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Rassegna stampa economica del 15 novembre 2012

di Mauro Introzzi 15 nov 2012 ore 09:59 Le news sul tuo Smartphone
Avio boccia i fondi e pensa all'IPO (Il Sole24Ore)
Il quotidiano economico indica che l'azionista che controlla il gruppo aeronautico Avio avrebbe stoppato l'offerta dei fondi per la controllata Avio e riaperto il percorso della quotazione. Cinven, che possiede l'81% di Avio, ha infatti giudicato troppo bassa l'offerta da 2,9 miliardi di euro che i fondi Cvc Capital e Clessidra hanno formulato. Lo sbarco in borsa, invece, potrebbe valorizzare il gruppo 3,5 miliardi di euro.

Macigno da 113 miliardi sulle banche (MF)
Il quotidiano finanziario ha ricostruito il totale delle attività deteriorate nei portafogli dei primi sei gruppi bancari italiani a fine settembre. I bilanci di questi istituti sono gravati da 113 miliardi di euro di crediti il cui esito è incerto, una quota pari all'8,66% del totale, in crescita dal 7,3% di fine 2011.
Non a caso quello della qualità del credito sarà uno dei temi al centro del summit tra le grandi banche e i vertici di Bankitalia, che il governatore Ignazio Visco ha convocato per il prossimo 19 novembre.

Grilli, meno peso ai rating. Fitch in silenzio stampa (Corriere della Sera)

Il quotidiano riporta le parole di Vittorio Grilli sui rating. Secondo il ministro dell'Economia il percorso è chiaro: è necessario sterilizzare i giudizi delle grandi agenzie di rating. Queste ultime hanno una funzione giusta finché rimangono nella sfera privata, dove possono dare tutti i consigli che vogliono a chi paga per averli.
Nel frattempo Fitch ha deciso di limitare le attività di informazione e comunicazione in Italia, in risposta al rinvio a giudizio chiesto anche per Standard & Poor's dalla Procura di Trani.

Telefonica non esce da Telecom e il governo prova a blindare la rete (La Repubblica)

La Repubblica aggiorna sulle ultime in casa Telecom Italia. Gli spagnoli di Telefonica, azionisti nella holding Telco insieme a Mediobanca, IntesaSanpaolo e Generali, hanno negato ogni possibilità di uscita. I vertici della società telefonica hanno dichiarato anche che la società italiana non ha bisogno di alcun aumento di capitale, anche se dichiarazioni di questo tenore sarebbero più consone per il management e non per gli azionisti.
Sulla questione, infatti, relazionerà Franco Bernabè nel corso del cda del prossimo 7 dicembre: il manager illustrerà come si potrebbero investire i 3 miliardi del finanziere egiziano Sawiris se quest'ultimo dovesse veramente fare il suo ingresso nel capitale della società.
Sulla questione è intervenuto anche Mario Fossati, uno degli azionisti della società con il 5%. Secondo l'imprenditore Telefonica rappresenterebbe un tappo per Telecom. Così, per Fossati, Sawiris sarebbe il benvenuto. Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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