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Sei banche non rispettano i requisiti patrimoniali BCE alla fine del terzo trimestre 2019

di Edoardo Fagnani 28 gen 2020 ore 16:07 Le news sul tuo Smartphone

banca2_5La BCE ha pubblicato i risultati del processo di revisione e valutazione prudenziale (Supervisory Review and Evaluation Process, SREP) condotto nel 2019. Lo SREP è un esercizio annuale con cui l’autorità di vigilanza esamina i rischi delle banche e determina di conseguenza i requisiti e gli orientamenti patrimoniali a livello di singolo ente, in aggiunta al requisito minimo regolamentare.

L'analisi ha evidenziato che alla fine del terzo trimestre sei delle 109 banche comprese nel ciclo SREP 2019 avevano mostrato livelli di CET1 inferiori agli orientamenti di secondo pilastro. L'istituto centrale ha precisato che in quattro casi le carenze patrimoniali erano già state colmate alla fine del 2019, mentre alle due restanti banche è stato richiesto invece di intraprendere azioni correttive entro tempistiche precise.

 

Inoltre, la Banca Centrale Europea ha segnalato che da questo ciclo SREP è emerso che gli istituti con livelli elevati di crediti deteriorati stanno sostanzialmente raggiungendo gli obiettivi stabiliti per il risanamento dei loro bilanci.

Quando la BCE ha assunto le proprie competenze di vigilanza cinque anni fa, il volume degli NPL detenuto dalle maggiori banche europee si collocava intorno a 1.000 miliardi di euro (pari a un’incidenza dell’8%). A fine settembre 2019 era sceso a 543 miliardi di euro (pari a un’incidenza del 3,4%).

"Per il futuro ci si aspetta un’ulteriore riduzione del volume degli NPL, in linea con gli obiettivi che le banche hanno concordato con l’autorità di vigilanza", ha precisato la BCE, che ha aggiunto "Per evitare in futuro l’accumularsi di NPL, le banche dovranno prestare la massima attenzione ai criteri di concessione del credito".

 

Tuttavia, l'istituto centrale ha segnalato che un altro aspetto critico fondamentale dal punto di vista prudenziale è la bassa redditività delle banche europee.

In particolare, molte banche non riescono a coprire il costo del capitale e le loro valutazioni restano esigue. "In un’ottica di vigilanza ciò significa una modesta generazione di capitale in modo organico e una minore capacità di finanziarsi attraverso emissioni azionarie sul mercato in condizioni economiche difficili", ha puntualizzato la BCE.

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