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Rassegna stampa economico-finanziaria del 26 settembre 2019

di Mauro Introzzi 26 set 2019 ore 06:59 Le news sul tuo Smartphone

UBI Banca, il nuovo patto si prepara al risiko: “puntiamo a giocare da protagonisti” (Il Sole24Ore)

Il quotidiano economico mette sotto la lente UBI Banca e il ruolo che potrebbe avere in un eventuale risiko del comparto bancario. Al momento la banca guidata da Victor Massiah non avrebbe alcun dossier aperto sul tavolo. Tuttavia alcuni tra i grandi azionisti, secondo quanto riporta Il Sole24Ore, vogliono farsi trovare pronti “per giocare un ruolo da protagonisti”. Questo pare essere l’orientamento del nuovo patto di consultazione che raccoglie il 16,7% del capitale della banca. La cui nascita, secondo quanto riporta il quotidiano, “ha fatto subito ipotizzare l’avvio del risiko bancario a lungo atteso”. A stupire, infatti, “è stato anche il tempismo, considerato che l’assemblea del rinnovo degli organi è avvenuta in primavera e la legislatura è appena partita”.

Il quotidiano ricorda che da tempo il destino di UBI Banca è associato potenzialmente a quello di Monte dei Paschi di Siena, dal cui capitale deve uscire il ministero del Tesoro.

 

FCA, si scalda il dossier Comau (MF)

Il quotidiano finanziario scrive che Fiat Chrysler Automobiles potrebbe presto finalizzare la cessione della controllata Comau. Secondo quanto risulta a MF, la valorizzazione della controllata attiva nella robotica dovrebbe presto entrare nel vivo: “i rumors di mercato indicano che i banker di Goldman Sachs avrebbero iniziato ad aprire il file”.

L’operazione non sarebbe irrilevante, considerando che nelle casse del Lingotto potrebbero entrare tra 1,5 e 2 miliardi di euro. Una somma che si aggiungerebbe ai quasi 6 miliardi arrivati dalla vendita di un’altra storica controllata, Magneti Marelli, perfezionata lo scorso maggio. 
La vendita di Comau potrebbe essere, per certi versi, più delicata di quella di Magneti Marelli. Il gruppo potrebbe infatti rientrare nella sfera di esercizio dei poteri speciali del golden power, in mano allo Stato per le società considerate strategiche.

 

Alitalia, pressing su Delta. Il governo: vada oltre il 15% (Corriere della Sera)

Il quotidiano descrive il tentativo del Governo di convincere gli americani di Delta Air Lines ad incrementare il loro impegno nel capitale della futura Alitalia. La compagnia Usa ha infatti deciso di investire 100 milioni di euro per un 10% della newco a capo della società italiana. Una compagine che prevede come altri soci Ferrovie dello Stato, Atlantia e ministero del Tesoro. Tutti soggetti che sarebbero "insoddisfatti" per la condotta di Delta.

La richiesta di ripensamento dell'esecutivo, ricorda il Corriere della Sera, arriva dopo l’uscita di Giovanni Castellucci da Atlantia. Un manager che finora "aveva tenuto le redini del negoziato sulle rotte, sulla governance e sull’investimento promesso dagli americani". Un fatto che, quindi, potrebbe cambiare le carte in tavola visto che i vertici della societè americana non avevano concesso molto, "soprattutto sulle rotte verso il Nord America, ritenute le più remunerative, non accettando neanche una scontistica adeguata sui diritti di atterraggio di Alitalia" in alcuni hub importanti.

Di certo, ricorda il quotidiano, i tempi stringono e l'accordo va finalizzato entro i primi di ottobre. "Altrimenti c’è il rischio di dover chiedere allo Stato un altro prestito da 200 milioni".

 

Per la presidenza Telecom spunta l’ipotesi Cipolletta (La Repubblica)

Il quotidiano ricorda che oggi è previsto un consiglio di amministrazione di Telecom Italia. Il gruppo si prepara a cambiare il suo presidente e nel board di oggi, oltre che "esaminare i risultati preliminari dei nove mesi, lo stato dell’arte su Open Fiber e la proposta di Santander per rilevare le attività del credito al consumo", si dovrebbero discutere "le imminenti dimissioni del presidente Fulvio Conti".

Tra i favoriti alla poltrona, La Repubblica fa il nome di Innocenzo Cipolletta. Il manager ha un curriculum di alto standing: "economista, presidente di Assonime, con un passato alla guida di Ubs, una lunga carriera nella struttura di Confindustria e da sempre in buoni rapporti con l’ad di Tim Luigi Gubitosi".

Il quotidiano evidenzia comunque come nulla sia ancora deciso, "perché di sicuro c’è solo che Conti oggi annuncerà le sue dimissioni a far data dal prossimo consiglio (che deve ancora essere convocato) per assecondare le richieste sulla governance di Vivendi (primo azionista con il 23,9%)".

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