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Debito pubblico cresce ancora a maggio Allarme Bankitalia 15 mld in un mese

Roma - (Adnkronos/Ign) - A maggio ha raggiunto i 1.827 miliardi di euro contro i 1.812 di aprile. E' record. Tremonti: "Non farei il cambio con chi ha un debito pubblico basso e un debito privato che è quattro volte il nostro". Napolitano: "Non può continuare a pesare sulle giovani generazioni". Moody's taglia rating a Portogallo

Roma, 13 lug. - (Adnkronos/Ign) - Il debito pubblico sale a maggio a 1.827 miliardi di euro, in crescita di circa 15 miliardi rispetto al livello di aprile (1.812 mld). In valori assoluti è stato raggiunto un nuovo record. E' quanto si legge nel supplemento Finanza pubblica del bollettino statistico della Banca d'Italia.Dalla fine del 2009 il valore del debito italiano è salito di 65,8 miliardi, segnando un incremento del 3,7%."Non farei il cambio con chi ha un debito pubblico basso e un debito privato che è quattro volte il nostro". Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti è tornato a sottolineare l'importanza del parametro del debito privato per valutare la sostenibilità di un Paese in una conferenza stampa a Bruxelles, al termine dell'Ecofin. "Lentamente - ha rivendicato Tremonti - si sta formando questa posizione, che non è solo dell'Italia, per cui non c'è solo il debito pubblico, ma un insieme di indicatori, tra cui la ricchezza delle famiglie, il sistema delle pensioni" che da noi è "assolutamente stabilizzato, la bilancia dei pagamenti". "Se il mercato considera tutto questo - ha commentato ancora il ministro, partendo da una considerazione sulla decisione di Moody's di abbassare il rating del Portogallo - deve farlo anche chi, applicando le regole europee, è chiamato a valutare un Paese. Questo non vuol dire che il debito pubblico non è rilevante, è enormemente rilevante, ma non esclusivamente rilevante".Dal canto suo il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Trieste per l'inaugurazione della Sissa (Scuola superiore internazionale di studi avanzati), ha affermato che il debito pubblico non può continuare a pesare sulle spalle delle giovani generazioni. ''Siamo in una fase di consolidamento della finanza pubblica - ha affermato Napolitano - che viene affrontata in tutti i Paesi europei, sotto il peso, sotto l'assillo di una crisi finanziaria ed economica globale e una espansione anche dell'indebitamento pubblico. Il nostro Paese partiva da una condizione particolarmente pesante, perché nel corso dei decenni è stato accumulato un eccezionale stock di debito pubblico. "Noi possiamo avere qualsiasi discussione nel nostro Paese, sulle scelte da fare, sulle misure da adottare, ma non c'è dubbio che non possiamo continuare - ha sottolineato Napolitano - a far pesare sulle spalle delle giovani generazioni il debito così pesante dello Stato, che significa ogni anno spendere risorse pari a diversi punti del prodotto lordo non per investire ma per pagare il debito pubblico. Noi dobbiamo via via alleggerire questo fardello sulle nostre spalle e quindi abbiamo bisogno di misure anche di severa restrizione della spesa pubblica, in particolare della spesa pubblica corrente''.
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