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Riflessioni sulla Banca d'Italia

In ogni istituzione, ente, organismo, azienda, ecc. sia privata che pubblica ci sono normalmente tre concetti fondamentali. Analizziamo tali aspetti in merito alla Banca d’Italia

di Redazione Soldionline 25 nov 2013 ore 11:44
Articolo a cura di Maurizio Bertoncello

In ogni istituzione, ente, organismo, azienda, ecc. sia privata che pubblica ci sono normalmente tre concetti fondamentali:

-        A chi fa capo la proprietà;
-        Quali sono gli organi che sovraintendono alla governance ed a chi rispondono.
-        Quale è la sua missione.

Analizziamo ora tali aspetti in merito alla Banca d’Italia.
Per legge la Banca d’Italia viene definita come un ente di diritto pubblico; per saperne di più sull’assetto proprietario http://www.bancaditalia.it/media/chiarimenti/29052013_GovernanceBI.pdf

banca-italiaLa Banca d’Italia pur essendo un ente di diritto pubblico appartiene alle principali banche Italiane.
La Banca d’Italia ha come attività istituzionali la politica monetaria e la vigilanza bancaria e finanziaria.
Tali attività vengono gestite in piena autonomia ed indipendenza dai vertici dell’Istituto.

La nomina del governatore è disposta con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia.

Alcuni mesi fa il governo Italiano ha chiesto ufficialmente, ai vertici della Banca d’Italia, di fornire un parere sulla corretta valutazione delle quote di Bankitalia.
A gestire il dossier è il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, che prima di entrare a far parte del governo guidato da Enrico Letta ha ricoperto per anni il ruolo di direttore generale della Banca d’Italia.

La Banca d'Italia, a sua volta, ha incaricato un comitato di esperti di alto livello di effettuare «una valutazione delle quote di partecipazione al proprio capitale».

Il comitato è composto da Franco Gallo, giurista ed ex presidente della Corte costituzionale, Lucas Papademos, ex vicepresidente della Bce ed ex primo ministro greco, e Andrea Sironi, rettore dell'Università Bocconi di Milano. Alla prima riunione erano presenti il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, il direttore generale Salvatore Rossi e il vice direttore generale Fabio Panetta.

Alcuni giorni fa è stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze un documento ufficiale emesso dalla Banca d’Italia classificato “ RISERVATO “ in cui  risulta che la valutazione si colloca nel range fra i 5-7,5 miliardi di Euro.
Il documento è scaricabile sul seguente indirizzo: http://www.mef.gov.it/primo-piano/article_0123.html

Tale documento presenta una premessa che riepiloga:

- la normativa che disciplina l’attività dell’Istituto e la Sua governance;
- un parere sull’assetto proprietario;
- una precisazione sui diritti economici dei soci, ecc.

Dalla lettura del secondo punto “ parere sull’assetto proprietario “ si legge:
Occorre evitare che si dispieghino gli effetti negativi della legge n. 262 del 205, mai attuata, che contempla un possibile trasferimento allo Stato della proprietà del capitale della Banca. L’equilibrio che per anni ha assicurato l’indipendenza dell’Istituto, preservandone la capacità di resistere alle pressioni politiche, non và alterato.

banca-centrale-quote

Non è dato sapere chi ha chiesto tale parere o se vi è stato un eccesso di zelo da parte dei vertici di Bankitalia.
Leggendo letteralmente il documento si evince che i vertici di Bankitalia non consigliano di procedere ad una applicazione di una legge dello Stato Italiano.
A questo punto, dopo 8 anni dalla promulgazione di una legge dello Stato, firmata addirittura dal Presidente Ciampi ( ex Governatore della Banca d’Italia ) si consiglia di sospenderne la Sua applicazione.

Ricordo che gli obblighi previsti dalle leggi dello Stato Italiano sono fra l’altro: “ E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato “.
Per ultimo, proprio da alcuni giorni, sembra che l’emanazione del decreto che sanciva la rivalutazione delle quote sia stato sospeso in attesa del parere anche della BCE.

Passiamo ora ad analizzare l’evoluzione delle attività della Banca d’Italia.
Con l’avvento dalla BCE ( le cui quote sono possedute per il 12,53% dalla Banca d’Italia e dalle altre Banche Centrali Europee ) l’attività relativa alla politica monetaria è stata accentrata in questa nuova Banca Centrale. http://www.bancaditalia.it/eurosistema/attivita/polmon.

E’ in programma il passaggio alla BCE anche dell’attività di vigilanza sulle principali banche del paese.
Quindi molte attività che fino a qualche anno fa erano demandate al nostro Istituto sono state trasferite alla Banca Centrale Europea.
A questo punto sorgono spontanee alcune riflessioni.
Alla luce di questi cambiamenti epocali ha ancora senso che la Banca d’Italia abbia la stessa struttura organizzativa, governance, ecc. di una volta ?
Esiste ancora il pericolo, palesato dai vertici, di una ingerenza politica sulla governance ?

In Italia parliamo continuamente di riforme ma forse nessuno fino ad oggi ha mai affrontato questo problema.
Forse il Governo Italiano potrebbe incaricare un società indipendente di consulenza per fare una analisi a 360 gradi e proporre un nuovo assetto moderno in funzione dell’evoluzione che vi è stata in questi anni.

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