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Banche centrali: chi opera responsabilmente (e chi no...)

Differenza stratosferica d’approccio tra la banca centrale giapponese e quella neozelandese: la prima rilascia dichiarazioni non all’interno di appuntamenti ufficiali, la seconda no

di Redazione Soldionline 12 giu 2015 ore 09:53

A cura di FXCM

Mercato in pausa ieri, senza riuscire a trovare una direzionalità precisa dopo le notizie arrivateci dal Giappone e dalla Nuova Zelanda. Qui leggiamo una differenza stratosferica d’approccio tra le due banche centrali, con la prima a rilasciare dichiarazioni non all’interno di appuntamenti ufficiali di politica monetaria (lo yen è molto debole ed è difficile che scenda ancora, deve scambiare all’interno di range che rispecchino i fondamentali macroeconomici) e con la seconda che, invece, continua a comportarsi da Banca Centrale responsabile e capace di fare il proprio mestiere. Ad onor del vero occorre puntualizzare che la Nuova Zelanda (così come l’Australia), si trovano al cospetto di congiunture che riescono a svilupparsi in maniera fisiologica, pur mostrando qualche rallentamento, dunque un approccio “rates oriented” è in grado ancora di funzionare.
giappone2In Giappone invece si è fatto ricorso al così definito QQE (Quantitative e Qualitative Easing) con il fine implicito di svalutare lo yen. Una pratica pericolosa, quando la Banca Centrale è ritenuta ancora un’istituzione credibile, che può portare all’effettivo raggiungimento dell’obiettivo stabilito, che può, a volte, sfuggire di mano. Ed è proprio questo il caso, con lo spavento che ha attaccato la BoJ dopo la rottura rialzista di area 122.00 sul UsdJpy a cui si è cercato di donare sollievo trasmettendo al mercato un’idea semi-ufficiale da parte della Banca Centrale, “vogliamo lo yen più alto – sottinteso: le nostre piccole imprese ne hanno bisogno”. Anche la SNB avrebbe voluto un franco più basso, il mercato ha detto no...

Sul fronte dati macro l’America continua a rivelarsi un market mover
, con le vendite al dettaglio in linea con le aspettative a 1.2% di variazione mensile che hanno portato ad aumenti di volatilità confusi, che hanno prima spinto il dollaro a rialzo, per poi tornare a venderlo e facendo così mantenere i prezzi all’interno della congestione che ha aperto il nostro aggiornamento mattutino. Borse pesanti sul finire di giornata tra prese di profitto e nuovi rumor su possibili mancati accordi in Grecia e S&P500 sui supporti di breve.

ANALISI EURODOLLARO
Euro sporco tecnicamente se no su un grafico giornaliero dove abbiamo avuto la conferma di una tripla divergenza ribassista tra prezzi e stocastico, la quale ha cominciato a produrre i primi effetti e che cureremo insieme all’area di 1.1185, sotto la quale il mercato potrebbe tentare iniziali estensioni verso area 1.10 ¾. Sui time frame brevi abbiamo grafici sporchi, con le aree che si distribuiscono intorno a 1.1210 che potrebbero, in caso di loro superamento, risultare propedeutiche a tentativi di accelerazione verso 1.1185, area che se superata di almeno una quindicina di punti potrebbe lasciare spazio a target multiday. Soltanto in caso di ripartenza oltre le aree che si distribuiscono tra 1.1270 e 1.1285 potremmo valutare delle buone riprese di quota, con target oltre area 1.1300, sugli ultimi massimi precedenti.

eurodollaro-12giugno2015
EurUsd – grafico m5

ANALISI DOLLARO-YEN
UsdJpy ha iniziato a restituirci dei primi punti di irferimento
dopo lo scossone di metà settimana. Rimmaniamo dell’idea che si possa decidere di lavorare sullo yen, mettendo a budget rischi potenzialmente maggiori rispetto a qualche altro strumento finanziario, seguendo le aree passanti per 123 ¼, oltre la quale i prezzi potrebbero tentare estensione verso i minimi post BoJ, così come la zona che si distribuisce intorno a 123 ¾, oltre la quale im mercato potrebbe tentare estensioni verso 124.25. Situazione tecnica non molto bella data la forte reazione dello yen su Kuroda & C.

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UsdJpy – grafico h1

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