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Rating Italia, arriva la bocciatura di Moody's

L'agenzia di rating Moody's ha deciso di abbassare il giudizio sul merito creditizio dell'Italia, pur mantenendo l'outlook stabile

di Mauro Introzzi 19 ott 2018 ore 22:57

moody-sCome temuto da settimane ecco arrivato il primo downgrade per l'Italia. La prima sforbiciata al giudizio sul merito creditizio del nostro Paese arriva da Moody's. Secondo i suoi analisti manca una linea ben coerente sulle riforme finalizzate alla crescita.

 

MOODY'S TAGLIA IL RATING ITALIANO

Gli esperti di Moody’s hanno tagliato il rating dell’Italia da "Baa2" a "Baa3". Si tratta dell'ultimo notch (ossia livello) prima della categoria "junk" (spazzatura). L'outlook è stato fissato a "stabile".

La scelta arriva al termine di un processo di revisione iniziato lo scorso 25 maggio ed è stata accelerata dalle recenti novità relative alla Nota di Aggiornamento al DEF e alle linee guida della Legge di Bilancio 2019.

Lo scorso agosto Moody's aveva già tagliato le stime sul PIL italiano e paventato un possibile downgrade.

 

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DOWNGRADE ITALIA, LE MOTIVAZIONI DI MOODY'S

Alla base della scelta di Moody’s ci sono due motivazioni principali.

In primo luogo una debolezza oggettiva della posizione fiscale, con i target governativi contenuti nella Nota di Aggiornamento al DEF relativi al deficit pubblico più alti dei precedenti impegni e delle attese della stessa Moody’s. Al solito l'osservato speciale è il debito pubblico, che dovrebbe stabilizzarsi sul 130% del PIL, mentre nelle attese dell’agenzia di rating avrebbe dovuto iniziare la sua parabola di contrazione. Tale debito, per Moody's, "rimane vulnerabile alle debolezze delle prospettive di crescita economica".

In secondo luogo, secondo gli analisti, non ci sarebbe nelle scelte del Governo "una coerente agenda di riforme per la crescita". Dopo una temporanea accelerazione della crescita dovuta a una politica monetaria espansiva, l'agenzia di rating prevede che il trend di miglioramento del PIL vada sotto il punto percentuale. Nel medio termine Moody's ritiene che "lo stimolo fiscale garantirà un contributo alla crescita più limitato rispetto a quanto il Governo assuma".

Secondo Moody's ci sono comunque degli aspetti "da salvare" nella manovra, come il programma di investimenti pubblici che potrebbero supportare una certa crescita di produttività (che rimane tuttavia da verificare) o come la riforma del fisco che mira a ridurre le imposte dirette.

 

MOODY'S, IL PERCHE' DELL'OUTLOOK STABILE

Le prospettive "stabili" dell'outlook di Moody's riflettono i punti di forza del nostro paese. L'Italia, secondo Moody's, vanta un'economia ampia e diversificata, un avanzo delle partite correnti stabile e costante da anni, investimenti internazionali nel Paese e un alto livello di ricchezza delle famiglie italiane. Quest'ultimo, in particolare, è "un potenziale cuscinetto" per il paese perchè potrebbe diventare "fonte di possibile finanziamento per il governo".

 

COSA POTREBBE FAR RISALIRE IL RATING DI MOODY'S

La nota d Moody's riporta anche cosa potrebbe far ritornare il giudizio sull'Italia a livelli più alti. Pressioni positive sul rating potrebbero arrivare "dall'introduzione di un coerente programma di riforme strutturali". Per esempio di misure che incrementino l'efficienza della pubblica amministrazione, migliorino la funzionalità del mondo del lavoro e dell'istruzione e rafforzino la competitività. Misure, in altre parole, che incrementino la crescita della produttività dell'economia italiana.

 

RATING ITALIA, ORA TOCCA A S&P E FITCH

Nei prossimi giorni sono ora attese le indicazioni delle altre 2 grandi compagnie di rating, Standard & Poor's (prevista per venerdì 26 ottobre) e Fitch (in agemda per fine mese). Secondo le stime ci sono grandi probabilità che seguano quanto deciso da Moody's. La prima ha attualmente un giudizio "BBB" con prospettive stabili mentre la seconda ha lo stesso rating "BBB" ma a inizio settembre ha portato da "stabile" a "negativo" l'outlook.

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