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UBP, le indicazioni per il 2014

Jean-Sylvain Perring, capo degli investimenti dell’istituto svizzero, consiglia di rimanere sovraponderati sulle azioni. Opportunità di investimento sui titoli di stato italiani a tre anni

di Edoardo Fagnani 19 nov 2013 ore 16:12

Manca ancora un mese e mezzo alla chiusura del 2013 ma i gestori delle società di investimento hanno già iniziato a guardare alle prospettive che potrà riservarci il prossimo esercizio. Union Bancaire Privée ha fornito la propria visione sulle principali opportunità di investimento nel 2014.

(COSA PREVEDEVA UBP PER IL 2013)

Secondo la banca privata i mercati dei paesi sviluppati presentano un potenziale di rialzo nel 2014.
Jean-Sylvain Perring, capo degli investimenti dell’istituto svizzero, ritiene che i paesi sviluppati continueranno a beneficiare delle cure ricostituenti delle banche centrali e le economie proseguiranno verso la normalizzazione, nonostante la FED sia destinata a ridurre le iniezioni di liquidità. Questo scenario dovrebbe favorire le azioni nel 2014, anche sulla base di un trend rialzista di lungo periodo per il mercato azionario. Di conseguenza, il direttore investimenti di UBP consiglia di rimanere sovraponderati sulle azioni, che dovrebbe rimanere la classe di titoli con la migliore performance nell’attuale processo di guarigione dell’economia.
Jean-Sylvain Perring ritiene che le valutazioni delle azioni non siano basse, anche se restano ancora interessanti, in quanto il divario tra i rendimenti degli utili e i rendimenti delle obbligazioni societarie è ancora ampio in prospettiva storica. Il manager ha segnalato che esistono margini per ritrovare la redditività per le aziende europee, aggiungendo che la crescita degli utili migliorerà, anche se in parte è già scontata nella valutazione delle azioni. Jean-Sylvain Perring ha evidenziato che le valutazioni delle azioni sono inferiori in Europa. Di conseguenza, il divario con i titoli statunitensi è destinato ad assottigliarsi.
Il manager ha consigliato cautela sulle azioni dei mercati emergenti, in quanto non sono molto più convenienti ad altre attività. Jean-Sylvain Perring ha segnalato che nel 2013 ci sono stati moderati deflussi di capitali dai mercati emergenti, ma non ci sono state ondate di panico.
Secondo il manager, le obbligazioni ad alto rendimento restano interessanti. Tuttavia, il direttore investimenti ha raccomandato di mantenere una breve durata su questi titoli e di preferirli ai titoli di stato governativi.
Sul fronte valutario, Jean-Sylvain Perring ritiene che i movimenti di capitali e le normative siano favorevoli al dollaro.
Il manager ha confermato l’indicazione di mantenere la diversificazione nell’oro come forma di garanzia contro il rischio sistemico. Jean-Sylvain Perring ha segnalato che l’offerta del metallo giallo crollerebbe se il prezzo scendesse sotto i 1.200 dollari.


Cristel Rendu de Lint, responsabile del Fixed Income di UBP, ha mostrato una preferenza per i titoli “Investment grade”, precisando che Gran Bretagna, Italia e Giappone partono da bassi livelli ma denotano un forte ritmo di crescita e interessanti valutazioni.
La strategist ha aggiunto che i titoli italiani a tre anni offrono un’interessante opportunità di investimento, in quanto la volatilità su questi titoli è stata moderata e i fondamentali economici stanno risalendo la china. Oltre ai titoli di stato, la manager consiglia di valutare anche bond bancari di colossi come IntesaSanpaolo e Unicredit.
Inoltre, Cristel Rendu de Lint ha evidenziato una preferenza per le banche sistemiche statunitensi, in quanto possono contare su una forte capitalizzazione, doppia rispetto a luglio del 2006 e destinata a raddoppiare ulteriormente entro il 2019. Senza dimenticare che gli utili delle banche statunitensi sono tornati ai livelli precedenti la crisi del 2008.

Scott Meech, responsabile azioni europee per UBP, si è soffermato sulle prospettive del mercato azionario per i prossimi trimestri, puntualizzando che le recenti riforme strutturali stanno portando i primi frutti. Secondo lo strategist, anche l’austerità ha ormai raggiunto il picco.
Scott Meech ha segnalato che le aziende europee hanno bilanci sani, dal momento che i livelli di indebitamento delle società sono ai minimi storici. Il manager ritiene che ci sia molto spazio per usare la leva del debito. Al contrario, Scott Meech ha evidenziato che la redditività delle aziende europee resta bassa: gli utili per azione sono al di sotto del 40% rispetto ai picchi toccati nel 2007.
Sulla base di queste indicazioni, Scott Meech crede che nelle azioni europee non manchi valore. Senza dimenticare che i rendimenti dei dividendi garantiti dalle società europee sono i più elevati tra i mercati sviluppati. Lo strategist ha ricordato che, con un basso costo del denaro, restituire capitale agli azionisti è un potente fattore di valore. Scott Meech ha aggiunto che i temi forti e i cambiamenti a livello societario stanno mettendo in luce numerose opportunità di investimento. Tuttavia, la selezione dei titoli resta fondamentale per ottenere adeguate performance.

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