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Rassegna stampa economico-finanziaria del 26 aprile 2019

di Edoardo Fagnani 26 apr 2019 ore 07:29 Le news sul tuo Smartphone

Il petrolio non ferma la corsa: il Brent torna ai massimi da ottobre (Il Sole24Ore)

Il Sole24Ore ha analizzato il recente rally del petrolio, in particolare delle quotazioni del brent, che ieri è arrivato a sfiorare i 75 dollari al barile, ritornando ai livelli toccati nel mese di ottobre. Il quotidiano finanziario ha spiegato che l’attuale fiammata del petrolio deriva dalla decisione degli Stati Uniti “di non rinnovare alcuna delle esenzioni all'import di greggio iraniano finora concesse a otto paesi, tra i quali l'Italia”. Questa decisione si somma alle crisi politiche in Venezuela, Libia e Nigeria, tre grossi paesi produttori di petrolio. Ma la corsa del prezzo del petrolio potrebbe non essere arrivata a termine. Il Sole24Ore ha riportato le indicazioni di alcuni analisti, che hanno segnalato una soglia critica a 76-78 dollari al barile per il brent: secondo gli esperti il superamento di questi livelli potrebbe aprire ulteriori spazi di crescita fino a oltre 80 dollari al barile.

 

Ora Linkem pensa allo sbarco in Piazza Affari (MF)

MF ha riportato la notizia che Linkem, azienda attiva nel settore della banda larga wireless, starebbe valutando la possibilità di quotarsi a Piazza Affari. Secondo il quotidiano finanziario nelle ultime settimane alcune banche d’affari italiane avrebbero iniziato a esaminare il dossier della quotazione, sulla spinta dei fondi di investimenti azionisti della società, in particolare del colosso statunitense BlackRock. MF ha ricordato che “gli investitori internazionali sono entrati in scena due anni fa con la sottoscrizione di un aumento di capitale da 100 milioni che ha comportata una valutazione complessiva dell'azienda vicina ai 700 milioni”. Con la quotazione, quindi, i soci finanziari potrebbero monetizzare una quota dell’investimento.

 

Alitalia, il governo a caccia di 300 milioni. Pressing su Atlantia (Corriere della Sera)

Il Corriere della Sera è tornato sulla questione del rilancio di Alitalia, ricordando che mancano ancora quattro giorni alla scadenza per presentare le offerte vincolanti ai commissari della compagnia aerea. Il quotidiano ha segnalato che non si è ancora completata la nuova società, composta da azionisti pubblici e privati, che dovrebbe prendere il controllo di Alitalia. In particolare, resta da capire il ruolo di Delta Air Lines, disposta a investire 100 milioni di euro per una quota del 15% del capotale. Il colosso statunitense andrebbe ad affiancare Ferrovie dello Stato in qualità di partner industriale; quest’ultima sarebbe “pronta ad investire circa 260-270 milioni per il 30% della nuova Alitalia”. Secondo il Corriere della Sera anche “Atlantia, la capogruppo di Autostrade per l’Italia e degli Aeroporti di Roma, possa partecipare all’operazione”.

 

Salta la fusione Deutsche-Commerz “Pochi benefici per il sistema tedesco” (La Repubblica)

La Repubblica ha riportato la notizia che i vertici di Deutsche Bank e Commerzbank hanno deciso di interrompere i negoziati relativi al progetto di fusione tra i due colossi bancari tedeschi. I manager delle due banche hanno evidenziato che l’operazione non avrebbe portato benefici sia agli azionisti che alla clientela. Secondo La Repubblica l’amministratore delegato di Deutsche Bank sarebbe stato quello più scettico sulla fusione, tanto che il manager avrebbe già cercato progetti alternativi per il rilancio della banca. A questo punto, per Commerzbank potrebbero riaprirsi ipotesi già circolate nelle scorse settimane. La Repubblica ha ricordato che “almeno tre banche aspirerebbero a conquistare l’istituto di Francoforte: Ing, Bnp Paribas e l’italiana Unicredit”.

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