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Pensioni pubbliche insufficienti, ma troppo pochi ricorrono alla previdenza complementare

Gli italiani confidano troppo nella previdenza pubblica obbligatoria e ricorrono quindi troppo poco alla previdenza complementare facoltativa

di Redazione Soldionline 30 ott 2020 ore 16:40

fondi-pensioneGli italiani confidano troppo nella previdenza pubblica obbligatoria e ricorrono quindi troppo poco alla previdenza complementare facoltativa. Sono queste le conclusioni cui approda un progetto di ricerca che Moneyfarm, società di gestione del risparmio con approccio digitale, ha svolto in collaborazione con Progetica, società indipendente specializzata in educazione e pianificazione finanziaria, assicurativa e previdenziale. I risultati della ricerca sono stati presentati in occasione dell’evento “PENSION: (IM)POSSIBLE Come centrare l’obiettivo della pensione”, tenutosi martedì 27 ottobre all’interno del calendario del mese di educazione finanziaria #OttobreEdufin2020.

 

La pensione ordinaria sarà sempre più bassa

Analizzando, anche sulla base di dati esclusivi Progetica, un campione pari a poco più del 5% della popolazione nazionale e costituito da italiani suddivisi in 8 profili in base a data di nascita (1960, 1970, 1980 e 1990) ed anno in cui andranno in pensione (tra il 2027 e il 2062), lo studio ha evidenziato che milioni di lavoratori dipendenti avranno una pensione pari a metà dello stipendio, anche nel caso (oggi tutt’altro che scontato) in cui lavorino senza interruzioni per almeno 25 anni. Mediamente, la pensione sarà di 1.337 euro netti al mese, ma per le lavoratrici dipendenti potrà essere anche inferiore di un quinto rispetto a quella dei lavoratori dipendenti uomini. E pensioni più basse rispetto alla media devono attendersi anche coloro che svolgono lavoro autonomo o sono disoccupati. Tutto questo, va sottolineato, a condizione che le norme in tema di previdenza (che fissano età pensionabile e criteri di calcolo di contributi e assegni mensili) non subiscano variazioni rispetto ad oggi.

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Figura 1 – Stime pensione pubblica


La previdenza complementare resta poco praticata

Ad oggi solo il 35% dei lavoratori dipendenti ha deciso di destinare il proprio Tfr a una forma di previdenza integrativa. Complessivamente, solo 23 italiani su 100 stanno versando in previdenza integrativa. In sostanza, poco meno di un italiano su 4 sta pensando al proprio futuro pensionistico e anche tra coloro che se ne preoccupano si registrano numerosi casi (2 milioni e 179.285 a fine 2019) di silenti, ossia di persone che hanno un fondo pensione ma che hanno smesso di versare. Secondo la ricerca, la pensione integrativa garantirà in media 371 euro netti al mese ai futuri pensionati, che diventano 423 per gli uomini e 320 per le donne (con un divario del 32%). Naturalmente, quanto prima si inizia a versare i contributi tanto più a lungo li si verserà prima di smettere di lavorare e tanto maggiore sarà l’integrazione che si riceverà. Gli uomini trentenni di oggi che hanno già iniziato a contribuire potranno ottenere 765 euro netti al mese, stima la ricerca. Ma solo il 25% dei giovani lavoratori e il 20% delle giovani lavoratrici ha oggi un fondo pensione. In linea di massima, infatti, chi usufruisce di fondi di pensione integrativa è una persona che si è iscritta quando aveva già una certa anzianità lavorativa, versa poco, con un basso rischio e alla fine preferisce avere un capitale. Nel dettaglio l’aderente medio è maschio (al 62%), ha 46 anni, versa 225 euro al mese, finora ha messo da parte 22.400 euro e al termine preferisce riscattare l’intero capitale. Gli uomini versano 237 euro al mese contro i 192 delle donne mentre sia per lui che per lei il contributo medio sale col crescere dell’età e quindi delle disponibilità economiche.

 

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Focalizzandosi sui 3 milioni e 251.626 di italiani (inclusi anche gli inattivi e i disoccupati) presi a campione dell’indagine, l’analisi conclude che quanti hanno affiancato un fondo pensione alla previdenza obbligatoria (solo il 14% del campione) potrà arrivare a percepire complessivamente 1.708 euro netti al mese contro i 1.337 di quanti (il 30% del campione) si affidano alla sola previdenza pubblica obbligatoria. Accanto a queste 2 categorie, vi sono poi una quota di inoccupati (il 9% del campione) che potrebbe avere un fondo pensione, ma probabilmente ha smesso di versare ed un residuo 47% di persone che potrà sostenersi solamente con pensioni già in erogazione o con altre forme assistenziali.

 

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Figura 2 – Stime pensione pubblica e integrativa


Moneyfarm lancia un portale di consulenza previdenziale
I dati sopra riportati costituiscono la premessa in base alla quale Moneyfarm ha lanciato il portale www.missionepensione.com attraverso il quale fornirà consulenza previdenziale gratuita a chiunque sia interessato.

 

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

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