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Dollaro in sofferenza

Ebbene le nostre analisi si concentrano ancora una volta sul dollaro americano. Non potrebbe essere altrimenti, visti anche i movimenti avvenuti ieri che sostanzialmente hanno delineato una situazione di generalizzata vendita

di Redazione Soldionline 24 mar 2015 ore 09:31

A cura di FXCM

 dello stesso. Alcune cose effettivamente sono cambiate poco più di 5 giorni fa, quando il FOMC ha comunicato le sue intenzioni in materia politica monetaria; fin lì avevamo infatti assistito ad un trend preciso, lineare e tecnico nei ritracciamenti. Il tutto poi interrotto dalle comunicazioni provenienti da Washington che ne hanno alterato indiscutibilmente il quadro di breve, provocando diverse scosse di assestamento subito nei giorni successivi certamente non facili da decifrare e da tradurre operativamente. A tal proposito, proprio giovedì scorso a poche ore dall’evento commentavamo: ”il cammino verso i massimi precedenti (ci riferiamo ancora al greenback) non è dunque, e francamente non poteva esserlo, così lineare con quelle che peraltro potrebbero essere ulteriori movimenti di correzione prima di nuovi movimenti up.

dollaro5L’ipotesi di un arresto del percorso bullish del dollaro americano, per quanto verosimile e ampiamente caldeggiata soprattutto dopo mercoledì sera, appare ad ora troppo prematura a nostro avviso. La Fed ha implicitamente posto un limite infatti al rafforzamento dello stesso ed è indubbio che la tolleranza dell’istituto centrale ad una divisa così forte abbia un limite, laddove pure sono state le aspettative dalla Fed stessa create – attuando la fine delle misure di alleggerimento quantitativo ed annunciando di fatto tempi maturi per politiche monetarie di nuovo potenzialmente restrittive - a provocarne il costante rialzo. […] Sappiamo però come in un mercato dollaro-centrico sia proprio la dinamica di quest’ultimo a incidere in maniera determinante su quelli che sono i rapporti con le altre major e ad ora non ci sentiamo di ritenere il ciclo di rialzo del biglietto verde come terminato, laddove la possibilità di vedere nuovi massimi ancora sussiste ma con l’idea di essere ben più guardinghi rispetto a quella che potrebbe essere una fase di “last spike” al rialzo (in scenario macro questo può voler dire anche della durata di alcune settimane) prima di osservare la creazione di percorsi di distribuzione propedeutici a vendite.”

Questo dunque il nostro maggiore avviso, in un quadro generale che è caratterizzato in qualche modo dall’ammissione della Fed stessa che una normalizzazione della politica monetaria possa essere ancora privilegiante per il dollaro americano e che dunque, in quanto tale, va rimandata ben oltre giugno. Lo shift tra “patient” a “not impatient” nel wording dell’istituto centrale americano è rappresentativo proprio di questo; peraltro noi stessi aderiamo all’ipotesi che l’eventuale rialzo dei tassi di interesse avverrà ben dopo l’estate. Appare dunque cristallizzarsi un contesto di permanente forza di biglietto verde che andrà mitigandosi nella misura in cui le aspettative sulla “normalizzazione” della politica monetaria diverranno concrete, con dunque un mercato che diviene ora sempre più “data-driven”, guidato cioè dai dati ai quali ci aspettiamo che il dollaro reagisca con regolarità: apprezzamenti a fronte di pubblicazioni positive e viceversa.

E, da un piano più in generale ed ascrivibile a sviluppi da qui alle prossime settimane, veniamo alla più stretta attualità: in ottica intraday non vi è dubbio che si siano creati dei quadri tecnici ribassisti rispetto al biglietto verde. Banalmente, aprendo i grafici a 1 ora dei cambi originali, possiamo osservare interessanti confluenze grafiche che ci pongono in grado di rientrare in vendita di biglietto verde anche in maniera piuttosto precisa e di ciò terremo conto nell’impostazione della  nostra giornata operativa non dimenticando però due eventi di medio-alta rilevanza per quello che concerne il calendario macroeconomico: in primis, la pubblicazione dell’Inflazione del Regno Unito prevista per le 10.30 dalla quale possiamo attenderci volatilità di breve per il pound rispetto però ad uno scenario piuttosto già ben disegnato che vede le aspettative su politiche monetarie hawkish più che remote un questo momento. Il downside sulla sterlina è perciò dietro l’angolo, a meno di dati ben sopra le aspettative che su base annuale e mensile si attestano rispettivamente a + 0,1% e + 0,3%. Ben più di impatto generale invece la release delle 13.30 che vede protagonista l’Inflazione Usa con attese di +1,6% annuale e +0,1% mensile e qui torniamo a caldeggiare quanto pocanzi espresso in relazione alle reazioni del dollaro a fronte di dati.

ANALISI TECNICA VALUTE
Euro-Dollaro

Prosegue dunque l’ampia correzione dell’eurodollaro. Sul grafico giornaliero siamo vicini ad importanti aree tecniche che vedono la concomitanza di livelli statici di rilievo tra 1,0970 e 1,1040 ed il transito della media  mobile esponenziale a 21 periodi spostata invece su altra area di rilievo a 1,09. Come si diceva nella prima parte, osserviamo ora un quadro tecnico intraday rialzista dal punto di vista di minimi e massimi di swing di prezzo e posizionamento delle stesse medie mobili; H4 e H1 sono naturalmente i nostri riferimenti temporali. Ad ora proprio l’area tra 1,0885 e 1,09 può essere la prima destinataria del prezzo, in lieve correzione a partire dalla tarda serata di ieri. Su grafico orario si osserva come gli arresti di quest’ultima siano avvenuti proprio poco sopra questi livelli, con il perfetto appoggio sulla media 21. Riterremo ad ogni modo plausibili nuovi tentativi di vendite prima di sensate ripartenze verso dunque area 1,0970 il cui eventuale superamento ci condurrebbe invece verso 1,10 e 1,1040 soprattutto. Lo stop loss a tale pozione lunga può essere posizionato relativamente vicino e può fungere da reverse in direzione 1,0830 che, se cedesse, spingerebbe il prezzo fino all’area di livello dinamico e media 100 oraria a 1,0770.

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Dollaro-Yen

Gli scenari di divergenza ribassista prezzo/stocastico osservabili alcuni giorni da su un grafico giornaliero si stanno ben estrinsecando per prosecuzioni che idealmente si arresterebbero anche in area 118. In linea con quanto finora analizzato, anche qui i time frame a 4 ore e 1 ora sono ora impostati in senso ribassista. Proprio quest’ultimo ci presenta infatti le ottime resistenze tecniche evidenziate dalla media mobile esponenziale a 21 periodi che non più tardi di 3 ore fa a consentito ripartenze verso nuovi minimi che guardano ora a 119,50, peraltro manifestando discrete divergenze inverse naturalmente ribassiste. Al momento l’idea potrà essere perciò di valutare entrate in limit (in vendita) a partire da 119,75 fino anche a 119,90 per puntare a 119,50 e strappi ribassisti verso 119,10. In alternativa vi è invece lo stop entry sotto 119,45 con medesimo target. Ragioneremo in senso rialzista invece sopra 119,90 per primi timidi obiettivi a 120,15/20.

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Sterlina-Dollaro

La logica di fondo finora descritta riguarda anche il cable che sottolinea la differenza data da una debolezza relativa maggiore della sterlina nei confronti di gran parte della major all’interno di questa correzione contro-dollaro. Il daily infatti ci mostra un certo “ritardo” rispetto a quello dell’eurodollaro ad esempio, con le maggiori aree di resistenza a 1,5030 e 1,51 ancora non saggiate dal prezzo. Ora assume rilevanza il supporto sul pivot daily a 1,4925 che, se cedesse, potrebbe anche consentire rapidi ingressi in direzione 1,4850 previa messa di stop in pari a partire dal livello intermedio a 1,4850. Da quei punti potremo ragionare ancora in ottica rialzista. Se invece le rotture ribassiste paventate non dovessero concretizzarsi, potremmo attendere le prime chiusure di breve rialziste per comprare in area 1,4935 verso 1,4985 ed approfondimenti fino al limite superiore dell’area di resistenza a 1,5025.

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DOLLARO AMERICANO - DOLLARO AUSTRALIANO

Recupero molto potente quello del dollaro australiano che si è già portato ben al di sopra dei livelli post-Fed. Il daily in ciò è perfettamente esemplificativo. Per quanto riguarda i livelli tecnici di interesse, nel breve è lo 0,7855 quello più rilevante. Da grafico orario esso ha già consentito timide ripartenze in quanto ottima confluenza grafica con gli elementi dati dalla media mobile esponenziale a 21 periodi, il livello dinamico e il pivot daily. Ragioneremo dunque in acquisto da questi punti per riguardare i massimi recenti a 0,79 e 0,7915, mentre rimanderemo le operazioni di vendita se non superamenti al ribasso di 0,7825 dal quale punteremmo a 0,78 e 0,7765.

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