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Seat al redde rationem

Il consiglio di amministrazione della società editoriale ha deliberato di proporre l’ammissione alla procedura di concordato preventivo per garantire continuità aziendale

di Edoardo Fagnani 8 feb 2013 ore 11:37

Seat Pagine Gialle
Il consiglio di amministrazione di Seat Pagine Gialle ha deliberato di proporre l’ammissione alla procedura di concordato preventivo per garantire continuità aziendale. In attesa di definire, la proposta di concordato e il relativo piano, la società ha deciso di presentare la “domanda in bianco” (o di “pre-concordato”), ottenendo immediatamente gli effetti protettivi del patrimonio previsti dalla normativa applicabile e a tutela di tutti gli interessi coinvolti (quelli degli stakeholders in genere, dei dipendenti in particolare, ma anche dei creditori). I vertici di Seat Pagine Gialle hanno precisato che le risorse finanziarie effettivamente disponibili nell’arco del 2013,  costituite dal saldo di cassa in Seat Pagine Gialle Italia al 31 dicembre 2012 di circa 100 milioni di euro, incrementato del flusso di cassa annuale stimato e disponibile per il servizio del debito, non risultano in grado di far fronte alle scadenze per capitale ed interessi, previste dall’attuale struttura dell’indebitamento complessivo di Seat Pagine Gialle Italia nell'anno corrente, pari a circa 200 milioni di euro. Queste scadenze portano il gruppo in una situazione di grave squilibrio finanziario, con conseguenti effetti negativi sulla struttura patrimoniale. Di conseguenza, i consigli di amministrazione di Seat Pagine Gialle e Seat Pagine Gialle Italia hanno deciso di non procedere al pagamento della cedola semestrale in scadenza al 31 gennaio 2013 in relazione alle obbligazioni Senior Secured e delle rate interessi sul finanziamento bancario senior dovute al 6 febbraio.
Seat Pagine Gialle e Seat Pagine Gialle Italia hanno depositato, presso il Tribunale di Torino, le rispettive domande per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo. Le società interessate hanno intrapreso il percorso individuato per garantire la continuità aziendale in un orizzonte temporale di lungo periodo.
Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 29 gennaio Sothic Capital Management ha azzerato la partecipazione detenuta in Seat Pagine Gialle. In precedenza, la società di investimento era accreditata del 4,615% del capitale del gruppo editoriale. La stessa Consob ha comunicato che il 5 febbraio Anchorage Capital Group ha azzerato la partecipazione detenuta in Seat Pagine Gialle. La cessione della quota è avvenuta nell’arco di quattro sedute. Il 29 gennaio il fondo era ancora accreditato del 17,614% del capitale della società editoriale.
I principali quotidiani di giovedì 7 febbraio hanno riportato la notizia che la Consob ha acceso un faro per ricostruire le operazioni del fondo Sothic sul capitale di Seat Pagine Gialle prima del crack avvenuto a causa dell'ufficializzazione della richiesta di pre-concordato da parte del gruppo delle directories.
L’agenzia S&P ha tagliato il rating sul debito a lungo termine di Seat Pagine Gialle, portandolo da “Selected Default” a “Default”, in seguito al mancato pagamento della rata sul finanziamento bancario senior. Sulla stessa lunghezza d’onda l’agenzia Moody’s, che ha tagliato il rating sulla società editoriale, portandolo a “CA”. Le prospettive sul rating per i prossimi trimestri sono “negative”.

Alitalia
Il Sole24Ore di sabato 2 febbraio ha riportato la notizia che Alitalia potrebbe essere costretta a richiedere un prestito ponte di 200 milioni di euro, per superare la crisi di liquidità della compagnia aerea, in attesa dell’arrivo di nuovi azionisti. Alitalia dovrebbe aver chiuso il 2012 con una perdita netta di 180 milioni di euro.
Il Sole24Ore di martedì 5 febbraio ha segnalato che non è stato raggiunto l'accordo tra i venti soci italiani di Alitalia-Cai sul prestito ponte da 200 milioni di euro per assicurare l'operatività del gruppo almeno fino all'estate. Secondo il Sole24Ore il gruppo avrebbe ormai azzerato il capitale, e sarebbe in crisi di liquidità, con debiti finanziari che si aggirano sul miliardo di euro. Così il consiglio di amministrazione si è aggiornato al prossimo 12 febbraio, mentre gli azionisti cercano un compratore all'estero. Ad alzare la tensione anche l'incidente di Fiumicino della rumena Carpatair, che volava con livrea Alitalia. Nel frattempo Ethiad ha smentito le trattative con il gruppo italiano.
Secondo quanto scritto da MF di mercoledì 6 febbraio, le risorse che arriveranno nelle casse di Alitalia potrebbero essere pari a circa 150 milioni di euro. Inoltre, il finanziamento potrebbe essere assegnato con la formula di acconto per un futuro aumento di capitale.
MF di venerdì 8 febbraio ha segnalato che la procura di Civitavecchia sta indagando su Alitalia con l'accusa di frode. La Procura ha aperto un fascicolo a carico della compagnia di bandiera con l'ipotesi di reato di frode in commercio sulla vendita dei biglietti per i voli Carpatair. A far partire l'indagine le testimonianze dei passeggeri del volo finito fuori pista a Fiumicino la settimana scorsa, che avrebbero dichiarato di aver appreso che il volo sarebbe stato operato da Carpatair solo all'imbarco.


Crack e Default
Il Sole24Ore di domenica 3 febbraio ha affrontato il caso di Sns, la quarta banca olandese che il governo sta nazionalizzando. Ma per gli obbligazionisti è arrivata una doccia fredda: tutti coloro che detengono obbligazioni subordinate subiranno un esproprio e saranno quindi rimborsati "a zero euro" al pari degli azionisti. Questi bond, secondo quanto riportato da Il Sole24Ore, sono in mano anche ai risparmiatori italiani.
MF di mercoledì 6 febbraio ha segnalato che i risparmiatori italiani coinvolti nel caso Sns sarebbero almeno un centinaio. Secondo il quotidiano finanziario, questi risparmiatori sarebbero pronti a presentare un’azione legale davanti all’EBA, per violazione delle norme europee sulla tutela del risparmio.

Grecia
La Grecia ha collocato titoli di stato con scadenza a sei mesi per un ammontare complessivo di 812,5 milioni di euro. Il rapporto di copertura (rapporto tra ammontare richiesto e quantitativo offerto) è stato di 1,68, in leggero aumento rispetto all’1,62 del precedente collocamento. Il rendimento lordo offerto dal titolo è stato fissato al 4,27%, in leggero calo dal 4,3% del precedente collocamento di inizio gennaio.
Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa, la Grecia prevede per l’esercizio in corso un minore deficit di bilancio. Il rapporto tra deficit e Pil, infatti, dovrebbe fermarsi al 4,3%, rispetto al 5,5% stimato in precedenza.

Tango Bond
I principali quotidiani lo scorso week-end hanno riportato la notizia che il Fondo Monetario Internazionale ha richiamato ufficialmente il governo dell’Argentina, segnalando l’inadeguatezza dei dati economici del paese. In particolare, il paese sudamericano è accusato di aver fornito dati falsi sull’inflazione: le cifre fornite dal governo parlano di un tasso inferiore al 10%, mentre i dati elaborati da economisti indipendenti evidenziano un’inflazione sopra il 20%. A questo punto l’Argentina ha otto mesi di tempo per rivedere le proprie statistiche: in caso contrario rischia l’espulsione dal Fondo Monetario Internazionale.
MF di mercoledì 6 febbraio ha riportato la notizia che il governo argentino ha annunciato il blocco dei prezzi dei prodotti venduti al supermercato fino ad aprile. L’obiettivo è quello di fermare l’inflazione, stimata per quest’anno al 30%.

Parmalat
Il tribunale di Parma ha rinviato al 28 febbraio la decisione relativa alla possibilità di procedere con un’ispezione a Parmalat, nell’ambito del processo relativo all’acquisizione di Lactalis USA. 

General Motors – Ford
Nel mese di gennaio General Motors ha venduto quasi 195mila automobili negli Stati Uniti, il 16% in più rispetto a quanto registrato nello stesso periodo dello scorso anno. È andata meglio a Ford, che lo scorso mese ha venduto circa 166.500 mila vetture, registrando un aumento del 22% rispetto a gennaio del 2012.

Barilla
Affari&Finanza, l’inserto del lunedì del quotidiano La Repubblica, ha analizzato la situazione di Barilla. Secondo il settimanale, la società alimentare punta a crescere nei paesi emergenti, dove la quota dei ricavi dovrebbe raggiungere il 20%, dall’attuale 5%. Il focus sarà sul Brasile.



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Nota per il lettore

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- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
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