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Il 'cronista di paese', hobby a metà strada tra il giornalista, l'archivista e lo storico

Bolzano - (Adnkronos) - Figura semisconosciuta in Italia, è un 'mestiere' che arriva dall'Austria. Il cronista di paese raccoglie volontariamente e gratuitamente documenti, testimonianze, fotografie, articoli, realizza interviste, ascolta testimonianze per sottrarre all'oblio luoghi, usi, costumi del Nord e del Sud Tirolo

Bolzano, 21 set. (Adnkronos) - Figura per lo più sconosciuta in Italia, ma diffusa soprattutto nella provincia di Bolzano, il 'cronista di paese' è il testimone oculare della realtà locale in mutamento. Più che un mestiere, un hobby di origine austriaca, a metà strada tra il giornalista, l'archivista e lo storico. Il cronista di paese raccoglie volontariamente e gratuitamente documenti, testimonianze, fotografie, articoli, realizza interviste, ascolta testimonianze per sottrarre all'oblio luoghi, usi, costumi del Nord e del Sud Tirolo, per poi mettere questa ricchezza a disposizione di tutti negli archivi comunali. Nessun compenso, solo tanta passione per la storia locale e le proprie origini.Sono circa 450 i cronisti di paese attivi nella provincia di Bolzano, quasi tutti di lingua tedesca; solo una ventina sono italiani perché la maggior parte di questi vive ormai nelle grandi città. A lavorare al recupero della storia locale restano, allora, soprattutto casalinghe e pensionati di lingua tedesca residenti nei piccoli comuni montani. Per questo, dal 2006, l'Archivio provinciale di Bolzano, ente che coordina l'attività dei cronisti di paese, sta promuovendo corsi in lingua italiana al fine di coinvolgere maggiori cronisti di lingua italiana e incentivare i giovani. Sempre l'Archivio provinciale di Bolzano si occupa di promuovere incontri e corsi di aggiornamento per permettere lo scambio di esperienze tra i vari cronisti sparsi sul territorio.Ogni anno viene poi organizzato un convegno per fare il punto sul lavoro svolto. "Nel corso dell'incontro tenutosi quest'anno a Chiusa -spiega Margot Pizzini, archivista dell'Archivio provinciale di Bolzano e referente dei cronisti di paese- abbiamo parlato dell'ipotesi di riunire i cronisti di paese in un'associazione per promuovere ancora di più la collaborazione tra Nord e Sud Tirolo, tra i cronisti di lingua tedesca e quelli di lingua italiana".Ogni anno l'Archivio promuove anche la 'giornata del cronista', che quest'anno cadrà il 6 novembre per festeggiare i 20 anni dei cronisti del Sud Tirolo. A disposizione di questi testimoni privilegiati anche una rivista apposita, la 'Tiroler Chronist', vera e propria fonte storica edita in lingua tedesca, fondamentale mezzo di diffusione per tenere vivo il passato anche tra le generazioni presenti. Una necessità ancora più pressante via via che i piccoli centri montani si vanno spopolando: è il caso di Canacede, piccola frazione del comune di San Tomaso Agordino, in provincia di Belluno, dove sono rimasti solo 12 abitanti."La montagna -spiega Rosanna De Bona, cronista di paese- viene progressivamente abbandonata e io lavoro per portare avanti la memoria storica di Canacede. Raccolgo testimonianze, parlo con gli anziani, riscopro usi e costumi della comunità cercando, in un certo senso, di far rivivere i nuclei familiari che vivevano lì".Casalinga laureata in psicologia, prima di diventare madre Rosanna era manager di una compagnia assicurativa. Oggi vive a Bolzano, ma sente di essere in debito con il piccolo borgo di Canacede anche per motivi affettivi: "Mia madre -continua Rosanna- era originaria proprio di Canacede. Faceva la poetessa e la scrittrice: nel suo libro 'Una vita', diventato anche una rappresentazione teatrale, parla appunto del problema dell'emigrazione che sta spopolando le montagne. Anche io, spero, un giorno, di poter pubblicare i frutti delle mie ricerche a cui dedico quasi tutto il mio tempo libero".
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