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Gli ETF hanno battuto i fondi italiani

Anche quest’anno, gli ETF quotati su Borsa Italiana stanno facendo meglio dei tradizionali fondi comuni di diritto italiano. I principali indici Banca Fideuram (BF), infatti, i cui valori sono calcolati come media ponderata delle quotazioni giornaliere di tutti i fondi italiani in attività alla fine d’ogni trimestre solare, hanno riportato, negli ultimi 12 mesi, rendimenti netti inferiori a quelli degli ETF conformi alla classificazione di Assogestioni.

di Redazione Soldionline 12 set 2005 ore 11:29
Anche quest'anno, gli ETF quotati su Borsa Italiana stanno facendo meglio dei tradizionali fondi comuni di diritto italiano. I principali indici Banca Fideuram (BF), infatti, i cui valori sono calcolati come media ponderata delle quotazioni giornaliere di tutti i fondi italiani in attività alla fine d'ogni trimestre solare, hanno riportato, negli ultimi 12 mesi, rendimenti netti inferiori a quelli degli ETF conformi alla classificazione di Assogestioni. Le categorie che sono state analizzate sono quelle in cui è stato possibile trovare almeno un ETF corrispondente tra quelli quotati sul MTF, ovvero: Azionari Italia, Azionari area Euro, Azionari Europa, Azionari America e Azionari Internazionali.

Lo SPDR Euro Fund (ISIN: IE0031091642) di Credit Lyonnais è stato l'ETF ad aver ottenuto la migliore performance nell'ultimo anno, ben il 25,5%, a fronte di una media del 22,9% conseguita dai 5 ETF correlati ai mercati d'Eurolandia ed al 17,7% registrato dall'Indice BF Azionario area Euro.
L'altro Spider, lo SPDR Europe 350 Fund (ISIN: IE0031091428), guida la classifica dell'Azionario Europa, con un rendimento annuale del 23,9%. La performance media dei 3 ETF correlati a questo mercato è stata del 20,8%, mentre l'indice BF Az. Europa ha riportato soltanto un +16,6%.

Sul mercato italiano c'è un solo fondo quotato sul MTF, il Lyxor ETF S&P/MIB (ISIN: FR0010010827), che ha visto salire le quotazioni del 23,6% negli ultimi 12 mesi. L'indice BF Az. Italia non è andato oltre il 21,1%, nel medesimo periodo.
Tra gli ETF correlati agli indici USA, è stato il Nasdaq-100 European Tracker ad avere la meglio, registrando un guadagno del 10,7% in un anno, mentre le blue chip dell'iShares S&P 500 di Barclays Global Investors non sono andate oltre il 7,6%. La media dei due fondi, però, pari al 9,1% è ben superiore al 5,4% ottenuto dall'indice BF Az. America.

I tradizionali fondi comuni sono usciti vincitori soltanto nella categoria degli Az. Internazionali, dove l'indice BF ha registrato un incremento vicino al 10%, a fronte di un modesto 4,8% riportato dal Lyxor ETF DJ Global Titans 50 (ISIN: FR0007075494). Ma qui il problema, se così possiamo definirlo, è che l'indice di riferimento non è stato molto efficiente. Il più noto e rappresentativo MSCI World Index, infatti, replicato dall'UNICO i-tracker MSCI World (ISIN: LU0140540146), ha procurato un guadagno del 13,6% ai suoi investitori, nell'ultimo anno. Gli ETF, in questo caso, avrebbero dato cappotto ai tradizionali fondi comuni italiani.*

Si fa notare che, malgrado i rendimenti degli indici Banca Fideuram siano al netto dell'aliquota del 12,5% sul capital gain, questi non tengono conto dei costi di sottoscrizione (solitamente tra l'1% ed il 3%) e/o rimborso, delle commissioni di gestione (in media del 1,8%) e del compenso, variabile tra il 20% ed il 30%, sull'extrarendimento nei confronti del benchmark. E pur tenendo conto dei costi d'intermediazione (appena dello 0,19% se effettuato online) che l'investimento in ETF comporta, e della tassazione, pari al 12,5%, da applicarsi al capital gain, i rendimenti netti che quest'ultimi hanno ottenuto risultano sempre superiori a quelli della media dei fondi italiani. Senza contare, infine, i dividendi che gli ETF di Lyxor AM e Barclays Global Investors hanno distribuito per alcuni dei loro fondi, che hanno prodotto un ulteriore guadagno di 2-3 punti percentuali. (estratto da Bloomberg-Borsa&Finanza del 3 settembre 2005)
*performance calcolate dal 26 agosto 2004 al 26 agosto 2005.



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