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Sul default di Lehman Brothers la banca non poteva non sapere (Plus - Il Sole24Ore)

di Mauro Introzzi 29 dic 2014 ore 08:10 Le news sul tuo Smartphone

lehman_brothersL'inserto del Sole24Ore riporta una sentenza favorevole a due risparmiatori nell'ambito del default di Lehman Brothers. Il Tribunale di Venezia, con la sentenza del 20 novembre scorso, ha condannato Banco Popolare a restituire 92.700 euro a due clienti visto che il rischio di fallimento di Lehman Brothers del settembre 2008 era elevato già a febbraio dello stesso anno e la banca non poteva non saperlo. Di conseguenza, l’ordine d’acquisto di bond della banca d’affari americana fatto da due coniugi (con propensione al rischio media) va annullato per «errore essenziale».
Il Tribunale di Venezia ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio (Ctu) che ha rilevato come da agosto 2007 il prezzo del titolo Lehman ha iniziato a scendere vertiginosamente facendo registrare dei notevoli picchi nel mese di marzo e aprile/maggio 2008. La Ctu ha in pratica stabilito che prezzo, rendimento, Cds (Credit default swap) e lo stesso Var (Value at risk) mostravano lo stesso risultato: i bond Lehman Brothers riflettevano lo stato di crisi progressiva della banca d’affari. Di conseguenza, secondo il Tribunale, la banca che deteneva uno stock di titoli Lehman (aspetto molto rilevante) era consapevole della progressiva (e non recente) caduta del prezzo sul mercato (segno evidente del rischio elevato) e ha lasciato che i clienti disinvestissero i titoli presenti nel loro portafoglio per investire l’intero ammontare nel bond Lehman Brothers.
Il provvedimento veneto assume una certa importanza in quanto è stata sottolineata l’inappropriatezza del titolo Lehman rispetto al profilo (propensione al rischio “media”) degli investitori.

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