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ETC, buone notizie per Lyxor Gold Bullion Securities

Lo strumento ha ottenuto il riconoscimento da parte della Commission de Surveillance du Secteur Financier del Lussemburgo di "eligibilità", che dovrebbe aprire le porte a nuovi...

di La redazione di Soldionline 22 nov 2007 ore 09:57

a cura di www.etfplus.it (http://www.etfplus.it)

Lunedì 12 novembre, l'Exchange-Traded Commodity (Etc) legata all'andamento spot dell'oro, sponsorizzata da Lyxor Finance, denominata Lyxor Gold Bullion Securities (Gbs) è stata resa disponibile sulla Borsa di Londra anche nella valuta locale, la sterlina inglese, sulla piattaforma multi-currency, e negoziabile con il nuovo codice Gbss (il codice Isin, invece, è rimasto il medesimo: GB00B00FHZ82). La novità più importante, però, è il recente riconoscimento da parte della Commission de Surveillance du Secteur Financier del Lussemburgo di "eligibilità" del Lyxor Gold Bullion Securities per i fondi e le Sicav armonizzati lussemburghesi, che dovrebbe aprire le porte a nuovi investimenti e conseguente crescita degli asset. Questa Etc è quotata anche sul mercato Etfplus di Borsa Italiana dal 20 aprile scorso, ed è stata la prima garantita dalla materia prima fisica (lingotti d'oro puro) e ad essa puramente correlata, prima del listing del Etfs Physical Gold (Isin: JE00B1VS3770), promosso da Etf Securities Ltd.

 Sono due, dunque, le Etc quotate a Piazza Affari che permettono d'investire direttamente nel prezioso giallo, che quest'anno (dati al 15 novembre 2007) è salito nientemeno che del 26% in termini di dollari, ma "solo" del 14% se convertito in euro, causa il forte e persistente indebolimento del biglietto verde sulla moneta unica europea, con punte, al 8 novembre scorso, del 31% e 19%, rispettivamente. Una terza Etc quotata su Etfplus è l'Etfs Gold (Isin: GB00B15KXX56), che a differenza delle precedenti espone l'investitore a quelle che sono le variazioni dei prezzi dei contratti future sull'oro negoziati presso il Comex, misurati dal Dow Jones-Aig Gold Sub-Index.

Investire tramite future (quello che fa l'indice) implica, però, l'assunzione di due rischi addizionali, quello sull'evoluzione dei tassi (è richiesta, infatti, una marginazione del 10%, legata ai Treasury a 3 mesi) e quello relativo al periodico rinnovo dei contratti, che possono essere fonte di guadagno come di perdita. In particolare, per l'oro, è statisticamente dimostrato che il dover vendere il contratto vicino alla scadenza per acquistare l'utile successivo ha portato sempre ad una perdita di valore, poiché i future rinnovati hanno prezzi superiori a quelli acquistati in precedenza. La curva forward che delinea l'andamento dei prezzi dei future alle varie scadenze assume in questo caso specifico una forma ascendente e l'appellativo di "contango". Il risultato è che una simile Etc possa non rispecchiare appieno e correttamente l'effettivo andamento dei prezzi della materia prima sottostante e sottoperformare l'asset di riferimento. Inoltre, rispetto al Lyxor Gold Bullion Securities e all'Etfs Physical Gold, l'Etfs Gold ha un costo annuo (0,49%) superiore di 9-10 punti base ed un differenziale più ampio sulle proposte di acquisto e di vendita: del 1,5% anziché del 1%. Se si vanno ad analizzare i dati di Borsa Italiana relativi al mese di ottobre, però, che non si discostano di molto dalle statistiche di settembre e dei mesi precedenti, si nota bizzarramente che l'Etfs Gold è molto più scambiato dell'Etc dello stesso emittente, ma garantita dall'oro fisico, con un rapporto addirittura di circa 8 a 1.

E che l'Etc di Lyxor, che investe anch'essa direttamente nei lingotti d'oro, è la più scambiata in termini di controvalore, presumibilmente grazie anche ad una maggior presenza sul mercato europeo (il primo Gold Bullion Security è stato quotato su Londra il 9 dicembre 2003). Il perché sia utile investire una piccola quota del proprio portafoglio in oro è dato fondamentalmente da due motivazioni: la capacità di protezione nei confronti dell'inflazione e della debolezza del dollaro, e la bassa, se non inversa, correlazione in rapporto alle tradizionali asset class (azioni e obbligazioni). Tra le materie prime, poi, l'oro è quella meno volatile, perché la sua produzione e le riserve sono dislocate in diversi paesi, e dunque è meno soggetta a shock politici o economici. Le prospettive di medio-lungo periodo, infine, sono di un'ulteriore crescita dei prezzi. In parte dovute all'incremento della popolazione in alcuni paesi emergenti, quale l'India, che è il primo consumatore mondiale, con una quota del 27%, dove l'oro è per lo più impiegato nell'industria gioielliera. In parte al fatto che le miniere attive sono limitate, e così le capacità estrattive, e trovare nuovi giacimenti ed avviarli alla produzione richiede dai 7 ai 10 anni di tempo; pertanto, la richiesta d'oro sembra destinata ad aumentare.

(di Marco Ciatto, per Bloomberg-Borsa&Finanza)

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