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Rassegna stampa economico-finanziaria del 16 gennaio 2020

di Mauro Introzzi 16 gen 2020 ore 08:05 Le news sul tuo Smartphone

S&P vede più crescita in Italia. Ora frena la domanda estera (Il Sole24Ore)

Il quotidiano economico riporta le ultime indicazioni di S&P nella presentazione dell’outlook per il nuovo anno. Secondo l'agenzia l'economia globale, soprattutto quella dell'Eurozona, registrerà una certa stabilità. Qualche notizia positiva, invece, per l'Italia: il tasso di crescita per il nostro paese dovrebbe attestarsi allo 0,4% contro lo 0,2% riportato per il 2019. Un miglioramento che secondo la stessa S&P "porterà un beneficio solo limitato alle famiglie in termini di maggiore reddito". Per l'Italia è prevista una crescita dei consumi interni e un rallentamento della domanda estera.

Secondo quanto mette in evidenza Il Sole24Ore "le previsioni di S&P, che per il 2021 prevede un’ulteriore accelerazione allo 0,6%, sono lievemente inferiori alle stime del governo che per il 2020 stima una crescita dello 0,6%".

 

MPS, vicino l'accordo con Bruxelles (MF)

Il quotidiano finanziario scrive che in queste settimane si sarebbero intensificate le trattative tra il ministero dell'Economia e la DgComp sul tema del derisking del Monte dei Paschi di Siena. Un'operazione propedeutica all'uscita del ministero del Tesoro dal capitale dell'istituto senese. Queste trattative potrebbero approdare a un accordo tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio.

Ma qual è l'ipotesi sul tavolo? Secondo MF una possibile scissione del Monte dei Paschi "tra una bad bank destinata ad accogliere e gestire i crediti deteriorati rimasti in bilancio e una good bank che sarebbe messa rapidamente sul mercato".

L'obiettivo sarebbe quello di abbassare il multiplo npl ratio nella zona a un singola cifra percentuale alta (ossia molto vicino, ma comunque sotto il 10%). Tuttavia ciò significherebbe cedere fino 14 miliardi lordi di deteriorati. O scorporarli, appunto, in una bad bank.

 

Dazi, solo una tregua. Usa e Cina firmano il primo accordo (La Repubblica)

Il quotidiano descrive l'accordo siglato ieri da Usa e Cina, definito di "Fase 1", sui rapporti commerciali tra i due paesi. E analizza le conseguenze che potrebbe avere questa intesa.

In base a quanto firmato, la Cina aumenterà di 200 miliardi di dollari - in due anni - gli acquisti di beni e servizi americani. Si tratta di una cifra addirittura superiore a quanto registrato nell'intero 2017 (186 miliardi), tanto che molti considerano l'obiettivo irrealistico. Pechino si è poi impegnata ad aprire il suo mercato interno nel settore farmaceutico, dei servizi finanziari, dei bovini e del pollame. Da parte loro gli Stati Uniti taglieranno i superdazi introdotti a settembre e non introdurranno altri aumenti.

Secondo La Repubblica si tratta, in sostanza, di "una tregua", utile a "allontanare il rischio di escalation dei dazi".

Ora spazio alla "Fase 2", dopo le elezioni presidenziali Usa.

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