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Qualche buon motivo per investire in corporate bond nel 2010 (Stefan Isaacs - M&G European Corporate Bond)

di Mauro Introzzi 26 gen 2010 ore 14:45 Le news sul tuo Smartphone
I favolosi rendimenti realizzati nel 2009 dagli investimenti a reddito fisso non si ripeteranno quest’anno. I corporate bond dovrebbero però continuare ad essere una buona fonte di guadagno rispetto agli asset a rischio zero. Per questo credo che gli investitori non debbano metterli da parte.

Mi aspetto che nel 2010 continuino una politica monetaria accomodante e misure di stimolo fiscale, nonostante gli spread dei corporate bond siano tornati ai livelli precedenti al crollo di Lehman Brothers. A mio parere, a mano a mano che le condizioni economiche migliorano, è possibile che si verifichi un ulteriore restringimento degli spread. Questo dà all’asset class un giudizio positivo quest’anno, e il 2010 ha già iniziato bene.

La domanda per questa asset class dovrebbe rimanere forte, in particolare perché credo che inflazione e tassi d’interesse resteranno bassi a lungo.

Per trarre vantaggio dagli spread e dai rendimenti disponibili sul mercato, preferisco i titoli di credito con rating BBB nel segmento investment grade e le obbligazioni BB nel mercato high yield. La prossima fase nel ciclo creditizio sarà però trainata dalla performance delle singole emissioni, rendendo particolarmente importante la selezione dei titoli. In un contesto economico favorevole, ma ancora problematico, l’analisi dei fondamentali è di estrema importanza in quanto la chiave per realizzare una buona performance sarà evitare titoli e settori inclini al default o al ribasso.

Quali sono le sfide per l’asset class? Il maggior rischio per i corporate bond nel 2010 è un ritorno di avversione al rischio. In questo scenario è possibile che gli spread si amplino, anche se è improbabile che tornino ai livelli da depressione raggiunti all’inizio del 2009.

Un’area del mercato sulla quale ho una posizione ribassista sono le obbligazioni governative, che corrono il rischio di eccesso d’offerta. L’asset class è anche minacciata dal possibile ammorbidimento delle misure di stimolo delle banche centrali e dei governi.

I titoli finanziari continuano a richiedere cautela per il persistere dell’incertezza economica. L’outlook sulle banche è però migliorato notevolmente e mi aspetto un ulteriore restringimento degli spread in quest’area. Sto riprendendo ad acquistare titoli finanziari in maniera selettiva, ma solo in istituti multinazionali di buona qualità. Inoltre, sono anche cauto sulle emissioni subordinate e tier 1. Anche i beni di consumo ciclici richiedono ancora prudenza poiché i consumatori continuano a concentrarsi sulla restituzione del debito piuttosto che sugli acquisti.

L’inflazione non rappresenta una grande preoccupazione per la Banca Centrale Europea, che considera molto accomodante il proprio tasso d’interesse base all’1%. Tuttavia, se quest’anno la ripresa economica fosse più forte di quello che prevedo, la BCE potrebbe iniziare a temere il formarsi di un’altra bolla sui prezzi degli asset e potrebbe alzare i tassi per evitare questa eventualità.

Quest’anno la BCE dovrebbe iniziare ad allentare le proprie misure speciali di stimolo fiscale. Nonostante il mercato stia prezzando un aumento dei tassi d’interesse nel 2010, non penso che questi saliranno fino all’anno prossimo. La BCE vorrà prima garantire che l’economia sia stabile e credo che questo richieda più tempo di quanto prevede il mercato. Pertanto, anche se è verosimile che assisteremo agli inizi di una normalizzazione dei tassi d’interesse, è possibile che l’aumento dei tassi arrivi più tardi delle aspettative del mercato.

Tutti questi elementi significano che i corporate bond possono continuare ad essere una buona fonte di rendimenti per gli investitori. Nonostante gli spread dei corporate bond siano tornati a livelli pre-Lehman, ritengo possibile che si verifichi un ulteriore restringimento degli spread.

Inoltre, una serie di azioni positive intraprese nel corso del 2009 dalle società, come emissioni azionarie riservate, vendita di asset per ridurre la leva e taglio dei costi, hanno sostenuto i bilanci e dovrebbero contribuire a limitare l’aumento del tasso di default.


Il numero di emissioni corporate resterà elevato nel 2010, ma inferiore ai livelli del 2009, soprattutto perché le aziende aggirano le proprie tradizionali fonti di finanziamento – banche e istituti di credito – a vantaggio del finanziamento diretto sui mercati del capitale.

 

-Stefan Isaacs, gestore del fondo M&G European Corporate Bond
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