NAVIGA IL SITO

C’è ancora valore sul mercato delle obbligazioni convertibili (M&G)

di Mauro Introzzi 16 nov 2009 ore 13:07 Le news sul tuo Smartphone
A cura di Léonard Vinville, gestore del fondo M&G Global Convertibles Fund

Nonostante il forte recupero dai minimi dello scorso novembre, ritengo che ci sia ancora valore sul mercato delle obbligazioni convertibili. A mio parere, le valutazioni azionarie, gli spread del credito e le opzioni di conversione sono ancora interessanti.
Anche se il mercato in generale non è più conveniente come un tempo, credo che un attento stockpicker possa identificare numerose interessanti opportunità d’investimento. I potenziali investitori in obbligazioni convertibili dovrebbero prendere in esame la futura performance dell’asset class in diversi scenari. Con una performance che dipende dalla combinazione di diversi elementi, le convertibili sono nella condizione di generare buoni rendimenti: se il mercato azionario continua a salire, la componente relativa all’opzione di conversione dovrebbe raccogliere il rialzo; mentre se i mercati azionari entrassero in una fase di ribasso, il relativo aumento di volatilità e gli elevati rendimenti offerti dalla componente obbligazionaria dovrebbero sostenere il valore del convertibile e contribuire a controbilanciare la caduta della componente azionaria.

La nuova recente ondata di emissioni di convertibili non sta attualmente abbassando il valore delle emissioni precedenti. Le nuove emissioni continuano a offrire condizioni favorevoli per gli acquirenti, con rendimenti interessanti e clausole di protezione dei dividendi e di irreversibilità (aggiustamento al rialzo del rapporto di conversione) che offrono agli investitori un rialzo aggiuntivo. La volatilità è prezzata in maniera adeguata, in linea con l’attuale mercato delle obbligazioni convertibili. Nuove emissioni potrebbero continuare nei prossimi mesi poiché le aziende sfruttano il costo inferiore del debito convertibile, aggiungendo interessanti opportunità d’investimento al mercato.

Le obbligazioni convertibili sono un’asset class a parte che, grazie a particolari caratteristiche di rischio-rendimento, può performare bene in diverse condizioni di mercato, giocando un ruolo importante nel portafoglio di molti investitori.   
Per gli investitori che cercano esposizione azionaria ma sono preoccupati per il rischio insito nell’investimento azionario diretto, i convertibili offrono il vantaggio dell’apprezzamento dei titoli pur conservando la protezione dal ribasso tipica delle obbligazioni.

Come gestore del fondo M&G Global Convertibles, godo della flessibilità di selezionare i titoli solo in base alle loro qualità, senza alcun limite geografico o dettato da visioni topdown macro o di settore. Questo significa che non assumo “visioni” o faccio “scommesse” su particolari settori o Paesi. Se ritengo che un’obbligazione convertibile sia una buona opportunità d’investimento, la scelgo indipendentemente da considerazioni di settore o di Paese. Ecco perché gestisco un portafoglio concentrato, che conta sempre tra i 40 e i 60 titoli selezionati con grande convinzione.

Il fondo M&G Global Convertibles è diverso dagli altri fondi specializzati in obbligazioni convertibili perché è gestito attivamente per cogliere a pieno la particolare asimmetria di rendimento che i convertibili mostrano in prossimità del punto di flessione. Piuttosto che usare i convertibili semplicemente per imitare l’andamento di obbligazioni o azioni tradizionali, posso pormi l’obiettivo di raggiungere la combinazione ottimale tra rialzo delle azioni e protezione dal ribasso delle obbligazioni, per realizzare il più alto rendimento aggiustato per il rischio offerto dai convertibili.

La mia strategia d’investimento si focalizza sulla selezione di obbligazioni convertibili il cui sottostante azionario offre il maggior potenziale di apprezzamento. Fondamentale per la performance del fondo è un approccio di stockpicking bottom up globale che si basa sull’analisi dei fondamentali societari, senza limitazioni geografiche o di settore.

Il processo di selezione dei titoli inizia con un vasto screening dell’universo d’investimento del fondo, prima di passare ad un’analisi dettagliata dei titoli adatti come candidati. La mia selezione bottom-up parte come universo dall’intero mercato globale delle obbligazioni convertibili, scegliento i titoli solamente in base alle loro qualità e senza alcun limite geografico o dettato da visioni topdown macro o di settore.

Il mio obiettivo è realizzare “performance pari a quelle azionarie con il giusto livello di rischio”, cercando di far avvantaggiare al massimo il fondo dal rialzo della componente azionaria dei convertibili, pur beneficiando anche delle particolari caratteristiche di protezione dal rischio. Questo obiettivo si traduce in pratica nel raggiungimento di rendimenti aggiustati per il rischio (misurati dall’indice di Sharpe) da primo quartile sul lungo termine.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
Tutte le ultime su: obbligazioni