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Novità su Lehman e Class Action

Osservatorio bond particolarmente ricco questa settimana. Da non trascurare neppure General Motors.

di Edoardo Fagnani 10 lug 2009 ore 11:02
Gentili lettori,
per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.


Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:




Lehman Brothers
Il Sole 24 Ore di domenica 5 luglio ha riportato la notizia che le banche italiane hanno ottenuto da Alvarez&Marsal, l’amministratore di Lehman Brothers, la possibilità di registrare i crediti dell’ex colosso bancario statunitense in nome dei propri clienti. Gli istituti italiani hanno trovato il supporto di Barclays, Deutsche Bank e Citibank. La data ultima per la registrazione è fissata per il 2 novembre e potrebbe essere applicata la regola del silenzio assenso, iscrivendo al passivo tutti quanti non rinunceranno formalmente alla proposta.
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di mercoledì 8 luglio, i primi rimborsi per i bond di Lehman Brothers potrebbero iniziare non prima di due anni e potrebbero proseguire anche fino a cinque anni per soddisfare tutte le richieste. Il quotidiano finanziario ha scritto che il valore delle obbligazioni dell’ex colosso bancario statunitense è raddoppiato negli ultimi sei mesi. In pratica un bond emesso da Lehman Brothers al momento della richiesta del Chapter11 valeva 8 centesimi, mentre ora si trova mediamente a 15. Per i titoli a capitale garantito emessi dalla controllata olandese Lehman Treasury Co. le quotazioni al mercato non regolamentato sfiorano i 25 centesimi. Lo stesso quotidiano ha riportato i dettagli del piano allo studio della società che gestisce le attività di Alvarez&Marsal. La società punta a convogliare le attività destinate al rimborso dei creditori in una nuova azienda, in modo da liquidare gli stessi creditori con le azioni di questa società. La nuova azienda dovrebbe essere quotata, anche se lo sbarco in borsa non è previsto prima della seconda metà del 2010. 
Sulla situazione di Lehman Brothers Il Sole 24 Ore di giovedì 9 luglio ha intervistato l’attuale amministratore della compagnia, Bryan Marsal. Il manager ha ricordato che i rimborsi ai creditori non arriveranno prima di tre anni precisando che le risorse destinate a questo scopo arriveranno dalla cassa, dalla vendita delle attività illiquide e dalla compensazione tra voci di credito e debito tra le varie aziende del gruppo. Inoltre, ulteriore liquidità potrebbe arrivare dai contenziosi avviati con alcuni colossi bancari internazionali, tra cui Barclays, Bank of America e Jp Morgan. L’ammontare di queste cause si aggirerebbe nell’ordine di svariati miliardi di dollari. Bryan Marsal ha ricordato che per gli ex azionisti di Lehman Brothers, tra cui gli ex dipendenti della banca, non ci sarà alcun rimborso. Lo stesso quotidiano finanziario ha scritto che l’assemblea dei creditori di Lehman Brothers ha stimato in 50 miliardi di dollari le attività del gruppo da utilizzare per un primo rimborso ai creditori.
Anche La Repubblica di giovedì 9 luglio ha analizzato la situazione di Lehman Brothers, il colosso americano finito in amministrazione straordinaria sull'onda del più grande crac di sempre. In questi mesi, però, il Chapter 11 sembra essere andato nel migliore dei modi. E gli attivi inesigibili, che a metà settembre 2008 erano 639 miliardi di dollari, sono diventati circa 250 miliardi. Sulla base di questi dati le aspettative di rimborso delle obbligazioni stanno salendo sempre di più.
Il Sole 24 Ore di venerdì 10 luglio ha analizzato la situazione finanziaria di Lehman Brothers. Dopo la riunione dei creditori dell’ex colosso bancario è emerso che il valore delle attività più difficili da liquidare varia dai 37 miliardi ai 58 miliardi di dollari, al di sotto degli 80 miliardi stimati a gennaio. La cassa invece, dovrebbe ammontare a 12 miliardi di dollari, ben oltre i 3,5 miliardi stimati in occasione del default dell’istituto. Tuttavia, restano da valutare i pegni scritti da Jp Morgan, Citibank e Bank of America a fronte dei crediti di Lehman Brothers. Il Sole 24 Ore e MF hanno riportato anche le indicazioni degli avvocati dello studio SGE sulla procedura che gli obbligazionisti dovranno seguire per iscriversi al passivo di Lehman Brothers. Gli avvocati hanno ribadito la necessità della registrazione e hanno ricordato che il 17 luglio il gruppo bancario statunitense dovrà pubblicare l’elenco delle obbligazioni emesse in ambito europeo. Chi avesse i bond all’interno di questo elenco avrà tempo fino al 2 novembre per registrare il credito, mentre i possessori di obbligazioni al di fuori della lista dovrà registrarsi entro i 22 settembre.
MF di venerdì 10 luglio ha scritto che la vicenda del fallimento di Lehman Brothers ha fatto ricchi gli avvocati e io consulenti finanziari che hanno seguito la vicenda. In nove mesi di lavoro l’ammontare delle parcelle è stato di 260 milioni di dollari. In particolare, l’attuale amministratore Alvarez&Marsal ha richiesto un pagamento di 115 milioni.

Risparmio tradito
Il Sole 24 Ore di venerdì 10 luglio ha riportato la notizia che il Senato ha approvato la normativa sulla class action, anche se con alcune modifiche rispetto al testo originale. In particolare, anche i singoli consumatori in grado di aggregare interessi di un gruppo omogeneo potranno agire collettivamente in giudizio. In precedenza, l’avvio della class action era riservato solo alle associazioni dei consumatori e a comitati spontanei. Inoltre, la nuova normativa sulla class action, che sarà introdotta dal gennaio del 2010, prevede che l’azione collettiva possa essere presentata solo in alcuni tribunali.
Il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, si è mostrato favorevole all’applicazione retroattiva della normativa della class action. In questo modo anche i crack di Parmalat, Cirio e Repubblica Argentina potrebbero rientrare nella casistica dell’azione collettiva.
Il Corriere della Sera di venerdì 10 luglio ha riportato uno stralcio del decreto Alitalia approvato nell’ottobre del 2008 relativo alle polizze vita, che ha esteso la disciplina applicata ai “conti dormienti”. Secondo la normativa chi non reclama le polizze entro due anni dalla scadenza o dalla morte dell’intestatario perde tutti i soldi. Gli importi non riscossi finiranno nel fondo per le vittime delle frodi finanziarie (crack Parmalat, Cirio, …). Le associazioni dei consumatori hanno contestato questa normativa e hanno chiesto un incontro urgente al governo per valutare alternative. Le associazioni fanno notare che alcune compagnie assicurative non segnalano questo rischio ai propri assistiti.

General Motors – Ford
Secondo alcune indiscrezioni il gruppo automobilistico cinese Beijing Automotive avrebbe presentato un'offerta non vincolante per rilevare il controllo di Opel, la società tedesca controllata da General Motors. Il colosso automobilistico statunitense non ha commentato queste voci.
Secondo altre indiscrezioni riportate dalla stampa tedesca General Motors non avrebbe esercitato l’opzione per il riacquisto di Opel. Di conseguenza, Magna, a meno di sorprese, avrebbe la strada spianata per rilevare il controllo del gruppo tedesco.
Il Sole 24 Ore di sabato 4 luglio ha scritto che il governo britannico è pronto a sostenere finanziariamente il progetto di integrazione tra Magna e Opel, con l’obiettivo di salvare Vauxhall, marchio inglese di General Motors.
Il tribunale fallimentare di New York ha dato il via libera a General Motors per la cessione delle attività strategiche a una nuova società controllata dal governo statunitense. Si fa in discesa, quindi, la strada per l’uscita del colosso automobilistico dalla procedura del Chapter11.
Dal governo statunitense hanno fatto sapere che i restanti 20 miliardi di dollari, relativi al finanziamento concesso a General Motors, saranno liquidati entro la fine del 2009.
Il Sole 24 Ore di martedì 7 luglio ha analizzato come sarà la nuova General Motors, che ha ottenuto il via libera dal Tribunale Fallimentare. I piani prevedono la rapida cessione delle migliori attività targate General Motors ad una società che sarà controllata dal Tesoro e che vedrà il sindacato ricevere una quota di minoranza. Il 61% del capitale andrà al Tesoro americano, il 12% a quello canadese e il 17,5% al sindacato Uaw. Così, se non ci saranno ulteriori ritardi o intoppi, General Motors potrebbe emergere dall'amministrazione controllata entro la fine del mese.
Secondo quanto riportato su Il Sole 24 Ore di mercoledì 8 luglio la cinese Baic avrebbe pronta un'offerta per la tedesca Opel. Un'offerta che mira a produrre entro il 2015 almeno 500mila automobili del marchio controllato da General Motors, con un investimento di 1,4 miliardi di euro. Il produttore cinese sfida così la svedese Magna, che gode ancora dello status di favorita. Nell'ambito dell'offerta anche una serie di tagli, pari a poco più di 7.500 posti (di cui 3mila in Germania e 2.500 in Belgio).
MF e Il Sole 24 Ore di venerdì 10 luglio hanno focalizzato l’attenzione sulla situazione di General Motors. MF ha evidenziato che le passività della compagnia nata dalle ceneri dell’ex colosso automobilistico ammontano a 48 miliardi di dollari, contro i 176 miliardi della vecchia società. Inoltre, MF ha evidenziato che il giudice distrettuale di New York, Lewis Kaplan, ha respinto alcune richieste per bloccare l’uscita di General Moros dallo stato di amministrazione straordinaria. Di conseguenza, il Chapter11 per il gruppo automobilistico avrebbe le ore contate. Unica nota stonata sono le vendite di General Motors in Europa, che nel secondo trimestre del 2009 hanno subito una contrazione del 20%. Sempre MF ha scritto che Rick Wagoner, ex numero uno di General Motors prima della bancarotta dovrebbe ricevere una liquidazione di 20 milioni di dollari.
Si complica la partita su Opel. Il Sole 24 Ore e MF di venerdì 10 luglio hanno riportato la notizia che i sindacati tedeschi hanno bocciato le proposte elaborate da Magna sulla società europea. Di conseguenza, potrebbe slittare il termine del 15 luglio per la ratifica dell’accordo. MF ha scritto che i sindacati tedeschi ritengono più plausibile l’alternativa proposta dal il gruppo automobilistico cinese Beijing Automotive.

Alitalia
I vertici della Federconsumatori hanno dichiarato che il rimborso al 70% per gli obbligazionisti Alitalia è un buon risultato, anche se non completamente soddisfacente. L’associazione punta a incrementare ulteriormente i rimborsi, portandoli ai livelli dell’offerta presentata da AirFrance-KLM. Inoltre, Federconsumatori sta valutando la possibilità di valutare eventuali responsabilità degli intermediari finanziari e consigliano ai loro iscritti di raccogliere tutta la documentazione relativa all’acquisto dei titoli.
Nel decreto legge varato dal consiglio dei ministri è stata stanziata una somma aggiuntiva di 230 milioni di euro per il rimborso degli obbligazionisti e degli azionisti di Alitalia.
Secondo quanto scritto su Plus, l’inserto settimanale del quotidiano Il Sole 24 Ore, il decreto legislativo che ha migliorato il risarcimento agli obbligazionisti di Alitalia contiene anche un norma che toglie la responsabilità su come lo Stato gestisce le proprie attività, quindi anche la compagnia aerea, in quanto prima dell’arrivo di Cai l’azionista di riferimento della società era il ministero dell’Economia e delle Finanze.
Affari&Finanza, l’inserto del lunedì del quotidiano La Repubblica, ha riportato un’analisi di Beppe Scienza sulla proposta di rimborso agli obbligazionisti di Alitalia, confrontata con la proposta messa sul piatto da AirFrance-KLM prima dell’arrivo di Cai. Secondo Scienza la proposta della compagnia aerea francese, elaborata sotto il governo Prodi, avrebbe garantito un rimborso superiore del 70% rispetto alla soluzione proposta da Tremonti. Inoltre, Beppe Scienza ritiene che abbiano fatto un buon affare colore che hanno acquistato le obbligazioni di Alitalia nel 2004, quando il loro prezzo era sceso sotto i 70 euro. I dettagli del confronto tra le due proposte si trovano sul sito Internet personale di Beppe Scienza (www.beppescienza.it). 
Il numero di IntesaSanpaolo, Corrado passera, ha ribadito che i risultati della nuova Alitalia sono in linea con gli obiettivi e ha precisato che in sei mesi era impossibile recuperare gli errori commessi negli ultimi 30 anni.
Il Sole 24 Ore di mercoledì 8 luglio ha scritto che nei prossimi giorni il gruppo Marcegaglia potrebbe formalizzare l’uscita dall’azionariato di Alitalia-Cai. Al momento, non è ancora stato deciso chi sarà l’acquirente di questa partecipazione.
L’ex numero uno di Alitalia, Francesco Mengozzi, è stato interrogato dalla procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della compagnia aerea dopo il 2000. Gli avvocati di Mengozzi hanno messo l’accento sul fatto che durante la gestione dell’ex manager le perdite di Alitalia si sono ridotte.
Il Corriere della Sera di venerdì 10 luglio, in un commento a margine della sezione economica, ha riportato i dettagli del piano di rimborso degli obbligazionisti di Alitalia, ricordando che l’offerta prevede uno scambio con titoli di stato italiano e la rinuncia a tutte le pretese sui titoli emessi dalla compagnia aerea. Il quotidiano ricorda che le richieste dovranno essere fatte pervenire tra luglio e agosto.

Parmalat
Parmalat e Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio hanno raggiunto alcuni accordi transattivi per la definizione del contenzioso in essere riferibile al periodo antecedente la dichiarazione di insolvenza del gruppo di Collecchio nel dicembre del 2003. Per effetto di tali accordi, l'istituto corrisponderà a Parmalat l’importo di 4,2 milioni di euro, a fronte della rinuncia da parte della società alimentare all’azione revocatoria già promossa e a qualsiasi azione o pretesa nei confronti di Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio. A sua volta l'istituto rinuncia ad insinuarsi al passivo delle società in Amministrazione Straordinaria interessate dalla proposta di Concordato.
La Consob ha comunicato che il 26 giugno Goldman Sachs AM ha limato la quota detenuta nel gruppo di Collecchio, portandola al 4,927%. La partecipazione figura a titolo di possesso per gestione del risparmio. Il colosso statunitense era accreditato del 5,084% del capitale sociale di Parmalat.

Piaggio
Nel corso della presentazione dei dettagli del piano industriale per il periodo 2009/2012, i vertici di Piaggio prevedono un miglioramento del giudizio di Moody’s sul rating dell’azienda. Inoltre, il management ha precisato che le cedole future saranno legate all’andamento dell’utile realizzato ogni esercizio. 
Dopo la presentazione del piano industriale per il periodo 2009/2012, gli analisti di Exane hanno migliorato il prezzo obiettivo sulla società motociclistica, portandolo da 1,2 euro a 1,4 euro. Gli esperti hanno confermato il giudizio “neutrale” ma hanno migliorato le stime sulla redditività per il biennio 2009/2010. Equita sim ha ribadito l’indicazione di acquisto, ma ha anticipato che migliorerà le stime finanziare di Piaggio, in seguito ai nuovi target forniti dall’azienda.

Safilo
L’agenzia S&P ha tagliato a Selected Default il rating sul debito a lungo termine di Safilo, nonostante l’accordo raggiunto con gli istituti di credito per il pagamento di una rata del debito. Gli analisti, quindi, ritengono molto probabile il default dell’azienda. Gli esperti hanno confermato a “C” il giudizio sul bond da 195 milioni di euro. S&P ritiene che in caso di default di Safilo, il tasso di recupero dei crediti si potrebbe aggirare tra il 10% e il 30% del valore degli stessi.
Sulla stessa lunghezza d’onda Moody’s. L’agenzia ha tagliato a “CAA3” il rating sul debito di Safilo, ritenendo altamente probabile il default della società. Gli analisti hanno peggiorato a “C” il giudizio sul bond da 195 milioni di euro. Le prospettive per i prossimi trimestri restano stabili.
Intanto, secondo alcune indiscrezioni di agenzia, l’accordo per la cessione del 30% del capitale di Safilo dovrebbe essere raggiunto entro la fine di luglio.
Secondo quanto riportato da Finanza&Mercati di martedì 7 luglio la Guardia di Finanza avrebbe aperto un fascicolo su Safilo, con l’accusa di contraffazione.

It Holding
Il Sole 24 Ore di sabato 4 luglio ha riportato la notizia che il tribunale di Isernia ha decretato lo stato di insolvenza per Made in Ferrè e Gianfranco Ferrè Manufacturing, due società del gruppo It Holding.
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di mercoledì 8 luglio John Galliano starebbe rinnovando in anticipo la licenza con Ittierre, società del gruppo It Holding in amministrazione controllata. Secondo gli analisti questa attività garantirebbe introiti per 40 milioni di euro l’anno.
Intanto, secondo alcune indiscrezioni, sarebbero state depositate 7mila richieste per insinuarsi al passivo delle 15 società del gruppo It Holding finite in amministrazione straordinaria. La prima udienza per la verifica del passivo è stata fissata per l’8 luglio. Le prime indicazioni segnalano un passivo di 600 milioni di euro.

Wind
I creditori di Wind Telecomunicazioni hanno dato il via libera al rimborso anticipato del prestito obbligazionario da 2,1 miliardi di euro, in scadenza a fine 2011. La copertura del rimborso arriverà dall’emissione del nuovo bond da 2,7 miliardi di euro annunciata la scorsa settimana.
Il Sole 24 Ore di venerdì 10 luglio ha scritto che Alessandro Benedetti e Naguib Sawiris sarebbero interessati a presentare appello contro la sentenza della corte di Londra, che aveva riconosciuto un indennizzo di 75 milioni di euro al finanziere italiano, nell’ambito delle trattative che avevano portato una quota di Wind da Enel a Weather Investments, la holding di Sawiris.

Snia
Snia ha comunicato che la controllata Caffaro srl in liquidazione ha ricevuto un’offerta irrevocabile per l’acquisto delle aree e degli immobili di proprietà a Torviscosa (Udine), Brescia e Colleferro (Roma), che prevede l’accollo da parte dell’acquirente di tutti gli oneri di bonifica e messa in sicurezza dei siti. L’offerta sarà vagliata dal liquidatore di Caffaro srl.
Intanto, MF di giovedì 9 luglio ha scritto che i revisori stanno analizzando con attenzione il bilancio di Snia, accendendo un faro su un contenzioso in corso con il ministero dell’Ambiente, in quanto non avrebbe effettuato alcun accantonamento per eventuali danni ambientali relativi alle controllate Caffaro e Caffaro Chimica.


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