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UBP: Russia, azione Banca centrale peserà su istituti di credito

di Mauro Introzzi 16 dic 2014 ore 11:01 Le news sul tuo Smartphone

A cura di Pavel Laberko, Head of Russian Equities, Union Bancaire Privée – UBP

russia_23Questa notte, la Banca centrale russa ha agito in maniera forte e inattesa. Oltre ad alzare i tassi di interesse di riferimento del 6,5%, l’Istituto ha infatti ampliato l’offerta di dollari statunitensi all’asta nelle operazioni di pronti contro termine, aumentando la quantità di valuta estera disponibile. Naturalmente, la Banca centrale è preoccupata del crescente rischio di svalutazione del rublo e di inflazione. Alla base dell’intervento dell’istituto ci sono infatti i cali di ieri della valuta locale e dei listini azionari.

Data la prolungata debolezza del prezzo del petrolio e la chiusura dei mercati globali dei capitali alle società russe, non dovremmo sorprenderci se fossero attuate ulteriori misure, tenendo comunque conto degli effetti degli ultimi interventi. L’azione della Banca centrale russa dovrebbe raffreddare i mercati valutari internazionali e dare sostegno al rublo, avendo però come effetto collaterale una ricaduta negativa sulla crescita economica del Paese, a causa dell’aumento del costo del denaro. Le banche locali saranno le prime a subire il colpo. Ora, possiamo aspettarci di sentire sempre più notizie su istituti di credito russi non in grado di continuare la propria attività.

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