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Pictet, nuove idee di investimento

In particolare, i gestori consigliano di sovrappesare il settore azionario, rispetto a quello obbligazionario. Modificati anche i pesi delle aree geografiche

di Edoardo Fagnani 24 nov 2010 ore 16:46
I gestori di Pictet hanno apportato numerose variazioni alla propria strategia di investimento, dopo i numerosi eventi dei primi giorni di novembre: elezioni statunitense di metà-mandato, decisioni FED e di altre Banche Centrali, G20 a Seul.

Da un estratto della “Nota di Strategia di Pictet Funds” datata 15 novembre 2010, Andrea Delitala e Marco Piersimoni, Investment Advisory di Pictet Funds, hanno ricordato che la Fed ha inaugurato la nuova fase di espansione quantitativa della moneta attraverso 600 miliardi di dollari di acquisti netti di titoli di stato da qui a giugno. Secondo i due gestori, i canali di trasmissione della politica monetaria tradizionale sono inefficaci, ma le nuove mosse mirano a sostenere la crescita reale o il livello generale dei prezzi per altre vie: tassi reali negativi, sostegno dei corsi azionari e un dollaro debole che sostenga l’export. Andrea Delitala e Marco Piersimoni hanno segnalato che le nuove misure i espansione quantitativa avranno un impatto equivalente a quello che avrebbe un taglio di 50-75 punti base nei tassi di interesse circa pari al calo (reversibile) dei rendimenti reali dovuto alla risalita delle aspettative d’inflazione.
Per contro i due gestori hanno segnalato che la BCE continua a riassorbire liquidità, scelta diametralmente opposta a quella della Fed. Inoltre, la discussione sul Patto di Stabilità e Crescita prosegue, ma sembra esclusa l’introduzione di meccanismi sanzionatori automatici, preferiti invece da Trichet. Da non trascurare la volontà tedesca di far partecipare il settore privato a eventuali ristrutturazioni del debito di partner dell’Unione Europea.
Andrea Delitala e Marco Piersimoni hanno evidenziato che, con i sussulti della legislatura italiana questa situazione ha provocato una ricaduta delle obbligazioni governative dei Paesi periferici. La BCE è probabilmente intervenuta e i ministri finanziari hanno portato un po’ di sollievo, ribadendo che il piano di salvataggio non si tocca sino al 2013.

Sulla base di queste indicazioni, Andrea Delitala e Marco Piersimoni hanno apportato importanti modifiche alla propria strategia di investimento. In particolare, i gestori consigliano di sovrappesare il settore azionario, rispetto a quello obbligazionario.
Più nel dettaglio, a livello azionario i due esperti hanno cambiato i pesi dell’asset allocation a livello settoriale. I gestori hanno diminuito il peso dei beni di prima necessità e del settore informatico, che diventano neutrali, al pari di energia e telecomunicazioni. Quest’ultimo, in precedenza era da sottopesare. Andrea Delitala e Marco Piersimoni hanno aumentato il peso dei materiali di base, ora da sovrappesare insieme al settore dei beni voluttuari e degli industriali. Restano da sottopesare, invece, il settore delle utilities, del comparto finanziario e del settore farmaceutico. I due gestori hanno modificato il peso delle aree geografiche, tutte da sovrappesare, ad eccezione del Giappone, considerato da sottopesare.
Delitala e Piersimoni hanno apportato qualche modifica a livello obbligazionario, riducendo la durata finanziaria dei bond. I due gestori restano neutrali sui titoli indicizzati all’inflazione (20% del reddito fisso), mentre hanno confermato il sovrappeso sul Debito dei Paesi Emergenti e sui titoli speculativi denominati in dollari.


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