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Rassegna stampa economico-finanziaria del 26 marzo 2020

di Mauro Introzzi 26 mar 2020 ore 08:00 Le news sul tuo Smartphone

rassegna-stampaEni rivede al ribasso i volumi e gli investimenti del 2020-21 (Il Sole24Ore)

Il quotidiano economico scrive che Eni sta accelerando sulla revisione del piano per quest'anno e per il prossimo. Un'opera "necessaria a contrastare gli effetti della pandemia e del mancato accordo in seno all’Opec+".

In anticipo su quanto previsto inizialmente - quando si pensava di procedere non prima della diffusione dei dati trimestrali del 24 aprile - il Cane a sei zampe ha reso noto la riduzione degli investimenti (capex) e delle spese operative (opex), "con l’obiettivo di difendere la solidità del nostro bilancio e del dividendo preservando al contempo i più alti standard di sicurezza sul lavoro".

Secondo quanto riporta il quotidiano "nel 2020, il capex sarà ridotto di circa 2 miliardi di euro, pari al 25% del totale previsto a budget, mentre il taglio dei costi operativi sarà di circa 400 milioni di euro". Ancora più rilevante l'azione sul 2021: il taglio sugli investimenti sarà pari "a una quota compresa tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro, il 30-35% di quanto previsto a piano per lo stesso anno".

Il Sole24Ore evidenzia come "a subire gli effetti della revisione è soprattutto il motore del gruppo, l’upstream (ricerca e produzione di idrocarburi)".

 

Piazza Affari, grande prudenza sui dividendi (MF)

Il quotidiano finanziario fa il punto della situazione su come le società quotate a Piazza Affari si stanno comportando sul fronte dividendi a causa del dilagare dell'emergenza coronavirus. Tra le quotate italiane, infatti, sono sempre di più quelle che decidono di congelare le proprie cedole
 (o quantomeno rinviarle).

Ad Amplifon e Brembo, le prime a decidere di non procedere con una distribuzione, si sono aggiunte nelle scorse ore società come Cerved, Cattolica e Sabaf. E, ieri, è stata invece la volta di Avio, Fila e Immsi.

MF ricorda poi che "il problema non riguarda solo i gruppi industriali, anzi". L'autorità europea del settore assicurativo ha già invitato le compagnie a utilizzare prudenza nella remunerazione. Ma anche nel mondo bancario "si fa sempre più avanti la necessità di una strategia comune e condivisa a livello europeo da adottare anche sulla politica di distribuzione dei dividendi".

 

Draghi: siamo in guerra, agiamo insieme (Corriere della Sera)

Il quotidiano riprende un articolo scritto sul Financial Times dall'ex presidente della Bce Mario Draghi. Secondo Draghi, che ritiene che "stiamo affrontando una guerra e dobbiamo mobilitarci di conseguenza" è necessario difendere la capacità produttiva con immediati sostegni di liquidità. Sarà fondamentale avere "una linea finanziaria espansiva per affrontare i gravi contraccolpi economici provocati dall’emergenza sanitaria".

Il quotidiano, che mette in evidenza come Draghi sia un "tradizionale sostenitore della stabilità dei conti pubblici nazionali", scrive che l'ex numero uno di Francoforte "stavolta condivide che questa catastrofe eccezionale impone la necessità di spesa degli Stati perché le guerre – il precedente più rilevante – erano finanziate aumentando il debito pubblico".

Una posizione che pare un monito al summit dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea, che si terrà oggi, in teleconferenza.

 

Miniere chiuse e pochi lingotti. Così è ripartita la corsa all’oro (La Repubblica)

Il quotidiano fa il punto della situazione sul comparto dell'oro in questi giorni di emergenza sanitaria da Covid-19. Da sempre considerato - a ragione - un bene rifugio, il suo mercato è "andato in tilt" dopo che i lingotti di piccola taglia si sono resi introvabili per la serrata di tre grandi raffinerie svizzere e a seguito della chiusura, per 3 settimane, delle miniere del Sudafrica a causa della quarantena imposta dal governo di Pretoria.

La Repubblica ricostruisce l'andamento dei prezzi nelle ultime settimane: "nelle prime fasi del contagio, con la Cina in lockdown, aveva iniziato a salire, balzando dai 1.500 dollari l’oncia di inizio anno fino alla soglia dei 1.700 il 9 marzo". Poi la retromarcia, quando il virus è arrivato in Europa e negli Usa e il suo prezzo è scivolato a 1.470 dollari. Da qualche giorno, invece, il ciclo si è invertito.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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