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Visco (Bankitalia) allerta su saldo primario e crescita

Nell'ambito delle considerazioni finali sul 2017 il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ha toccato svariati temi. Anche quelli del debito pubblico e della crescita italiana

di Mauro Introzzi 29 mag 2018 ore 11:28

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ha segnalato nelle considerazioni finali sul 2017 che un peggioramento del saldo primario, anche solo atteso, può generare timori sulla solidità dei conti pubblici e innalzare i costi di finanziamento per lo Stato. Il governato ha aggiunto che la difesa del risparmio, necessario per sostenere la crescita economica, presuppone condizioni ordinate sui mercati finanziari. "Queste dipendono dalla credibilità delle politiche volte a rinnovare la struttura dell’economia, ad accrescere la produttività, a mantenere sotto controllo la dinamica del debito pubblico", ha puntualizzato Visco.

 

Il numero uno di Bankitalia ha evidenziato che "non sono le regole europee il nostro vincolo, è la logica economica. La difesa del risparmio, necessaria per sostenere la crescita economica, presuppone condizioni ordinate sui mercati finanziari. Queste dipendono dalla credibilità delle politiche volte a rinnovare la struttura dell'economia, ad accrescere la produttività, a mantenere sotto controllo la dinamica del debito pubblico".

 

bancaitaliaProprio sulla dinamica del debito pubblico Visco ha messo in evidenza che "il rapporto tra debito pubblico e PIL potrebbe tornare sotto il 100% nel giro di dieci anni se venisse gradualmente conseguito un avanzo primario tra il 3% e il 4% del prodotto, più elevato di circa due punti percentuali rispetto al livello attuale e coerente con il sostanziale pareggio di bilancio".

 

Sarebbe in pericolo, intanto, la pur moderata crescita italiana. Secondo Visco ci sono rischi al ribasso, nel 2018, per la nostra congiuntura. Lo scenario più probabile sarebbe quello di una crescita moderata e di un'inflazione in graduale aumento. Per Visco "per garantire il proseguimento della crescita è necessario preservare la fiducia delle famiglie, delle imprese e degli investitori".

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