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Rassegna stampa economica del 12 agosto 2013

di Mauro Introzzi 12 ago 2013 ore 08:23 Le news sul tuo Smartphone
L'Argentina a rischio di un nuovo default (Plus - Il Sole24Ore)
L'inserto del Sole24Ore indica che l'Argentina sta camminando verso l'ennesimo appuntamento con il suo tormentato destino. Destino che spesso ha le fattezze della bancarotta e del conseguente collasso economico. L'inserto segnala infatti come la storia del paese sia segnata già da sette default e che Buenos Aires abbia passato un terzo della sua storia in stato di insolvenza. Il crack del 2001, tra l'altro, è stato il più grande della storia per un debito pubblico nazionale. Così, dopo essere cresciuta per annni a tassi vicni al 10% è arrivata la brusca frenata. Con l'inflazione che è partita ed oggi viagga a tassi che realisticamente superano il 25%, con l'aumento dei prezzi che ha fiaccato l'export e con la perdita di valore del peso che ha spinto gli argentini a comprare dollari ed esportare capitali.

Sgravi fiscali e nuova cedolare. Piano per rilanciare gli affitti (Corriere della Sera)

Il Corriere della Sera descrive il piano al vaglio del Consiglio dei ministri per rilanciare il settore degli affitti, "ormai al tracollo". Le proposto sul tavolo dell'esecutivo sarebbero tre: la prima è il ripristino della deduzione del 15% ai fini Irpef per gli immobili affittati, la seconda riguarda la cedolare seccache sarebbe rimodulata e semplificata e potrebbe applicarsi solo sul 70% dell'imponibile e la terza prevederebbe un'Imu fissata per legge al 4 per mille per gli immobili locati.
Le misure potrebbero arrivare già il 28 di questo mese.

Letta: se c'è la crisi torna l'Imu (La Repubblica)

Il quotidiano La Repubblica apre la sua edizione di oggi riportando le ultime dichiarazioni del premier Enrico Letta sulll'attuale situazione politica. Il presidente del consiglio ha evidenziato che se ci dovesse essere una crisi di governo a settembre e dicembre si dovrà pagare l'Imu. Il premier ha anche negato che nei patti con gli alleati del Pdl ci fosse l'abolizione secca dell'imposta. La linea che ormai si è fatta largo a Palazzo Chigi è che la tassa non verrà abolita, ma rimodulata e fusa in un nuovo sistema fiscale che garantisca equità.

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