fine del tapering), borse che attualmente non escludiamo posano anche tentare dei nuovi massimi. Se ci concentriamo sul rapporto di cambio che lega l’euro ed il dollaro siamo scesi più dei target potenziali fissati tre mesi fa, con l’area di 1.3100 che ha tenuto inizialmente, prima di lasciare strada alla forte discesa dell’euro sembrando ora soltanto un lontano ricordo. Ci troviamo di fronte alla possibilità di assistere sia ad un rimbalzo verso le aree di resistenza che si distribuiscono tra 1.2840 e 1.3000, dove passano punti statici precedenti e la media a 21 periodi giornaliera, sia di approfondimento diretto ribassista.

Nel primo caso è possibile pensare ad acquisti di dollaro proteggendosi nel momento in cui i prezzi dovessero superare l’area di 1.3160 (in quanto potremmo assistere a tentativi di ripresa di quota verso dapprima 1.3330 e 1.3500 in estensione), per ritorni verso 1.2650 ed in estensione 1.2450, livello raggiungibile anche in caso di una rottura diretta a ribasso dell’area passante per 1.2580/50.

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EurUsd Grafico Giornaliero - Fonte FXCM Marketscope 2.0

E’ ancora tutto oro quello che luccica?

A parte tutte le considerazioni macroeconomiche che possiamo metterci a fare sull’oro e sul suo status di bene rifugio ritrovato o perso per sempre, un grafico settimanale chiarisce ogni dubbio a riguardo.

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XauUsd Grafico Settimanale - Fonte FXCM Marketscope 2.0

oro_26Ci troviamo di fronte di fatti ad una situazione che, sia dal punto di vista tecnico che di rapporto tra rischio e rendimento associato a potenziali operazioni, sembra buona. Se osserviamo gli ultimi minimi di prezzo, essi si sono formati su supporti statici precisi e l’oscillatore stocastico ha sempre girato a rialzo insieme ad essi. Questo suggerisce la possibilità di valutare eventuali acquisti nel momento in cui i prezzi dovessero mantenersi sopra area 1,180.00, per ripartenze dapprima verso 1,245.00 ed eventualmente 1,285.00 che, se raggiunto con un oscillatore stocastico lontano dall’ipercomprato, potrebbe suggerire rotture rialziste verso 1,340.00 e 1,380.00.

Questo scenario potenzialmente potrebbe coincidere con storni importanti di borsa dal momento che l’oro potrebbe ancora ricoprire il ruolo di bene rifugio, ma la mancanza di inflazione e la debolezza delle correlazioni ci fanno considerare soltanto operatività tecnica, affidandoci ai livelli del metallo giallo che può andare a salire o scendere di fronte a salite o discese di borsa in maniera indifferente, senza condizionarci nell’operatività. Sotto i livelli di supporto l’idea è che il mercato possa tentare delle accelerazioni (da sfruttare con eventuali stop e reverse di posizioni lunghe nel momento in cui i minimi dovessero tenere con stocastico girato a rialzo) verso 1,050.00 ed in estensione 1,010.00. Questi target potrebbero seguire l’area 1,180.00 nel momento in cui i prezzi dovessero infrangersi sulle resistenze nel momento in cui dovessero tentare delle ripartenze. Dei livelli a rialzo visti prima, l’area passante tra 1,280 e 1,330.00 potrebbe essere buona per impostarsi corti con stop e reverse sopra di essa in caso di stocastico non diciamo carico vicino all’ipercomprato ma che si è caricato uscendo dall’ipervenduto, girandosi poi a ribasso.

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