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Brandywine (Legg Mason): i bond ad alto rendimento si trovano ancora

di Mauro Introzzi 25 mar 2013 ore 12:33 Le news sul tuo Smartphone
Nel settore dell’alto rendimento le opportunità si trovano ancora: quelle offerte, tra gli altri paesi, dal Portogallo, dal Cile e dal Brasile, danno agli investitori la possibilità di beneficiare da un apprezzamento del capitale, conseguente al rallentamento dell’attività economica e quindi al ridimensionamento delle aspettative per l’inflazione, spiegano a Brandywine Global, la sussidiaria Legg Mason.

Jack McIntyre, co-gestore dei fondi Legg Mason Brandywine Global Fixed Income, che raccoglie 1,6 miliardi di dollari e Global Opportunistic Fixed Incom , con una raccolta di 216 milioni di dollari spiega che “andando alla ricerca di obbligazioni a 10 anni nei vari paesi, vediamo che, nel mondo, sono diversi i mercati che presentano attualmente una interessante offerta di rendimenti relativamente alti, e tra questi ci sono il Portogallo, il Cile e il Brasile. Con il tempo, questi alti rendimenti avranno un effetto negativo sull’attività economica  generale e abbasseranno conseguentemente le aspettative inflattive. Questo, a sua volta, premerà sui rendimenti nominali e farà salire i prezzi”.

Brandywine Global sta invece evitando i mercati con rendimenti reali molto bassi o negativi, perché i bassi costi del credito in ultima analisi finiranno probabilmente per stimolare l’attività economica. “Vogliamo trarre vantaggi da quei paesi nei quali prevediamo un rallentamento per capitalizzare sul rialzo del prezzo”, spiega McIntyre.

In termini di portafoglio, ciò si traduce in una posizione sottopesata a livello internazionale nei mercati più garantiti nei quali i rendimenti sono bassi o negativi rispetto all’inflazione. Nel 2012, tuttavia, Brandywine Global ha acquistato grandi quantità di obbligazioni sovrane della periferia dell’eurozona quando i rendimenti sono balzati l’estate scorsa. “I commenti di Mario Draghi sulla volontà della Banca centrale europea di fare ‘tutto ciò che si renderà necessario’ per salvare l’euro ha rappresentato un punto di svolta”, aggiunge McIntyre. “Dal nostro punto di vista che prende sempre in considerazione il rischio prezzo e il rischio legato alle informazioni, il rialzo dei rendimenti in quei paesi periferici dell’eurozona si è presentato come molto interessante”.
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