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Seat, S&P ritira il rating in attesa dell'assemblea dei soci

Gli azionisti della società editoriale si troveranno di fronte a un ricco ordine del giorno, con la parte straordinaria che è determinante per la sopravvivenza della società

di Edoardo Fagnani 28 feb 2014 ore 11:51
SEAT PAGINE GIALLE
L'agenzia S&P ha deciso di confermare a "D" (default) il rating sul debito a lungo termine di Seat Pagine Gialle. Contemporaneamente la società ha proceduto a ritirare i propri rating sull'azienda italiana. Il ritiro dei rating fa seguito a una richiesta di Seat Pagine Gialle e si ricollega alla previsione che, all'esito dell'esecuzione della procedura concordataria, l'indebitamento finanziario consolidato sia sostanzialmente annullato.
Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore di mercoledì 26 febbraio, il collegio sindacale di Seat Pagine Gialle avrebbe contestato l’indicazione del consiglio di amministrazione dell’azienda, che ha chiesto all'assemblea degli azionisti di esprimersi su una possibile azione di responsabilità contro gli ex-amministratori, compresi i sindaci.
seat_1La Repubblica di giovedì 27 febbraio ha fatto il punto della situazione su Seat Pagine Gialle a pochi giorni dall'assemblea del prossimo 4 marzo. I soci si troveranno di fronte a un ricco ordine del giorno, con la parte straordinaria che è determinante per la sopravvivenza della società in quanto dovranno essere approvati una serie di passaggi essenziali per il gruppo e dovrà votare a favore almeno il 20% del capitale sociale. Bisognerà approvare la conversione del debito per circa un miliardo e mezzo e se così avverrà gli attuali azionisti di Seat Pagine Gialle verranno praticamente "spazzati via". Sarà comunque previsto un meccanismo premiante tramite la distribuzione di un "warrant" gratuito per la conversione a pagamento del 5% della società post ristrutturazione del debito ma solo ai soci presenti all'assemblea del 4 marzo. Per quanto riguarda la parte ordinaria, invece, dev'essere decisa l'azione di responsabilità verso gli ex amministratori e sindaci a partire dall'acquisizione dei fondi di private equity del 2003. Il danno ipotizzato sfiora i 2 miliardi e mezzo.
Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa, qualora il 4 marzo mancasse il quorum nell'assemblea degli azionisti, il consiglio di amministrazione di Seat Pagine Gialle potrebbe emettere nuove azioni non quotate e cancellare quelle esistenti. DI conseguenza, la società sarà delitata da Piazza Affari.

CONVERTENDO BPM
Plus, l’inserto del sabato del quotidiano Il Sole24Ore, ha scritto che è fallito il tentativo di mediazione tra la Popolare di Milano e la Federconsumatori per raggiungere un accordo su una parte della vicenda relativa al bond Convertendo 2009/2013. Il rappresentante di Federconsumatori ha annunciato la volontà di fare causa alla banca per conto dei risparmiatori coinvolti. Il Sole24Ore ha aggiunto che la procura della Repubblica di Milano starebbe arrivando alla chiusura delle indagini, che vedono coinvolti l'ex presidente della Bpm Massimo Ponzellini, e gli ex direttori generali Enzo Chiesa e Fiorenzo Dalu.

ALITALIA
Secondo quanto scritto sul Corriere della Sera di sabato 22 febbraio Luca Cordero di Montezemolo potrebbe diventare il nuovo presidente di Alitalia, nel caso in cui dovesse concretizzarsi l’arrivo della compagnia araba Etihad.
L’amministratore delegato di Alitalia, Gabriele Del Torchio, ha precisato che la verifica dei conti della compagnia araba Etihad sarà completata entro un mese. Secondo il manager, la fusione tra le due compagnie sarebbe un’operazione positiva.

PARMALAT
Parmalat ha comunicato che i consiglieri Gabriella Chersicla, Francesco Gatti, Yvon Guarin, Marco Jesi, Daniel Jaouen, Marco Reboa, Antonio Sala, Franco Tatò e Riccardo Zingales hanno comunicato le proprie dimissioni dal consiglio di amministrazione con effetto dall'approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2013. La decisione è stata presa dopo che il decreto del Tribunale di Parma ha respinto la richiesta della Procura della Repubblica di revoca dell'intero Consiglio di Amministrazione.
Parmalat ha chiuso il 2013 con un fatturato pari a 5,35 miliardi di euro (+3,7%) e un margine operativo di 437,2 milioni di euro (+2,8%). Per il 2014, a tassi di cambio e perimetro costanti ed escluso l'effetto dell'iperinflazione, Parmalat stima un fatturato netto e un margine operativo lordo in crescita del 3%.
Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno tagliato le stime sull’utile per azione di Parmalat per il biennio 2014/2015, in seguito alla revisione al ribasso delle stime di crescita per l’esercizio in corso. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere) e il prezzo obiettivo di 2,2 euro.
Il Sole24Ore di giovedì 27 febbraio ha intervistato, Giorgio Martorelli, partner di Amber. Il manager ha ribadito che il fondo statunitense intende rimanere nell’azionariato di Parmalat.
Parmalat ha comunicato che, in seguito al procedimento di accreditamento delle azioni e dei warrant ai creditori del gruppo di Collecchio, il capitale sociale è cresciuto da 1.823.805.780 azioni a 1.824.401.241 azioni. L'aumento è dovuto all'esercizio di 595.461 warrant. La modifica è datata 27 febbraio 2014.

RISANAMENTO
Il Sole24Ore di giovedì 27 febbraio ha riportato la notizia che Luigi Zunino avrebbe impugnato la decisione del consiglio di amministrazione di Risanamento del 23 gennaio. In quell’occasione il management aveva dato il via libera alla vendita degli asset immobiliari a Parigi al fondo Chelsfield.
Risanamento ha preso atto della decisione di Luigi Zunino e ha chiesto a un esperto un parere sulla vendita degli immobili francesi e sulla sua compatibilità con l'accordo di ristrutturazione.


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Nota per il lettore

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