NAVIGA IL SITO

Al via il corso per diventare 'Personal Shopper'. L'idea non piace ai vip: "E' inutile"

Le lezioni per diventare una guida certificata agli acquisti cominceranno il 15 aprile e dureranno fino al 10 giugno. E' un mestiere molto conosciuto negli Stati Uniti, ma poco utilizzato in Italia. Coro di no da politici, sociologi e imprenditori: "Meglio comprare da soli"

Roma, 2 apr. (Adnkronos/Ign) - Non c'è tempo per fare acquisti? La soluzione c'è. Basta assoldare un 'personal shopper' che, nonostante la crisi, vanta già un corso di formazione professionale organizzato da Federabbigliamento, l'associazione di Confcommercio Roma che riunisce negozi di abbigliamento, accessori e calzature, in collaborazione con l'ente di formazione PromoTer Roma. Il corso nasce con l'obiettivo di disporre di uno speciale profilo professionale, del tutto innovativo nel panorama italiano, ma già molto diffuso negli Stati Uniti e in alcune grandi metropoli europee.Il corso inizierà il prossimo 15 aprile e durerà fino al 10 giugno, si articolerà in 100 ore di formazione, sia teorica che pratica, per un massimo di 20 partecipanti. Sono previsti moduli formativi di quattro ore, durante le quali saranno combinate differenti metodologie didattiche: nozioni teoriche, esercizi pratici, simulazioni, lavori di gruppo, confronto con i testimonials ed esercitazioni esterne 'learn-on the job'. Tra le caratteristiche del personal shopper vi è una spiccata attitudine alle public relations e una perfetta percezione di tutto cio' che è di tendenza nella moda e nell'Italian Style. E' un professionista che deve essere capace di lavorare tanto con clienti singoli che con piccoli gruppi ed inoltre sapersi relazionare con alberghi ed agenzie di viaggio.Il 'personal shopper' disporrà di una base-dati con gli itinerari dello shopping di qualità, ma anche di mercatini e di centri commerciali e outlet. ''L'idea -dice a LABITALIA Roberto Polidori, presidente di Federabbigliamento- mi è venuta a New York, dove le persone sentono il bisogno di qualcuno che possa aiutarli, in modo competente, a scegliere un capo di abbigliamento o un paio di scarpe. Durante l'assemblea generale della Fao dello scorso anno, inoltre, gli organizzatori hanno incontrato molte difficoltà a soddisfare le esigenze, in termini di acquisti, di moglie e figlie dei ministri ospiti. Cosi' mi sono detto perche' non organizzare un corso che formi una figura professionale richiesta dal mercato del lavoro''.Il 'personal shopper' proprio non piace ai vip. ''Non amo delegare per fare i miei acquisti'' dice Daniela Santanche' segretario del Movimento per l'Italia. ''In generale -osserva- nessuno puo' delegare il proprio essere. Del resto chi puo' scegliere meglio di me l'abito o il paio di scarpe che devo indossare?". ''E' semplicemente un'idea cretina'', dice Marina Salomon imprenditrice veneta fondatrice di una tra le maggiori aziende europee di abbigliamento e che ha assunto assieme al padre il controllo della Doxa, la maggior societa' italiana nel settore delle ricerche di mercato. ''Avere un 'personal shopper' -sostiene- e' come andare in giro con una lettiga degli antichi romani. Il tempo per fare compere si trova, basta razionalizzarlo''. ''Personalmente -continua la Salomon- mi diverto moltissimo anche ad andare al mercato e, con quattro da seguire figli, riesco ad economizzare il tempo puntando sulle 'scorte'. Faccio scorte biennali di collant di colore rigorosamente nere, scarpe modello ballerina di ogni colore e foggia''.Altro che 'personal shopper', ribatte Roberto D'Agostino, il 'papa'' di Dagospia - con la crisi che c''è mancano i soldi anche per comprare da soli. Se poi quattro signore sceme straricche decidono di avvalersi di questo servizio facciano pure, ma ripeto basta andare in giro per i negozi e vedere il vuoto. In giro non ci sono soldi''.''Le signore con 'personal shopper' al seguito -commenta Roberto Gervaso, giornalista e scrittore- vogliono solo far vedere di non avere tempo a disposizione. Tutto falso, in realta' sono occupate in bassi maneggi, del resto le donne sono capaci di tutto''. Per Sabino Acquaviva, sociologo e scrittore, ''quella del 'personal shopper' rappresenta una piccola manifestazione dell'emancipazione femminile''. ''Le donne che incaricano qualcuno per fare acquisto per proprio conto dimostrano comunque di avere poco gusto, perche' si accontentano delle scelte altrui''. ''Il piacere di scegliere in prima persona cose per se stesssi -osserva Maria Rita Parsi psicoterapeuta e scrittrice- rappresenta un tempo ritrovato, a meno che non diventi una corsa compulsiva all'acquisto. Certo che se la donna che lavora ed ha cura dei figli non puo' disporre di questi tempi, allora e' giusto che chieda aiuto ad una persona fidata che effettui scelte ragionevoli e che magari la educhi anche al gusto''.
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.