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Dati convincenti, dollaro meno

La reazione post-dato ha mostrato un biglietto verde subito comprato e Borse che hanno tentato allunghi importanti

di Redazione Soldionline 12 gen 2015 ore 09:54

A cura di FXCM

Tasso di disoccupazione sceso ancora al +5,6% e 252mila nuovi posti di lavoro creati contro aspettative di 240, con un dato del mese precedente rivisto a 353mila da 321. Questi i numeri principali della pubblicazione sul mercato del lavoro negli Stati Uniti di venerdì scorso e che evidenziano una situazione sempre più strutturale di miglioramento dello stesso, pur con le consuete riserve che non abbiamo mai dimenticato di sottolineare in riferimento ad una lettura  profonda e dettagliata dello statement rilasciato dal Labour Department of Statistics. Per quanto concerne la chiave di lettura dei movimenti che ne sarebbero conseguiti  ritenevamo verosimile e logico, dal nostro punto di vista naturalmente, un generalizzato rafforzamento del dollaro americano laddove i dati fossero stati positivi e, seppur con qualche obiezione tecnica in più, un simil scenario per quello che concerne l’azionario. In tal senso solo la reazione post-dato ha imboccato questi binari, mostrando un biglietto verde subito comprato e Borse che hanno tentato allunghi importanti; tale dinamica ha visto poi un repentino e veloce ribaltamento di fronte che ha condotto dunque a rilevanti sell off di biglietto verde e di azionario nel contempo; a completare la descrizione tout court del contesto creatosi va citato l’oro che ha mantenuto quella che potremmo definire un’indefinizione che lo caratterizza ormai da tempo (da studiare e seguire con grande attenzione il timido percorso di rafforzamento che sta articolandosi in queste ore) e il Bund che ha mostrato un’ottima tenuta dei supporti chiave e che quindi perduriamo nel leggere in chiave bullish anche per un orizzonte temporale di breve periodo.  Difficile dunque fornire una interpretazione univoca di uno sviluppo di mercato che è parso controverso ed antitetico rispetto alle pur sensate logiche di ragionamento che abbiamo seguito nei giorni scorsi nel prevederne la dinamica, e la tesi delle forti prese di profitto che hanno trovato nella pubblicazione il meccanismo di innesco appare ex-post l’ipotesi più plausibile. Una sorta di rincorsa del mercato che ha visto, perlopiù nel caso del valutario, l’ingresso dei compratori “di ultima istanza “di dollaro i quali hanno dunque fornito linfa alle copiose e successive vendite già in gestazione. Quale dunque lo scenario che si delinea adesso? Va immediatamente effettuato un distinguo relativo all’orizzonte temporale operativo; in ottica multiday appare perfino banale far notare che il trend primario non è e non può essere messo in discussione.
dollaro7Una rapida occhiata al FXCm Dow Jones Dollar Index aiuta a spiegarlo più delle parole: esso si trova ben al di sopra di supporti tecnici che definiremmo strutturali nel percorso di rafforzamento del greenback e che quindi dovranno essere intaccati prima di generare delle forti dismissioni di posizioni lunghe di dollaro. I primi sono già individuabili in area 11.575 punti, ma ben più significativi appaiono quelli tra 11.500 e 11.380 punti. Venendo invece ad un orizzonte temporale più breve, di stampo dunque intraday, diremmo che verosimili sono le prosecuzioni di vendite di biglietto verde che quindi potrebbe andare a cercare il livello tecnico a 11.575 prima di rimbalzi degni di nota; ciò naturalmente evidenzierebbe una situazione nella quale l’Eurodollaro, tanto per puntualizzare sul cambio più liquido, potrebbe estendere i rialzi verso area 1,1890/1,1920 e perfino 1,1965 prima di trovare nuovi venditori di pullback. Di meno nettezza invece il contesto azionario che vive ancora dinamiche di scarsa chiarezza, nell’ambito di un più ampio alveo rialzista che  non può che caratterizzarlo: studieremo il livello di supporto in area 2.038 punti per quello che concerne il benchmark S&P500 per essere pronti in caso di violazioni al ribasso in direzione 2.025 punti, così come andrà attenzionata la resistenza a 20.050 punti per confidare in riprese in direzione 2.065. Cruciale invece area 1.235 dollari l’oncia per quello che riguarda l’oro. La giornata di oggi risulta pressochè scarna dal punto di vista di market mover di rilievo, in una settimana che risulterà rilevante per la sterlina ed il dollaro australiano in particolare, con il culmine dell’Inflazione dell’Eurozona nella giornata di venerdì.

 
ANALISI TECNICA VALUTE
Euro-Dollaro

Quadro tecnico dunque girato, perlomeno nel breve, per quello che riguarda gran parte dei cambi originali e dunque anche per Eurodollaro. Il superamento di area 1,1845 appare in tal senso significativo per potenziali estensioni fino ad area 1,1890/1,1920. Lo stop loss a posizionamenti lunghi in area 1,1850 possono dunque essere posti relativamente vicini, in maniera aggressiva a 1,1845 per reverse in direzione 1,1820, secondo punto di ingresso per short in direzione 1,1785. 4 ore e 1 ora sono grafici di ottima tecnicalità e che dunque permettono di osservare con precisione la situazione appena descritta.

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Dollaro-Yen
Importanti le discese del cambio ancora alla chiamata dei supporti in area 118,10. Va evidenziato un gap ribassista di apertura settimanale che dunque potrà essere colmato nel breve per risalite in area 118,55 prima di nuove potenziali vendite (si veda il grafico orario) verso i minimi. Considereremo per dei reverse, l’area di 118,80 in direzione 119,20. Rotture repentine sotto 118 potrebbero comunque favorire un’operatività in sell stop in direzione 117,60.

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Sterlina-Dollaro
Scenario pressochè simile a quello dell’Eurodollaro per quello che concerne il cable, con un segnale di inversione che appare però più significativo già da grafico giornaliero. Fondamentale, in senso rialzista, sarà la tenuta di 1,5150 (primo punto di acquisto) verso 1,52 e dunque 1,5265. Stop contenuti e reverse sotto 1,5150 in direzione 1,5110 per fiammate di breve che troverebbero conferme più estese  al di sotto di tale livello in direzione 1,5055. Anche in tal caso, ottima la precisione di H4 e H1 nell’evidenziare le aree di confluenza grafica.

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Dollaro Australiano-Dollaro Usa
“Continuiamo a ritenere lo 0,8160 fondamentale come resistenza e manterremo dunque un approccio short finchè tal livello si dimostrerà affidabile.” Questo uno stralcio della nostra analisi di venerdì scorso. Il livello citato ha mostrato dunque tutta la sua importanza nel momento in cui la sua violazione ha consentito degli ampi reverse in direzione 0,8210 e che possono dunque vivere nuove estensioni in direzione 0,8270 prima dei primi forti pullback. 0,8210 in tal caso il target. A quel punto si potrà nuovamente contemplare l’acquisto con stop ravvicinato e reverse sotto 0,82 in direzione 0,8160.

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Dax
Nuovo ribaltamento di fronte dunque sul Dax che ora evidenzia due principali livelli tecnici di breve: la resistenza a 9.690 punti e il supporto a 9.610/20. L’ottica di breve resta dunque short proprio verso questa seconda area con violazioni ulteriori verso 9.585 punti, mentre preferiremmo attendere ritorni sopra 9.710 per comprare in direzione 9.785 punti.

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Oro
“ Tipicamente i dati sul lavoro degli Stati Uniti rappresentano un bel banco di prova per il metallo giallo che dunque potrebbe mostrare movimenti finalmente decisi. A tal proposito perciò attenderemo strappi sotto 1.203 in direzione 1.198 e 1.190, e sopra 1.213 ma soprattutto sopra 1.220 verso 1.226 e 1.235 dollari l’oncia.” Questo affermavamo nella giornata di venerdì e, seppur con timidezza, lo scenario rialzista si è ben articolato. Attendiamo dunque allunghi in area 1.235 prima di vedere eventuali swing ribassisti in retest di area 1.1220 per auspicabili nuove partenze long con obiettivi a 1.250. Sotto 1.220 potrebbe tornare d’attualità lo short che saremo comunque prudenti ad implementare.

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