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Commissioni di performance, quanto pesano per i player italiani

Quanto pesa, sul bilancio dei principali operatori del risparmio gestito, la componente legata alla performance? Uno studio lo quantifica per 5 dei maggiori operatori

di Redazione Soldionline 11 dic 2018 ore 09:33

analisi-tecnica-grafico_1Tra le differenti voci di costo che vanno considerate quando si decide di investire in un fondo o in una sicav ci sono anche le commissioni di performance. Questa tipologia di onere viene calcolata in base ai risultati conseguiti dallo strumento, in un determinato periodo temporale. La base di valutazione della performance su cui vengono calcolate queste commissioni è solitamente un parametro di riferimento, detto benchmark.

 

Va detto che le performance fee, per dirla all’inglese, non sono da condannare a priori. Soprattutto se contemperano gli interessi del gestore con quelli del cliente. Ma spesso non va proprio in questo modo, in primis quando i criteri di calcolo possono favorire il cosiddetto azzardo morale da parte del gestore. Soprattutto in questi casi, secondo molti analisti, questa tipologia di spesa è tra quelle più penalizzanti, specie per chi ha un’ottica d’investimento più lunga.

Rispetto ad altre voci di costo di un fondo d’investimento (commissioni di sottoscrizione o uscita, spese correnti come gli oneri di gestione e le commissioni di collocamento) le commissioni di performance hanno una natura prettamente variabile. Per un singolo investitore risulta quindi difficile valutarle perfettamente ex ante.

 

Una criticità ben palese anche ai regolatori, tanto che la Banca d’Italia ha deciso di porre, in passato, alcuni limiti all’applicazione delle commissioni di performance. Limiti che però non valgono per i fondi domiciliati all’estero.

Ma se è vero che un risparmiatore può incontrare difficoltà a quantificare in anticipo le performance fee, è altrettanto vero che una quantificazione di quanto contribuisca la tipologia di commissioni in oggetto sul totale dei ricavi delle varie società di gestione del risparmio può essere fatta, analizzando i bilanci delle varie aziende del risparmio gestito.

 

Lo ha fatto l’ufficio studi di Moneyfarm, che ha messo sotto la lente 5 tra i principali asset manager italiani. Tra le evidenze emerse dalla ricerca la società di consulenza finanziaria indipendente stigmatizza come nel 2017 il peso relativo alle commissioni di performance sul totale sia aumentato, a livello aggregato, rispetto al 2016. Per alcune sgr questa fetta arriva a valere tra un quinto e un sesto del totale del fatturato.

Tutti gli articoli su: moneyfarm
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