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Crisi, l'ultima sfida delle banche. In arrivo istituti di credito ad 'hoc' per immigrati e tabaccai

Presto strutture 'specializzate' per una sola categoria di utenti. Entro l'estate una banca telematica collegherà le oltre 58 mila tabaccherie italiane. Sportelli 'ad hoc' anche per il popolo dei migranti. E si scopre che i lavoratori albanesi preferiscono il bancomat, i filippini le prepagate. Cinesi al primo posto per libretto di risparmio e prestiti personali

Roma, 30 mar. (Adnkronos) - La crisi non ferma la voglia di fare banca. A maggior ragione se l'idea è quella di un istituto di credito 'specializzato', dedicato ad una sola categoria di utenti. Nonostante le difficoltà di sistema, si apprestano a diventare operative due nuove realtà: Extrabanca rivolta alla clientela immigrata e Banca Itb, su misura per i tabaccai.La Banca d'Italia, in entrambi i casi, ha già dato l'autorizzazione all'apertura dei primi sportelli. Il presidente di Banca Itb sarà l'ex numero uno di Lottomatica ed attuale presidente della Sorin, Rosario Bifulco. Tra gli altri soci del neonato istituto ci sono anche la Federazione italiana tabaccai (Fit), il manager Francesco Marrara, la famiglia De Agostini attraverso Lottomatica, la multinazionale del tabacco spagnola Logista e altri fondi. Tutti avranno quote del 15%, tetto massimo consentito alle imprese nel capitale degli istituti di credito.La banca dei tabaccai aprirà i battenti entro l'estate e svolgerà soprattutto servizi di home-banking tramite terminali che verranno installati all'interno degli esercizi commerciali. Di fatto sarà una banca telematica e punterà a collegare un bacino di utenti rappresentato dalle oltre 58 mila tabaccherie presenti sul territorio nazionale.Anche gli immigrati in Italia ora avranno il loro istituto di credito, Extrabanca. Il presidente è Andrea Orlandini, vicepresidente l'imprenditore camerunense Otto Bitjoka, che diventa così il primo banchiere extracomunitario in Italia. Nel consiglio di amministrazione siedono Paolo Morerio e Corrado Giammattei, in rappresentanza, rispettivamente, dei due soci istituzionali: fondazione Cariplo e Assicurazioni Generali, principali azioniste del neonato Istituto di credito.I 44 soci della banca degli immigrati, il cui capitale sociale è di 23,6 milioni di euro, sono gran parte industriali del Centro-Nord, con attività che vanno dalla meccanica al tessile, dall'alimentazione alle costruzioni. La missione dichiarata è quella di "intercettare e interpretare le aspettative del corpo immigrato", di ""stabilire profittevoli, stabili e durature relazioni con le comunità etniche", oltre a "offrire supporto agli operatori multiculturali sul territorio".Obiettivi che sembrano perfettamente in linea con il quadro delineato da una recente ricerca Abi'Cespi. Del popolo dei migranti, ben l'82% è cliente medio, ossia fa ricorso a una pluralità di strumenti finanziari che rispondono ad esigenze semplici e basilari. Con esigenze variegate: gli albanesi preferiscono il bancomat (80%). I ghanesi puntano sulla carta di credito (32%), i filippini sulle prepagate (24%). I componenti della comunità cinese sono al primo posto per libretto di risparmio (56%) e i prestiti personali (40%).Ecco, in sintesi, le caratteristiche di alcuni gruppi etnici. Albanesi: rispetto a una media pari al 67,11%, oltre l'80% degli albanesi utilizza il bancomat. Il campione, primo anche per cassetta di sicurezza, titoli e fondi di investimento, si caratterizza per una elevata incidenza di giovani studenti, categoria particolarmente interessata ad avviare un rapporto con la banca.Bengalesi: è una delle comunità più giovani del campione, solo poco meno della metà dei suoi componenti è infatti in Italia da più di cinque anni. Al terzo posto per tasso di imprenditorialità, quasi un bangladese su tre è imprenditore, la comunità mostra una relazione col sistema finanziario da rafforzare.Cinesi: la comunità cinese si caratterizza per il più alto tasso di incidenza della proprietà abitativa, per il più basso tasso di disoccupazione e per la più elevata incidenza di imprenditorialità. Al primo posto per l'uso di libretti di risparmio e i prestiti personali, percepisce la banca in primo luogo come fornitrice di sicurezza e di credito.Filippini: Basso tasso di bancarizzazione (solo il 49% intervistato possiede un conto corrente), e dinamicità nel rapporto con le banche. Alle istituzioni finanziarie vengono preferiti ai canali informali classici dei parenti e dei connazionali per l'accesso al credito. Molto usate le carte revolving.Marocchini: Il lavoro costituisce il primo canale di bancarizzazione. Il credito è uno strumento finalizzato all'avvio di un'attività produttiva (un marocchino su tre è imprenditore) e all'integrazione in Italia; svolge inoltre una funzione assicurativa nei confronti di possibili spese impreviste.Romeni: Comunità relativamente giovane per anzianità migratoria, i cui bisogni finanziari sembrano ancora legati alle esigenze di inserimento nel contesto italiano. La banca viene percepita per lo più come custode del risparmio e canale di accesso al credito, non ancora come fornitore di servizi e gestore delle proprie risorse.
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