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Rassegna stampa economico-finanziaria del 22 febbraio 2018

di Mauro Introzzi 22 feb 2018 ore 07:16 Le news sul tuo Smartphone

Alitalia, il governo valuta l’ipotesi Fs (Il Sole24Ore)

Il quotidiano economico aggiorna sulle ultime novità relative al dossier Alitalia. La soluzione conclusiva per il futuro del vettore non dovrebbe arrivare prima delle elezioni politiche del 4 marzo. Ma nonostante questo - secondo quanto scrive Il Sole24Ore - “commissari e governo continuano a lavorare dietro le quinte sullo spinoso dossier del salvataggio: mentre i commissari si concentrano sul risanamento dei conti, sul potenziamento dell’offerta commerciale e sul dialogo con i partecipanti la cordata, da fonti dell’esecutivo si apprende di un possibile ritorno in pista delle Ferrovie dello Stato in qualità di partner”.

Il rinnovato coinvolgimento di Ferrovie dello Stato prevedrebbe di candidare all’acquisto di Alitalia una cordata pubblico-privata basata sul modello proposto nella gara per l’Ilva. 

 

IntesaSanpaolo, in arrivo il piano di Intrum (MF)

Il quotidiano finanziario mette sotto la lente la piattaforma di crediti deteriorati di IntesaSanpaolo. Secondo quanto riporta il quotidiano finanziario Lindorff Intrum Justitia starebbe stringendo sull’alleanza con l’istituto guidato da Carlo Messina per la gestione delle esposizioni non performanti, in una trattativa in esclusiva che scadrà il prossimo 31 marzo.

Secondo quanto riporta MF sul tavolo ci sarebbe la struttura debitoria che “potrebbe articolarsi in un finanziamento senior fornito da un pool di istituti internazionali e mezzanine finance per la componente residuale con una leva complessiva stimata attorno al 60%”. 

L’intenzione di IntesaSanpaolo sarebbe quella di “chiudere rapidamente il processo, scegliendo l’opzione più vantaggiosa ed efficace”.

 

Corsa alla Bce, il sì Spd alla candidatura Weidmann (Corriere della Sera)

Proseguono le reazioni alla scelta, dei giorni scorsi, di nominare lo spagnolo Luis de Guindos come sostituto del portoghese Vítor Constâncio in seno al comitato esecutivo della BCE. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera questa scelta “è stata subito interpretata da molti — giornali tedeschi inclusi — come il via libera a Jens Weidmann, a prendere il posto di Mario Draghi, a fine ottobre 2019, quando finisce il suo mandato al vertice dell’Eurotower”.

Il presidente della Bundesbank non ha mai risparmiato critiche al Quantitative Easing, il programma di acquisto di titoli sul mercato e ai tassi a zero difesi da Mario Draghi. Il banchiere tedesco potrebbe accelerare la normalizzazione della politica monetaria ultra espansiva della Bce.

 

Finanza sempre più verde, anche Generali lascia il carbone (La Repubblica)

Secondo quanto riporta il quotidiano Generali venderà le partecipazioni in società inquinanti e punterà sulle rinnovabili. Il Leone di Trieste terrà gli investimenti “socialmente responsabili” nel mirino e come sta succedendo per molte istituzioni finanziarie proseguirà a sostituire i propri asset a favore di quelli meno impattanti a livello sociale.  

Così, insieme all’annuncio del disinvestimento sulle società carbonifere il cda di Generali ha dato il via a un piano che vedrà crescere gli investimenti responsabili (soprattutto reti e rinnovabili) al 2020 per 3,5 miliardi.

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