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Rassegna stampa economica del 28 ottobre 2016

di Mauro Introzzi 28 ott 2016 ore 07:21 Le news sul tuo Smartphone

Vicenza e Veneto Banca, via al vertice sulla fusione (Il Sole24Ore)

Il quotidiano economico scrive che oggi, a Milano, si terrà un incontro tra i presidenti di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca e Alessandro Penati, numero uno del Fondo Atlante, l’azionista di entrambe le banche. L’oggetto della discussione sarà la possibile fusione tra le due realtà e il vertice - secondo quanto scrive Il Sole24Ore - dovrebbe servire anzitutto a incardinare l’operazione di consolidamento e a concordarne la road map. L’obiettivo finale, se tutto filasse liscio, sarebbe quello di poter mettere in cantiere la fusione nel 2017, forse già nel primo semestre. 

Uno dei temi trattati dovrebbe essere quello relativo al taglio dei costi sul fronte occupazionale.

 

Visco: avanti tutta su fusioni e npl (MF)

Il quotidiano finanziario riprende le parole del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenuto alla 92esima Giornata Mondiale del Risparmio organizzata dall’Acri a Roma. Il numero uno di via Nazionale caldeggia altre aggregazioni come quella tra la Popolare di Milano e il Banco Popolare che creerà BancoBpm, la terza banca italiana.

Per Visco il consolidamento migliorerà stabilità ed efficienza del sistema.

Gli istituti, impegnati in questo periodo a ridurre il peso dei crediti deteriorati in portafoglio, devono lavorare intensamente anche per tagliare i costi e accrescere la redditività, diversificando le fonti di ricavo e adeguando il proprio modello di business a un mercato che è profondamente cambiato sotto la spinta dell’evoluzione tecnologica e delle riforme regolamentari. 

 

Il caso dei 400 milioni di bond Montepaschi nel portafoglio Generali (Corriere della Sera)

Il quotidiano scrive che si sta iniziando a delineare la mappa dei bondholder delle obbligazioni di Monte dei Paschi di Siena, in particolare degli investitori istituzionali che hanno in mano circa 2,5 miliardi di euro di subordinati. Si tratta di poco più della metà delle emissioni, considerando che altri 2,1 miliardi sono in mano ai risparmiatori retail. 

Tra i maggiori investitori ci sarebbe Generali che, nel tempo, avrebbe accumulato poco più di 400 milioni lordi di bond. Una quota che se convertita potrebbe rendere Generali uno dei grandi soci della banca senese. Il Leone di Trieste non avrebbe ancora deciso se convertire o tenere i titoli, in attesa di vedere le condizioni.


Mal di referendum per Atlante 2: nel fondo pochi soldi e molti guai (La Repubblica)

Il quotidiano mette sotto la lente il Fondo Atlante 2, lo strumento nato per aiutare le banche italiane. Il fondo, nato in primavera per aiutare le banche italiane più fragili, “ha vissuto sei mesi intensi e ora ha il fiatone”. La Repubblica riporta le parole pronunciate da Giuseppe Guzzetti durante la 92° Giornata del risparmio. Il banchiere ha dichiarato che “il contenuto numero di adesioni rischia di vanificare in larga misura lo scopo per cui Atlante è nato: non solo strumento per governare alcune emergenze, ma intervento per creare un vero mercato dei crediti deteriorati”.

Ma il primo closing del fondo 2, annunciato per fine settembre con 2,5-3 miliardi in cassa, è stato rinviato due volte perché la colletta di denaro reale è di soli 200 milioni, da Poste Vita. Oltre a Poste e ad Atlante 1, che girerà al 2 tra 800 milioni e un miliardo della raccolta, è stato trasferito il residuo della Sga in capo al Tesoro (400 milioni rimasti nella vecchia bad bank del Banco di Napoli). Poi ci sono i 155 milioni a testa di Unicredit e Intesa Sanpaolo, residuo del miliardo a testa deliberato per Atlante 1.

Per il resto “è in corso un gioco di rimpiattino”.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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