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Rassegna stampa economico-finanziaria dell'11 febbraio 2020

di Mauro Introzzi 11 feb 2020 ore 06:31 Le news sul tuo Smartphone

rassegna-stampaAtlantia-Aspi, soluzione in arrivo. Fondazioni al bivio tra Cdp e F2i (Il Sole24Ore)

Il quotidiano economico scrive che è in dirittura d'arrivo il riassetto di Autostrade per l’Italia, la società delle concessioni autostradali del gruppo Atlantia. Un riassetto che ha come presupposto la separazione societaria dalla controllante e che coinvolge anche il mondo delle Fondazioni.

Secondo quanto riporta il Sole24Ore le ipotesi al vaglio della società sono essenzialmente due: Autostrade per l’Italia potrebbe finire nell’orbita pubblica di Cdp o - attraverso un’operazione di mercato - confluire invece nel polo infrastrutturale privato di F2i. In entrambi i casi il nodo finanziario da sciogliere dopo l’accordo politico sarà la stima del valore della nuova Autostrade per l'Italia.

Nel frattempo i cda di Atlantia e di Edizione (che a sua volta è azionista di Atlantia) sono in preallerta anche se "avrebbero già avallato in via preliminare con apposite delibere il progetto di progressivo distacco da Autostrade per l’Italia".

 

Air Italy verso la liquidazione
 (MF)

Il quotidiano finanziario scrive che, secondo quanto gli risulta, per Air Italy "sembra che non ci sia più niente da fare". Sarebbe addirittura "imminente" la comunicazione che "la compagnia aerea verrà messa in liquidazione in bonis".

MF scrive che gli azionisti (Alisarda con il 51% e Qatar Airways con il 49%) hanno convocato una riunione per oggi. Probabilmente sceglieranno "di far fronte a tutti i debiti in sospeso, sia nei confronti dei fornitori sia in quelli dei lavoratori, dopodiché dovrebbero appunto mettere in liquidazione il vettore".

Alla base della scelta, secondo quanto riporta il quotidiano, il fatto che Alisarda e Qatar Airways "non sarebbero riusciti a trovare un accordo sullo sviluppo futuro del gruppo, in particolare sugli impegni economici per far fronte agli investimenti".

 

Produzione mai così giù da 6 anni. La frenata dell’auto, meno 13,9% (Corriere della Sera)

Il quotidiano commenta il dato macroeconomico italiano sulla produzione industriale diffuso ieri dall'Istat. Nell'intero 2019 l'indicatore ha registrato un calo dell'1,3%, evidenziando la flessione peggiore degli ultimi 6 anni.

Male dicembre, mese in cui la contrazione è stata pari al 2,7% rispetto al mese precedente, dell’1,4% rispetto al trimestre precedente e addirittura del 4,3% rispetto al dicembre 2018. Il quotidiano mette in evidenza che così come ha sottolineato l’istituto nazionale di statistica, una flessione del genere - che segue quelle già registrate nel secondo e nel terzo trimestre - non si registrava dal 2012.

Ma le cattive notizie per l'economia italiana non finiscono qui: l’Ufficio parlamentare di Bilancio, nella sua Nota sulla congiuntura di febbraio, "ha tagliato le stime di crescita del Pil, passando dallo 0,5% previsto lo scorso ottobre allo 0,2% di ieri".

 

Banche, crescono i dividendi ma anche i tagli al personale (La Repubblica)

Il quotidiano mette sotto la lente le banche e i loro conti 2019, ufficializzati al mercato in questi giorni. Secondo l'analisi de La Repubblica "nei conti 2019 c’è un revival dei dividendi, saliti oltre i 5,16 miliardi di euro contando gli otto gruppi maggiori, pari al 62,9% di 8,21 miliardi di utili netti aggregati".

Complessivamente si è assistito a un rilancio, pur se tenue, della redditività, favorita — con ricavi stabili — dal forte rialzo dei mercati 2019 "che si è riflesso in un diffuso aumento dei margini da commissioni e da negoziazione titoli". Contestualmente la disciplina in atto da anni sul versante dei costi ha portato quelli operativi (soprattutto quelli del personale) a calare di oltre il 2%.

A proposito di personale bancario il quotidiano riporta che nelle scorse ore Unicredit ha scritto ai sindacati italiani che punta a 6mila uscite in Italia per chiudere 450 filiali. Immediate le reazioni di protesta dei sindacati, mentre la ministra del lavoro Nunzia Catalfo ha convocato il 21 i vertici Unicredit a Roma.

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