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Western Union: "In calo le rimesse degli immigrati"

di Mauro Introzzi 11 gen 2013 ore 09:55 Le news sul tuo Smartphone
Dopo 5 anni di costante crescita, le rimesse all’estero degli immigrati stranieri in Italia nel 2012 si stima che siano scese dell’8%, a 6,8 miliardi di €, rispetto al record di 7,4 del 2011. Nei primi nove mesi del 2012, secondo i dati della Banca d’Italia il calo del mercato è stato dell’8,1%. Il calo è attribuito alla crisi economica: la diminuzione dell’occupazione fra gli immigrati nella Penisola nel biennio 2010-2011, secondo l’OCSE, è stata di circa il 3,3%, quasi il triplo rispetto all’1,2% dei “nativi locali”.
Nel 2013, secondo le ultime proiezioni della Banca Mondiale, si attende una ripresa del flusso di rimesse in Italia come in altri Paesi europei.
É quanto emerge da una analisi condotta da Western Union, leader globale nei trasferimenti di denaro con 510.000 agenzie in 200 Paesi del mondo. L’analisi si basa sui più recenti dati di Banca Mondiale, Banca d’Italia, OCSE, Eurostat e altre fonti di mercato.
Le principali destinazioni delle rimesse dall’Italia, secondo i dati della Banca d’Italia, sono Europa dell’Est, Africa, America Latina e Sud-Est Asiatico. L’Italia, secondo Eurostat, è il secondo mercato del Vecchio Continente con una quota del 19%, dopo la Francia.
 
Lo scenario europeo

Le rimesse degli immigrati dall’Europa verso i Paesi di origine hanno sfiorato i 40 miliardi di € nel 2011, secondo i più recenti dati Eurostat (+ 2% sul 2010).
I flussi più consistenti provengono da Francia (9,7 miliardi di €, 25% del totale UE), Italia (7,4 miliardi di €, 19%), Spagna (7,3 miliardi di €, 19%), Germania (3 miliardi di €, 8%) e Olanda (1,5 miliardi di €, 4%), sempre secondo Eurostat.
Le rimesse generate da lavoratori extra-europei (28,5 miliardi di €) rappresentano tre quarti del totale e hanno registrato un incremento del 3% nel 2011. I flussi interni all’Europa, invece, sono rimasti stabili a 10,7 miliardi di € (fonte Eurostat).

Trend mondiale delle rimesse degli emigranti

A livello globale, gli immigrati sono in totale circa 216 milioni pari al 3,2% della popolazione, secondo la Banca Mondiale. Le donne rappresentano il 49% del totale.
Le rimesse sono una risorsa fondamentale che sostiene direttamente il reddito delle famiglie nei Paesi di origine, sottolinea l’analisi di Western Union. Questo ingente flusso di denaro si trasforma nei Paesi in via di sviluppo in investimenti in salute, scuola e piccole attività economiche.

Nel 2012 le rimesse registrate a livello globale dovrebbero avere superato i 381 miliardi di €, secondo la Banca Mondiale. La vera consistenza dei flussi, tuttavia, è probabilmente molto maggiore, considerando anche i passaggi diretti di denaro interni alle famiglie.

Le rimesse hanno una grande importanza soprattutto per l’economia dei Paesi in via di sviluppo, specie nell’attuale crisi. I flussi di denaro verso queste aree, secondo la Banca Mondiale, dovrebbero aver superato i 305 miliardi di € lo scorso anno. È un importo pari a tre volte gli aiuti a questi Paesi che derivano da Stati e organismi internazionali.
Le rimesse, perciò, rappresentano oggi circa l’80% dei trasferimenti di denaro a livello globale, rispetto al 61% del 2000.

A livello globale, i principali Paesi dai quali partono i flussi di rimesse sono Stati Uniti, Arabia Saudita, Svizzera e Russia, secondo la Banca Mondiale I principali Paesi riceventi nel 2012 sono stati: India (53,6 miliardi di €),  Cina (50,5 miliardi di €),  Filippine (18,4 miliardi di €),  Messico (18,4 miliardi di €),  e Nigeria (16,1 miliardi di €).

In alcuni Paesi le rimesse rappresentano una quota rilevante del prodotto interno lordo: Tagikistan (47%), Liberia (31%), Repubblica Kirghisa (29%), Lesotho (27%), Moldavia (23%), Nepal (22%) e Samoa (21%).
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