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Rassegna stampa economico-finanziaria dell'8 novembre 2019

di Mauro Introzzi 8 nov 2019 ore 07:02 Le news sul tuo Smartphone

Unicredit: dopo l’addio a Mediobanca, Mustier prepara il riacquisto di azioni proprie (Il Sole24Ore)

Il quotidiano economico commenta i conti dei primi 9 mesi del 2019 di Unicredit, arrivati il giorno dopo l’annuncio della cessione, con una vendita accelerata, della quota dell’8,4%storicamente detenuta in Mediobanca. L’istituto di Jean Pierre Mustier ha chiuso il periodo al 30 settembre 2019 con risultati migliori del previsto.

Ma quali saranno ora le mosse della banca, che tra meno di un mese presenterà il suo nuovo piano industriale (che dovrebbe essere ribattezzato “Team 23”) dopo aver chiuso con successo il Transform 2019? Secondo quanto riporta il quotidiano economico il focus di Unicredit sarà ora sui costi e sul progetto di creazione di sub holding (che sarà italiana e non quotata) in cui convogliare gli asset internazionali. 

Lo stesso Mustier ha dichiarato nel corso della call a commento dei dati che è difficile immaginare che i ricavi cresceranno più di tanto, “e certamente non possono crescere più di quanto cresce l’economia”. Il numero uno di Unicredit vede “la necessità di generare anzitutto una profittabilità sostenibile”.

Le risorse rivenienti dalla cessione del pacchetto delle azioni Mediobanca potrebbe essere utilizzato per riacquistare azioni proprie. 

 

Su Alitalia ultimatum di Lufthansa (MF)

Il quotidiano finanziario riporta quanto indicato ieri da Lufthansa su Alitalia, a margine della presentazione dei conti del terzo trimestre della compagnia tedesca. Risultati non particolarmente brillanti, diffusi in un giorno in cui il personale ha lasciato a terra 1.300 voli, con un danno economico di almeno 40 milioni di euro.

Secondo quanto riporta MF, il ceo Carsten Spohr ha così scelto “di fare la voce grossa e strapazzare la compagnia italiana: per Alitalia nelle condizioni attuali non ci può essere interesse”. La linea è quella storica: prima i tagli e la ristrutturazione, poi l'eventuale ingresso nel capitale. Per Lufthansa “ha senso solo una nuova Alitalia ristrutturata, per l'importanza del mercato italiano”. La data del 21 novembre per la presentazione dell'offerta vincolante da parte della cordata a trazione FS sarebbe, secondo il manager tedesco, “irrealistica”.

 

Mediobanca, Del Vecchio sale. Il primo azionista va al 10% (Corriere della Sera)

Il quotidiano scrive che la holding di Leonardo Del Vecchio, la Delfin, ha di recente acquistato un nuovo pacchetto di azioni Mediobanca. L'acquisto dovrebbe aver interessato il 2,5% del capitale di Piazzetta Cuccia ed arriva dopo l’uscita di Unicredit. La banca di Jean Pierre Mustier ha ceduto nei giorni scorso la sua storica partecipazione dell'8,4%.

Così scalata del patron di EssilorLuxottica è arrivata a un passo dal 10% del capitale, dal precedente 7,5% circa. Delfin non avrebbe rilevato il pacchetto direttamente da Unicredit, ma attraverso la banca francese Natixis. Il Corriere della Sera ricorda che "da settembre ad oggi l’impegno finanziario di Del Vecchio è arrivato a circa 1 miliardo di euro". Tecnicamente, ora, Del Vecchio non può più continuare ad incrementare la sua quota: il quotidiano ricorda che "per andare oltre il 10% serve l’ok della Vigilanza Bce, che ancora non avrebbe ufficialmente richiesto. E potrebbero volerci mesi per ottenere il via libera".

 

Per Bruxelles reddito e Quota 100 frenano la crescita del nostro Pil (La Repubblica)

Il quotidiano riporta le indicazioni della Commissione europea, nelle sue previsioni d'autunno, sulla crescita italiana. Il nostro paese è, per l'ennesima volta, "il fanalino di coda in Europa, con una crescita nel 2019 praticamente piatta, pari allo 0,1%, e l’anno prossimo appena dello 0,4%, due decimali sotto le stime del governo". Per Bruxelles "l’economia tricolore è in stallo da inizio 2018 e tuttora non ci sono segni di una ripresa significativa. Anzi, ci sono rischi al ribasso visto che l’Italia è esposta ad un ulteriore deterioramento dell’economia globale".

Contestualmente in peggioramento anche i dati che vengono presentati in rapporto al Pil, come il deficit (che l’anno prossimo salirà al 2,3%, un decimale superiore ai piani del governo) e il debito, che quest’anno vola al 136,2% e il prossimo al 136,8%.

Secondo la Commissione debito e deficit "aumenteranno a causa della debolezza del Pil e per i costi di reddito di cittadinanza e quota 100".

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