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Outperformance delle azioni europee

Abbiamo assunto un atteggiamento più positivo sull’Europa a fronte del miglioramento della dinamica economica e della sua valutazione ancora interessante, ma riduciamo la ponderazione del Giappone a neutrale

di Redazione Soldionline 1 nov 2013 ore 10:44

Articolo a cura di Credit Suisse

I mercati azionari si scrollano di dosso l’incertezza politica
L’attenzione dei mercati nella prima metà del mese è stata chiaramente incentrata sul braccio di ferro politico negli USA. Tuttavia, nonostante tutta quest’attenzione, da inizio mese la gran parte dei principali indici azionari ha registrato una crescita. L’MSCI World Index ha evidenziato un rialzo del 4,2%, mentre l’MSCI Emerging Markets Index ha registrato un incremento del 4,4% (chiusura del 24 ottobre). Tuttavia, a seguito di questa solida reazione dei prezzi, prevediamo che sui mercati ci sarà una pausa. Con ogni probabilità la volatilità aumenterà da questo livello poiché i rischi politici e le discussioni sul ridimensionamento resteranno un elemento centrale nei prossimi mesi. I rischi fiscali negli USA sono stati semplicemente allontanati, e permangono le incertezze circa il momento di avvio del ridimensionamento della Fed. Di conseguenza, il mercato potrebbe assumere un atteggiamento del tipo «le buone notizie sono cattive notizie». La solidità dei dati macroeconomici potrebbe determinare un ridimensionamento prima del previsto, il che probabilmente risulterebbe in reazioni negative sui mercati azionari. Pertanto ribadiamo la nostra sottoponderazione tattica nelle azioni.

Restano intatte le problematiche strutturali
Andando oltre il breve termine, la situazione strutturale per le azioni resta favorevole. Le valutazioni, seppur meno interessanti rispetto a inizio anno, restano convincenti, in particolare in rapporto ad altre classi di asset. Anche ora sussiste uno spazio di manovra per un’ulteriore compressione del premio di rischio azionario, mentre questa classe d’investimento resta presente in pochi portafogli. In un quadro caratterizzato da un miglioramento della crescita, con ogni probabilità le azioni registreranno un’outperformance. Inoltre, vista ancora la flessione su una parte consistente del mercato del lavoro a livello globale, le prospettive dell’inflazione restano attenuate e le banche centrali possono permettersi di proseguire costose politiche monetarie. Ciononostante, prospettive cicliche e finanziarie più normali significheranno a un certo punto anche un ritorno a un quadro di rendimenti più normale. Le azioni certamente non saranno del tutto immuni dalle previsioni di maggiori rendimenti. Ma l’elemento importante è che la performance azionaria generalmente resta positiva in un quadro di rendimenti in rialzo, poiché un incremento dei tassi di sconto di solido coincide con un miglioramento delle prospettive per gli utili. Ciò per via di un miglioramento delle prospettive economiche. In questo quadro, il nostro giudizio strategico sulle azioni resta positivo.

A livello tattico più positivi sull’Europa, meno sul Giappone
Da una prospettiva regionale, abbiamo assunto un atteggiamento più positivo sull’Europa. Gli indicatori anticipatori segnalano un ritorno alla crescita, e un miglioramento delle dinamica economica dovrebbe a sua volta tradursi in un rialzo degli utili, andando quindi a sostenere le azioni europee. Pur essendo ancora positivi sul Giappone sul più lungo termine, a livello tattico abbiamo assunto un atteggiamento più prudente, ridimensionando il paese a neutrale. Molte delle buone notizie trovano già riflesso nei prezzi delle azioni e rileviamo che gli indicatori economici rispetto alle previsioni hanno perso la propria dinamica. A livello settoriale, siamo diventati più prudenti per quanto riguarda il settore dei beni di consumo ciclici, che portiamo a sottopesato. Assumiamo inoltre un atteggiamento più positivo in riferimento ai beni di consumo non ciclici, che promuoviamo a neutrali. Le valutazioni relative del primo settore appaiono estese. Tuttavia esso mostra anche livelli di ipercomprato, ed è quindi richiesta una pausa. Di contro, i beni di consumo non ciclici sono rimasti indietro, e le valutazioni relative si sono normalizzate.

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