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Rassegna stampa economico-finanziaria del 2 dicembre 2019

di Mauro Introzzi 2 dic 2019 ore 07:57 Le news sul tuo Smartphone

Carige, c’è l’ok di Bce e Consob: aumento in arrivo (Il Sole24Ore)

Il quotidiano economico, nell'edizione di sabato 30 novembre, indica che la Vigilanza bancaria della Banca Centrale Europea ha autorizzato il FITD (Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi) a superare la soglia della partecipazione qualificata nel capitale di Banca Carige a seguito dell'aumento di capitale da 700 milioni dell'istituto ligure. L'istituzione, a seguito dell'operazione, arriverà a possedere tra il 73% e l’82% della banca.

Il quotidiano indica anche le prossime tappe dell'operazione: forse già lunedì la banca integrerà la bozza relativa al prospetto. Poi si potrà esprimere la Consob (probabilmente già nella prima metà della settimana). Una volta che anche l'organo di controllo della borsa si sarà espresso partirà l'aumento vero e proprio. Che potrebbe chiudersi entro fine dicembre.

 

Piano Unicredit: Mustier alla prova ricavi
 (Milano Finanza)

Nei prossimi giorni Unicredit presenterà il suo piano industriale. Si tratta di un appuntamento decisamente atteso, per capire come l'istituto guidato da Jean Pierre Mustier imposterà le sue strategie future. In un contesto decisamente sfidante, tra rallentamento economico, tassi negativi, pressione regolamentare, cambiamento tecnologico e competizione con player non finanziari.

Secondo quanto riporta il settimanale finanziario in edicola sabato 30 novembre, il piano Unicredit punterà "alla crescita dei margini e al contenimento 
dei costi, a perimetro costante". Grande spazio avranno le manovre di riacquisto di azioni proprie, le sfide della tecnologia e la valorizzazione dell'estero con la subholding.

Uno dei nodi principali sarà quello dei ricavi perché "fare credito costa molto capitale e rende poco". E secondo Milano Finanza la strategia adottata da altri gruppi, che consiste nella diversificazione con una forte scommesse sui business ad alto contenuto commissionale e a basso assorbimento patrimoniale, potrebbe essere "più complessa per Unicredit visto che, nell'arco del vecchio piano, la banca ha venduto fonti di ricavi come Pioneer a Fineco".

 

Alitalia, il Mise vede Lufthansa. La trattativa sugli esuberi (Corriere della Sera)

Il quotidiano, nell'edizione di sabato 30 novembre, aggiorna sull'operazione di salvataggio di Alitalia. Che potrebbe presto trovare in Lufthansa un nuovo protagonista. Il vettore starebbe infatti trattando con il governo: nella giornata dello scorso giovedì si sarebbe tenuto un summit - di natura informale - tra Carsten Spohr, numero uno di Lufthansa, e il ministro Stefano Patuanelli. I tedeschi, e su questo starebbero trattando le parti, chiedono circa 5500 esuberi e una flotta ridotta di un terzo.

Lufthansa potrebbe arrivare a una quota del 70% di un’Alitalia ristrutturata, "ma nella compagine sociale potrebbe figurare anche Ferrovie per avere voce in capitolo nel futuro di Alitalia provando ad attenuare il rischio di una progressiva strategia di regionalizzazione della compagnia che intraprenderebbero i tedeschi".

Il Corriere scrive poi che l’esecutivo avrebbe fissato per lunedì un Consiglio dei ministri per sbloccare i 400 milioni contenuti nel decreto fiscale senza incorrere nel no di Bruxelles, che sta indagando per possibili aiuti di stato.

 

MPS, stop alla privatizzazione soft. Offerta di acquisto da due fondi (La Repubblica)

Il quotidiano, nell'edizione di sabato 30 novembre, scrive che l'Unione Europea avrebbe detto no al piano del Tesoro di cedere i 10 miliardi di euro di sofferenze di MPS al gestore pubblico Amco, perché questo potrebbe essere un aiuto di stato. In questo modo sfumerebbe il piano del Tesoro "per la privatizzazione soft del Montepaschi".

A questo punto, evidenzia il quotidiano, "la situazione è di stress, per i vincoli commerciali siglati dalla banca nel piano di aiuti di due anni fa, e con il Tesoro impegnato a inviare entro l’anno a Bruxelles l’agenda dell’addio a Siena".

Torna così d'attualità la cessione secca dell'istituto. Così com'è. Un'eventualità che avrebbe già due candidati, i fondi Fortress e Varde. Che però chiedono "una garanzia del Tesoro sui rischi legali per il contenzioso residuo degli scandali (con richieste per 5,4 miliardi a fronte di riserve a bilancio di 600 milioni)".

 

Piazza Affari, ecco le 300 piccole pronte a correre con i nuovi PIR (L'Economia - Corriere della Sera)

L'inserto settimanale del Corriere della Sera in edicola lunedì 2 dicembre, riporta quali sono le società di Piazza Affari che potrebbero beneficiare delle recenti modifiche introdotte alla normativa fiscale sui fondi PIR. Le nuove norme, non ancora definite, imporrebbero un investimento minimo obbligatorio pari al 5% (del 70% totale) in società diverse da quelle contenute nei panieri FTSEMib o Mid Cap. E dovrebbe scomparire l’obbligo di un impegno su strumenti illiquidi del venture capital.

Così, secondo L'Economia, "si sono create le condizioni per dare un ulteriore slancio, nel corso del 2020, al rialzo di Piazza Affari che da inizio anno guadagna oltre il 30% ed è tra le migliori Borse d’Europa".

A beneficiare dell'afflusso di liquidità potrebbero essere le circa 300 piccole e medie imprese quotate a Piazza Affari (la metà circa listate sull'MTA), per una capitalizzazione complessiva di 26 miliardi. Tra le società citate dall'inserto del Corriere ci sono "multinazionali tascabili del Made in Italy" come Amplifon, Interpump e Ima. E società leader in settori di nicchia come El.En, Fiera Milano e Avio.

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