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Quel lato oscuro e debilitante del calcolo dei tassi usurai

Visto il massiccio e crescente indebitamento del sistema paese il metodo di calcolo della soglia di usura rischia di diventare un fattore di fatto debilitante per l'economia

di Alfonso Scarano 15 lug 2014 ore 10:47

Visto il massiccio e crescente indebitamento del sistema paese il metodo di calcolo della soglia di usura rischia di diventare un fattore di fatto debilitante per l'economia ed incompatibile con un processo di normalizzazione della esposizione debitoria ri-condotta a regimi sostenibili e presupposto di una effettiva crescita economica.

L'usura scatta solo se il tasso applicato supera una soglia che viene calcolata da Banca d'Italia per una quindicina di categorie di credito.

rischio_4Se si guarda la tabella prodotta da Banca d'Italia la soglia dell'usura è assai elevata, ad un livello tale da far venire il dubbio che soglie così altamente collocate siano di fatto incompatibili con una possibilità di sviluppo del paese, proprio a causa dell'altissimo costo medio del debito misurato come parametro per il calcolo del tasso soglia (d'usura). Anche considerando l'attuale momento storico di tassi minimi della BCE di auspicato stimolo all'economia, ma illusorio se così costosamente intermediato dal sistema bancario.

Il tasso medio viene misurato da Banca d'Italia come media dei contributi delle banche per le varie classi di rischio del debito (TASSI EFFETTIVI GLOBALI MEDI - TEGM) e determina il livello della soglia mediante l'applicazione della seguente formula:

Tasso usura = 1,25 * Tasso effettivo globale medio (TEGM) + 4%,

In altre parole, viene definito usuraio quel tasso limite che viene ottenuto aggiungendo il valore secco del 4% (che 400 punti base non sono pochi) al tasso medio TEGM maggiorato del 25%.


Dovrebbe emergere un diffuso dibattito pubblico sulla cogente questione che il sistema di calcolo della soglia d'usura così come concepito non calmiera affatto i tassi al di sotto un certo tetto ritenuto ragionevole e compatibile con una sana politica economica finalizzata allo sviluppo ma bensì può perpetuare una situazione di tassi perennemente elevati e rincarabili.

La soglia può dunque risultare elevata a piacere proprio a causa di tale modalità di fissazione della soglia, e quando ci sia tendenza delle banche ad elevare i propri tassi o allineandosi ad un mercato del credito che lungi dal diventare più competitivo consenta il perpetuarsi di posizioni di rendita.

Le singole banche, ad esempio posizionandosi nella forbice tra il tasso medio e la soglia di usura, possono sfruttare facilmente ed appieno una sorta di rendita creditizia anche per le fasce più deboli o sensibili del credito, rimanendo comunque nel margine di sicurezza di non superare la soglia usuraia. Ma questo determina nel tempo un effetto moltiplicatore che di volta in volta (di trimestre in trimestre), quando si rinnova il calcolo delle nuove soglie, le nuove soglie risultano rincarate.

Ciò avviene senza che venga minimamente considerato nel calcolo della soglia quale sia l'effettivo rischio storico di insolvenza assunto dalla banca proprio per quella specifica tipologia di credito.

Insomma, la modalità di calcolo della soglia dell'usura è di fatto sganciata dagli effettivi rischi mentre può dare concretezza al potenziale rischio che le banche facciano cartello o siano follower di cartelli di tassi rincarati.

Portando agli estremi il ragionamento e solo per far comprendere la paradossale situazione se il sistema bancario fosse totalmente usuraio a qualunque livello di tasso, mai vi sarebbe usura, perchè secondo la formula sarebbe un 4% in più del 25% in più del tasso medio!

Tutto ciò, come può apparire compatibile con una sana gestione di una politica economica?


Sarà mai possibile che un tale sistema bancario che esprime tassi medi così straordinariamente elevati e sganciati dal calcolo dall'effettivo rischio assunto possa far mutare la condizioni di ostacolo al finanziamento del sistema economico nell'attuale contesto di gravissima crisi?

Sarà mai utile ed efficace tale sistema del calcolo del tasso usuraio rispetto la vitale necessità di non intralciare – con l'esosità del tasso - iniziative e sviluppo economico?

E' generalmente noto che il Monte dei Paschi fu una delle prime banche al mondo (la prima in assoluto fu il Banco di San giorgio di Genova). Meno noto che la sua fondazione fu determinata come strumento anti-usura quando la Repubblica di Siena considerò che la filiera laniera, l'industria di allora, era oberata ed ostacolata per l'elevatezza dei tassi applicati.

Tabella: TASSI EFFETTIVI GLOBALI MEDI RILEVATI AI SENSI DELLA LEGGE 108/96 PERIODO DI APPLICAZIONE DAL 1°LUGLIO 2014 FINO AL 30SETTEMBRE 2014

Il rincaro del tasso soglia determinato dal cosiddetto “Decreto Sviluppo”

Il decreto “Decreto Sviluppo”, cambiando la modalità di calcolo1 ha generalmente elevato la soglia dei tassi usurai 2.

In sostanza, si è passato dal calcolare il tasso soglia come la maggiorazione del 50% del tasso medio (TEGM), a calcolare invece il tasso soglia come la somma del 4% ed il tasso medio maggiorato di un quarto (del 25%). Il Decreto stabilisce poi il vincolo è che la differenza tra tasso usura e quello medio non possa essere superiore all'8%.

Un esempio chiarifica che non si tratta di piccolezze.

  • Prima del “Decreto Sviluppo” con un TEGM del 10%, il tasso usurario era il 15%, ovvero la maggiorazione del 50% della media, in formula: Tasso Usura = 1,5 X TEGM
  • Dopo il “Decreto Sviluppo” con un TEGM del 10%, il tasso usuraio risulta del 16,5%, ovvero la maggiorazione del 25% della media (12,5%) a cui si somme un 4% secco, in formula: Tasso Usura = 1,25 X TEGM + 4%


In sintesi, con un TEGM del 10%:

  • risulta un tasso usurario fissato al 15% con la legge 108/1996,

  • risulta un tasso usurario fissato al 16,5% con la legge 110/2011, che rispetto al precedente 15% è in percentuale un rincaro del 10% della soglia (=16,5/15).


Si osserva dunque una evidente contraddizione in termini dello stesso Decreto Sviluppo che aumenta i tassi soglia e rende la vita più dura ai debitori che troveranno tassi soglia maggiorati per poter sindacare con le loro banche sulla potenziale usura dei tassi applicati.


Conclusioni
Appare evidente a qualunque ragionevole osservatore che il sistema di fissazione dei tassi soglia debba essere ripensato soprattutto in funzione di politiche economiche che non solo declamino a parole la “crescita” ma ne determinino anche i presupposti tecnici.

Appare anche evidente che tale delicatissima funzione di tutela della asimmetria contrattuale e di potere negoziale tra le banche ed i loro clienti non possa rimanere di fatto delegata ad un sistema di calcolo di fatto autoreferenziale bancario che potrebbe fors'anche indurre un potenziale rischio di perpetuazione di cartelli sui tassi.

L'attuale metodo di calcolo – di fatto - favorisce il rischio di una concertazione tra le banche attiva o di inseguimento passivo che aumentando o tenendo elevati in sintonia i tassi possano contribuire a rincarare o tenere eccessivamente elevato il tasso medio e, di conseguenza, la soglia di usura.

Inoltre il metodo di calcolo non fa distinzione tra le varie categorie di credito tanto da portare alcuni comparti a soglie di usura che si potrebbero definire “siderali”, ad esempio le carte revolving hanno una soglia di usura di oltre il 25% di interesse!.

Concludendo, visto il massiccio e crescente indebitamento del sistema paese il metodo di calcolo della soglia di usura rischia di diventare un fattore di fatto debilitante per l'economia ed incompatibile con un processo di normalizzazione della esposizione debitoria ri-condotta a regimi sostenibili e presupposto di una effettiva crescita economica.


1) precedentemente disciplinato dall'articolo 2, comma 4, della legge 108/1996
2) rif. Decreto Sviluppo, legge del 13 maggio 2011, n. 70, convertita nella legge 12/7/2011, n.106

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