NAVIGA IL SITO

Quando i fondi e le polizze distruggono non solo i risparmi ma anche le persone

Nelle scorse settimane è uscito “Se potessi avere. Memorie degli italiani a tempi della lira”, a cura di Diego Pastorino, già presidente e fondatore di SoldiOnline.it. Eccone un estratto

di Redazione Soldionline 12 lug 2012 ore 15:57

Nelle scorse settimane è uscito il libro “Se potessi avere. Memorie degli italiani a tempi della lira”, testo edito da Il Mulino e a cura di Diego Pastorino, che di SoldiOnline.it è stato il fondatore e per tanti anni il presidente (ma che da noi redattori ha sempre preteso di essere definito semplicemente "collega").
Diego, scomparso prematuramente nell'agosto 2009 e portato via (a noi a a tanti altri cari amici) da un male incurabile, era un uomo che amava condividere la sua cultura e a partire dal 2000 aveva iniziato a curare "Soldiario", una rubrica che riprendeva alcuni brani dei diari dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stevano sul rapporto tra la vita quotidiana e il denaro.

Si seguito riportiamo un articolo scritto dagli amici di MoneyReport nel quale Roberta Rossi riprende una di queste storie, quella di un promotore finanziario.

__________________

Federico Orso, classe 1958, laureato al Dams, sognava di promuovere il patrimonio culturale e artistico della sua regione, il Friuli. Ma i soldi fanno comodo a tutti, soprattutto a un giovane di 26 anni. Allettato da mirabolanti guadagni, decide di accantonare la laurea e la tradizione familiare (fornai) e obiettivi di vita e si mette nel 1986 a vendere fondi comuni di investimento e polizze vita. E’ il periodo del boom di Piazza Affari. E raccoglie un enorme successo.

Costruisce un patrimonio non culturale ma economico: 1000 clienti, soldi in gestione per 40 miliardi di lire e una penetrazione nella sua regione altissima. Nel 1995 scappa dall’Italia e si rifugia in Austria. Lascia un buco da 10-20 miliardi di lire secondo quanto scrivono i giornali locali, poco più di un miliardo secondo il diretto interessato.

libro-pastorinoNon conoscevo questa storia e devo dire grazie a un libro uscito recentemente e curato da un caro amico, collega e mentore prematuramente scomparso nell’agosto del 2009: Diego Pastorino. Il fondatore di Soldionline.it con il quale ho lavorato dal 1997 al 1999 prima di dedicarmi alla consulenza finanziaria indipendente con BorsaExpert.it e con MoneyExpert.it in quella personalizzata, ha fatto riaffiorare questa storia. Un libro interessantissimo intitolato “Se potessi avere. Memorie degli italiani a tempi della lira” edito da “Il Mulino”.

Convinto che la cultura finanziaria non fosse solo un “affare” da addetti ai lavori nel 2000 Diego Pastorino su Soldionline aveva, infatti, iniziato a curare una rubrica, il Soldiario, con brani di diari dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stevano che testimoniano il rapporto fra vita quotidiana e denaro.

Storie di italiani di ogni tipo che avevano e hanno l’abitudine di tenere un diario della loro vita. Un libro molto particolare quindi con estratti di storie di connazionali dal 1788 a oggi e che raccontano più di qualsiasi saggio la storia “piccola” e “grande” dell’Italia e del carattere degli italiani. Costretti magari ad andare a cercare fortuna all’estero o a combattere. In tutti i sensi. Storie vere, da leggere come un romanzo. E fra queste c’è anche quella di Federico Orso che alle sue “memorie” di promotore finanziario ha pure dedicato un libro pubblicato nel 2006 con lo pseudonimo Federico Orso Brandolin: “Un ricordo lontano” edito da un piccolo editore bolognese, Gme.

Una storia (nel libro un po’ romanzata) che prende spunto dalla sua esperienza reale di promotore finanziario negli anni del boom del risparmio gestito e di Piazza Affari (di coloro che Giuseppe Turani chiamava il popolo del “panino e listino”) e che ci è sembrato molto interessante raccontare poiché il ricordo per quanto “lontano” nella storia appassionante e viva che abbiamo letto in queste pagine ci sembra ancora molto attuale (si veda per esempio la risposta che abbiamo dato in questi giorni a un risparmiatore il cui promotore ha consigliato di investire tutto su un unico fondo scelto come al solito con lo specchietto retrovisore…) e da divulgare.

Anche perchè magari qualche risparmiatore, promotore o consulente finanziario, addetto ai lavori vorrà magari dire la sua dopo questa intervista a Federico Orso che abbiamo rintracciato (oggi non lavora più nell’ambito del risparmio gestito), incuriositi dalla sua vibrante ascesa e caduta. E che ci sembra significativa di un’epoca (chiusa?) del mondo finanziario.

Una storia che sembra un film

In un “Un ricordo lontano” Federico Orso ricostruisce la sua vicenda, la sua “iniziazione” a promotore finanziario, le tecniche di vendita imparate, quello che avrebbe voluto fare e invece ha fatto, le ore dedicate a un lavoro che occupa tutto il suo tempo e la sua mente, il rapporto assiduo con i clienti, le prime perdite, inaspettate anche per lui, e i primi tentativi di mascherarle nella speranza che tutto si aggiustasse. Racconta i sogni infranti, la delusione, le ansie e le paure legate a una professione che lo consuma ogni giorno di più.

Nel 1986 inizia a vendere ai suoi compaesani fondi e le polizze. Nella maggioranza dei casi si tratta di clienti impreparati a investire, abituati a tenere i soldi in banca e a ricevere pochi ma sicuri interessi. Siamo agli albori dei primi fondi comuni di investimento venduti in Italia. La rete di vendita raccomanda agli agenti di proporli come investimenti di lungo periodo (che allora era considerato di 5 anni) che il cliente deve tenere in portafoglio per qualche anno prima di passare alla cassa e veder moltiplicato il capitale iniziale.

Nel 1991, passati cinque anni dai primi fondi collocati, Federico Orso si aspetta che i fondi collocati abbiamo prodotto i propri frutti. I suoi superiori gli avevano insegnato che i fondi sono investimenti di medio-lungo periodo. E lui ai clienti lo spiega diligente e questi ci credono e Orso ha sempre più clienti. Poi dopo cinque anni tutti si aspettano dei risultati e invece è un brutto risveglio. I fondi obbligazionari sono in perdita mentre quelli azionari hanno subito un tracollo. Chiede aiuto e supporto alla rete di vendita, ai suoi superiori, ai gestori della società. Non riceve nessun supporto, i clienti devono aspettare, essere pazienti, il lungo periodo li ripagherà.

Federico Orso inizia a sentirsi come scrive nel libro “carne da macello”, uno “da mandare a morire per interessi non suoi”. La professione diventa per lui un vero calvario: pochi guadagni, moltissime responsabilità, pochissime competenze e nessun supporto della rete di vendita in mercati difficili. Sempre più frequenti e sempre più difficili da affrontare.

Soldi soldi soldi

Sono i soldi, i maledetti soldi a spingere Orso a diventare promotore finanziario. Il milione al mese che guadagna grazie a programmi radiofonici con la Rai sono ben poca cosa rispetto ai 7-8 milioni di lire che un agente di vendita gli prospetta allora come il guadagno medio mensile di un promotore finanziario. E così Orso abbandona i suoi interessi e le sue passioni per lavorare nel 1986 per una delle società che ha scritto la storia del risparmio gestito in Italia. Orso spiega questa scelta con il desiderio di diventare “come gli altri mi avrebbero voluto”. Vince quindi sulle sue mille perplessità “l’ambizione personale, il non recare dispiacere ai genitori, il giudizio degli altri”.

Sceglie una professione ritenuta solida e sicura, di cui sa poco o nulla. Per carattere è competitivo “Avevo sempre cercato di essere il ‘primo’, il ‘migliore”. E anche nel lavoro di promotore finanziario non si risparmia.
...

Continua a leggere la storia di FEDERICO ORSO su MoneyReport.it

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

Guide Lavoro

Cosa è il Durc e a chi serve

Il Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva), serve ad attestare la regolarità dei versamenti dovuti a Inps e Inail

da

ABCRisparmio

Cosa è e a cosa serve l'Isee

Cosa è e a cosa serve l'Isee

L’Isee è una sorta di "carta di identità" economica in base alla quale la pubblica amministrazione valuta se un cittadino ha diritto o meno a determinate prestazioni o agevolazioni Continua »