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Statali, in smart working almeno la metà dei dipendenti (La Repubblica)

di Redazione Lapenna del Web 20 ott 2020 ore 07:43 Le news sul tuo Smartphone

crisi-politica-italiaLa Repubblica affronta il tema dello smart working nel settore pubblico ed in particolare l'ultimo decreto ministeriale del governo che definisce i termini del lavoro da remoto.

Secondo l'articolo di Rosaria Amato si tratterebbe di almeno il 50% dei lavoratori pubblici delle attività svolgibili da "casa" che sarebbero coinvolti nel DPCM. Una scelta che sarebbe stata dettata sia dalla pandemia sia dalla nuova gestione organizzativa del settore pubblico.

La rotazione del personale, secondo il quotidiano, avrà dei criteri ben definiti e dovrebbe conferire una preferenza ai lavoratori più fragili e in condizione di salute meno agiata, ai lavoratori con una distanza considerevole tra la residenza e il luogo di lavoro oltre ai dipendenti con figli di età inferiore ai 14 anni. La "flessibilità" quindi dovrebbe essere la parola chiave del cambiamento anche se il decreto garantirebbe "fasce di contattabilità, senza maggiori carichi di lavoro".

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