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Dollaro, alternare confuso in cerca di una direzionalità

Un altalenare confuso, alla ricerca di una direzionalità precisa, ma che ci fa ben sperare per quanto concerne i livelli di volatilità attesa nel medio periodo

di Redazione Soldionline 15 gen 2015 ore 09:59

A cura di FXCM

Quando parliamo di cambi siamo abituati ad indicarli seguendo la formattazione che vede le diverse valute rappresentate da tre lettere. UsdJpy per esempio. Quando parliamo di questo cambio, come degli altri, siamo altrettanto abituati a tagliare alcune pronunce, per questioni di velocità e praticità. Il UsdJpy lo chiamiamo DollarYen, il UsdChf lo chiamiamo DollarSwiss e così via. Se volessimo rappresentare la situazione che caratterizza i mercati durante quella che possiamo considerare la prima vera settimana dell’anno, a causa del rientro completo della liquidità, potremmo inventarci un codice sostitutivo per il Dollar Index, chiamandolo DollarDondolo. Un altalenare confuso, alla ricerca di una direzionalità precisa, ma che ci fa ben sperare per quanto concerne i livelli di volatilità attesa nel medio periodo, che potrebbero risultare alti, con tutti i benefici potenziali per chi si occupa di trading e tutte le preoccupazioni che potrebbero attanagliare chi si occupa di impresa e deve gestire dei rapporti commerciali con l’estero che generano flussi di pagamenti in valuta.
dollaro3Dopo la pubblicazione dei NFP di venerdì scorso, che ha mostrato un miglioramento del tasso di disoccupazione al 5.6% dal 5.8% e la creazione di posti di lavoro per 252k unità, contro attese pari ad una variazione positiva di 240k, abbiamo assistito ad un iniziale tentativo di salita del biglietto verde, poi giratosi a ribasso. Ieri, dopo la pubblicazione dei dati relativi alle vendite al dettaglio per il mese di dicembre, che hanno rilevato un calo dello 0.9% contro attese che si muovevano tra -%0.1 e +0.2%, il dollaro è sceso inizialmente per poi girare a rialzo, con dei ritmi di ripresa che hanno mostrato dei disallineamenti tra le quattro divise che compongono il nostro Dollar Index, ossia Eur, Gbp, Aud e Jpy. Contro euro e yen il recupero è stato importante, contro sterlina e dollaro australiano, meno (espanderemo i nostri ragionamenti a riguardo all’interno del nostro Morning Meeting delle ore 9.30). Questo è indice, a nostro avviso, di nervosismo degli investitori che rimangono concentrati sul breve periodo in attesa del primo tandem importante di appuntamenti dell’anno, i prossimi 22 e 25 gennaio, quando la BCE si riunirà e quando avverranno le votazioni in Grecia. Nel frattempo rimaniamo concentrati sui singoli strumenti, studiando, come stiamo facendo da settimane, la possibile creazione, non ancora avvenuta, di correlazioni stabili nel tempo.


ANALISI TECNICA VALUTE
Euro-Dollaro

Definire l’euro perfetto, forse è troppo, ma dobbiamo ammettere che i livelli tecnici studiati ieri hanno effettivamente confermato la presenza di nuvole di ordini importanti ed in grado di far partire (o contenere) movimenti degni di nota. La tenuta dell’area di resistenza iniziante a 1.1810 ha condotto i prezzi sui due target studiati, con la zona di 1.1835, oltre la quale non abbiamo comunque considerato scenari long a causa della confusione tecnica, che si è rivelata effettivamente di reazione ma con nuvole importanti soltanto sopra il nostro trigger operativo settato ieri a 1.1855. Dopo il recupero del dollaro la situazione è di attesa, con una congestione tra 1.1750 e 1.1790 che curiamo per valutare l’eventuale operatività. Ci ragioniamo in diretta alle ore 9.30.

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Dollaro-Yen
Mancato raggiungimento delle resistenze e nessuna operatività sul UsdJpy , sul quale abbiamo valutato durante il Morning Meeting di non ipotizzare operazioni short in caso di tentativi di rottura del minimi di ieri notte, una decisione che, col senno di poi, è risultata saggia. Siamo ora di fronte ad una situazione che potrebbe prevedere uno scenario di acquisto di yen, da distribuire tra 117.95 e 118.20. Ci troviamo infatti di fronte a buone aree di resistenza sia statiche che dinamiche, per poter valutare eventuali ritorni verso 117.15 e 116.85. Il posizionamento dello stocastico, che sta compiendo massimi insieme ad un’area di massimi di prezzo e l’ampiezza delle aree di resistenza, che potrebbero mostrare tentativi di escursioni rialzisti dei prezzi prima di un’eventuale discesa, ci mettono in guardia sulla potenziale formazione di una divergenza ribassista oraria in caso di visita di area 118.20/40 da parte delle quotazioni. Valuteremo di proteggere, nel caso in esame, le eventuali posizioni sopra area 118.50, con 118.65 come eventuale zona sulla quale valutare posizionamenti short di yen in caso di raggiungimento di tali zone con la potenziale divergenza non confermata.

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Sterlina-Dollaro
Cable brutto, tecnicamente parlando. E con livelli poco chiari, aggiungiamo, anche se ieri, non hanno dato cattive indicazioni. La rottura di ieri delle aree studiate in 1.5195 ha infatti condotto all’area di target passante per 1.5225, per poi mancare la potenziale estensione verso 1.5250, ipotizzata in caso di stocastico orario fuori dall’ipercomprato. Il ritorno sotto i punti di rottura non ha comunque condotto sotto area 1.5135, oltre la quale avremmo potuto valutare degli approfondimenti verso i minimi. Ci portiamo oggi su un 4 ore, dove ieri abbiamo iniziato a mettere in cantiere una potenziale divergenza ribassista, sporca tecnicamente ma che potrebbe suggerire la valutazione di posizionamenti short di sterlina in caso di approfondimento sotto area 1.51 ¾ con stocastico a 4 ore lontano dall’ipervenduto, un livello questo che su un orario coincide anche con la media a 100. Nel momento in cui i prezzi dovessero tornare sopra area 1.5225, senza che siano stati superati i supporti, potremmo considerare delle salite verso 1.5250 e 65, i massimi di ieri.

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Dollaro Australiano-Dollaro Usa
Australiano non bello tecnicamente, sul quale le aree di resistenza individuate ieri hanno tenuto, riportando i prezzi verso 0.8100, non raggiunto però (le quotazioni si sono fermate a 0.8110). Siamo ora in attesa di potenziali accelerazioni rialziste, sulle quali non valuteremo acquisti ma che cureremo per ragionare su una potenziale divergenza ribassista oraria e su un eventuale giro a ribasso dello stocastico a 4 ore, con prezzi che si portano tra 0.8225 e 0.8250. Se questo dovesse verificarsi, l’idea di valutare delle vendite con stop e reverse sopra i massimi potrebbe risultare adeguata, con l’idea che , nel momento in cui dovessero essere raggiunte le aree passanti tra 0.8275 e 0.8285 le quotazioni potrebbero frenare (proteggersi e pensare a lasciare libera una parte di posizione long potrebbe essere un ottimo scenario difensivo).

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