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Uil, aumenti Imu/Tasi più contenuti

Uno studio del Servizio Politiche Territoriali della Uil sulle tre maggiori imposte e tasse dei Comuni, Imu/Tasi, Irpef Comunale e Tari

di Redazione Soldionline 1 ago 2019 ore 15:42

A cura di Labitalia/Adnkronos

 

imposte-tasse-rendite-finanziarieDopo tre anni di blocco degli aumenti delle aliquote delle imposte e tasse locali, è torna quest'anno la facoltà di manovrare di nuovo la leva fiscale a livello locale. Ma se le Regioni non hanno apportato aumenti di aliquote, "diversa e variegata" è la situazione sul fronte tasse comunali. A fotografare l'andamento delle imposte locali, nonostante il quadro non sia ancora completo dal fronte comuni, è uno studio del Servizio Politiche Territoriali della Uil sulle tre maggiori imposte e tasse dei Comuni, Imu/Tasi, Irpef Comunale e Tari. Per il sindacato, infatti, non sono molti i Municipi che stanno rivedendo le aliquote e le tariffe, ma si tratta comunque di ‘ritocchi di peso’: più contenuti gli aumenti Imu/Tasi, mentre più pesanti i ritocchi sul versante delle Addizionali Comunali Irpef là dove invece il quadro che riguarda la Tari (Tassa Rifiuti) è più variegato. Ma oltre ai rincari, fortunatamente, aggiunge il sindacayto, si registrano anche alcune riduzioni, "poche in realtà", aggiunge la Uil.

 

Imu: Alla data del 26 luglio, le aliquote sono state quest’anno riviste al rialzo in oltre 215 Comuni, tra cui 4 Città capoluogo (Torino, La Spezia, Pordenone e Avellino). In particolare, ad Avellino l’aliquota per le seconde case e altri immobili tra Imu/Tasi sale dal 10,5 per mille al 10,6 per mille; a Torino si sono modificate alcune aliquote e, in particolare, quella sulle case affittate a canone concordato sale dal 5,75 per mille al 7,08 per mille, mentre quella a canone libero dall’8,6 per mille al 9,6 per mille; a La Spezia, sempre sulle case affittate a canone concordato, l’aliquota sale dal 4,6 per mille al 6 per mille; a Pordenone sui negozi sfitti l’aliquota sale al 10,6 per mille dall’8,85 per mille.

 

Di segno opposto, dice ancora la Uil, le scelte fatte a Firenze, Grosseto, Pavia, Lucca, Taranto, Vercelli dove le aliquote scendono. In particolare, a Firenze l’aliquota per le case affittate a canone libero scende dal 7,6 per mille al 5,7 per mille; mentre a Grosseto e Pavia scende rispettivamente dall’8,6 per mille all’8 per mille e dal 10,6 per mille al 9,6 per mille; a Lucca è stata azzerata la Tasi; a Taranto l’aliquota per i fabbricati industriali passa dal’11,4 per mille al 10,6 per mille; a Vercelli l’aliquota per gli immobili locati passa dall’8,5 per mille all’8 per mille.Poi ci sono moltissimi Comuni compresi alcuni capoluoghi, che, senza abbassare le aliquote, hanno però semplificato il sistema con l’accorpamento della Tasi all’Imu. Addizionale comunale Irpef: più gettonati gli aumenti delle aliquote delle Addizionali Comunali Irpef, dove esistono maggiori margini di aumento: sempre alla data del 26 Luglio, su 4.078 Comuni, che hanno comunicato le loro scelte sul sito del Ministero dell’Economia, 566 (il 14% del totale) ha scelto di aumentare le aliquote e di rimodulare le esenzioni abbassandone la soglia, tra questi 7 città capoluogo di provincia (Mantova, Rimini, Barletta, Avellino, Trapani, Lecce e Carrara).

 

A Barletta, che suddivide l’aliquota in base al reddito, l’aliquota sul primo scaglione di reddito (15 mila euro) passa dallo 0,2% allo 0,5%; quella sul secondo scaglione di reddito (fino a 28 mila euro) passa dallo 0,4% allo 0,6%; quella fino a 55 mila euro di reddito passa dallo 0,6% allo 0,7%. Ad Avellino l’aliquota passa dallo 0,7% allo 0,8%, confermando la soglia di esenzione a 15 mila euro; anche a Lecce passa dallo 0,7% allo 0,8% confermando la soglia di esenzione a 12.500 euro; mentre a Carrara da un sistema di aliquote progressive che andavano dallo 0,44% allo 0,8% quest’anno viene applicata l’aliquota unica dello 0,8%.

 

A Trapani la soglia di esenzione viene ridotta da 13 mila euro a 10 mila euro. Mantova e Rimini hanno, invece, deciso di abbandonare l’aliquota “piatta” per il sistema degli scaglioni progressivi di reddito. Rispettivamente a Mantova fino allo scorso anno c’era l’aliquota dello 0,4% e da quest’anno si applicheranno aliquote comprese tra lo 0,38% e lo 0,8%; mentre a Rimini dallo 0,3% dello scorso anno si passa ad aliquote comprese tra lo 0,55% e lo 0,8%.


Oltre ai rincari ci sono Comuni (122) che hanno scelto di diminuire il carico fiscale tra cui Bologna e Forlì. A Bologna la soglia di esenzione passa dai 14 mila euro dello scorso anno ai 15 mila euro di quest’anno; a Forlì la soglia è stata portata a 15 mila euro a fronte degli 8 mila dello scorso anno; Lucca ha diminuito la prima aliquota (dallo 0,59% allo 0,58%); mentre Pisa aumenta la soglia di esenzione da 12 mila a 15 mila euro. Tari: dalla rilevazione su una famiglia con abitazione di 80 mq e quattro componenti emerge che, nel 2019 la Tari aumenta in 44 Città capoluogo di Provincia (4 Città su 10), tra cui Catania, Torino, Genova, Trieste e Napoli; rimane stabile in 26 città, tra cui Milano, Roma, Bologna; diminuisce in 35 città, tra cui Cagliari, Firenze e Venezia.

In particolare tra il 2018 e il 2019, a Matera si registra un aumento del 19,9%; a Catania del 17,9%; a Pistoia del 16,2%; a Imperia del 15,7%; a Chieti del 14,6%.Invece, a Trapani nell’ultimo anno si assiste a una diminuzione del 16,8%; a Potenza del 13,7%; a Frosinone del 13,2%; ad Avellino del 7,8%%; a Pisa del 7,1%.


Nelle Città metropolitane, invece, la Tari aumenta del 17,9% a Catania; a Napoli e Messina dell’1,9%; a Palermo dell’1,5%; a Genova dello 0,8%; a Torino dello 0,7%. Rimane invariata a Bologna, Bari, Reggio Calabria, Milano e Roma. Diminuisce, invece, dell’1,5% a Cagliari e Firenze e del 2,6% a Venezia. In valori assoluti, il costo maggiore si registra a Trapani con 550 euro medi l’anno a famiglia; a Benevento se ne pagano 492 euro; ad Agrigento 470 euro; a Reggio Calabria e Salerno 461 euro.  Per quanto riguarda le città metropolitane: a Cagliari la tassa sui rifiuti pesa per 447 euro medi a famiglia; a Napoli 442 euro; a Messina 438 euro; a Catania 403 euro; a Bari 380 euro; a Genova 358 euro. Si paga un po’ meno a Bologna (229 euro medi); a Firenze (235 euro); a Palermo (281 euro); a Roma (308 euro); a Torino (326 euro); a Milano (338 euro); a Venezia (342 euro).

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