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Rassegna stampa economica del 10 agosto 2017

di Mauro Introzzi 10 ago 2017 ore 08:29 Le news sul tuo Smartphone

 

Parere tecnico attraverso Tim a Palazzo Chigi: nessun controllo da parte di Vivendi (Il Sole24Ore)

Il quotidiano economico scrive che Tim ha inviato nelle scorse ore a Palazzo Chigi il suo parere tecnico sulla partecipazione di Vivendi nel suo capitale indicando che non ci sarebbe "alcuna modifica della titolarità né del controllo o della disponibilità degli attivi strategici e quindi non sussisterebbe alcun pregiudizio per gli interessi pubblici relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti e della continuità degli approvvigionamenti".

Secondo tale lettura, quindi, per la compagnia telefonica non ci sarebbero i presupposti per far scattare il golden power, ossia i poteri speciali che consentono allo Stato di intervenire in presenza di potenziali minacce relative ad aziende operanti in settori strategici.

 

Banche, a giugno maxi vendita di Bot e Btp (Il Sole24Ore)

Il quotidiano economico commenta i dati contenuti nell'ultimo bollettino della Banca d’Italia, dal quale emerge che nel mese di giugno le banche italiane hanno ridotto di circa 20 miliardi di euro la loro esposizione verso i Bot e i Btp.
Lo scorso mese il controvalore dei bond governativi italiani nel portafoglio degli istituti di credito si è attestato a 365,8 miliardi di euro.

Secondo quanto riporta Il Sole24Ore, che cita un recente report della banca d'affari Jefferies, non si vedeva un’ondata di vendite tanto sostenuta dal 1997. E mettendo insieme il dato dello scorso mese e quello dei titoli venduti a maggio (9,4 miliardi di euro) emerge che in 2 mesi gli istituti di credito italiani hanno ridotto del 7,2% la loro esposizione complessiva al rischio sovrano.

Il quotidiano si chiede anche a chi abbiano venduto questi titoli le banche, indicando che _ con buone probabilità - li hanno ceduti alla Banca d’Italia, che per conto della Bce mette in atto il piano di acquisti di titoli di Stato, il cosiddetto quantitative easing.

 

La bolla hi-tech sta per scoppiare? (MF)

Il quotidiano finanziario riporta il parere di Ruchir Sharma, capo economista di Morgan Stanley Investment Management, che si è chiesto se i titoli tecnologici Usa sono sul punto di correggere i loro record di borsa oppure se - rispetto a quanto successo nel 2000 - fondamentali delle aziende e condizioni di mercato siano diverse.

L'esperto, sulle colonne del New York Times, ha evidenziato che sono 3 i segnali da monitorare per comprendere se "la bolla" è arrivata a livelli non più sostenibili. Il primo è la regolamentazione: da più parti si dice che alcuni big tecnologici siano diventati troppo grandi e con posizioni monopolistiche. Il secondo il rialzo dei tassi (già in corso). Il terzo è legato infine ai risultati: se qualche trimestrale dovesse mancare le aspettative potrebbe avviarsi una sequela di correzioni di valutazioni su tutto il mercato.

 

Boeri avverte: assegni più bassi senza aumento dell’età pensionabile (Corriere della Sera)

Il quotidiano riporta le recenti parole di Tito Boeri, il numero uno dell'Inps. Secondo l'economista è escluso che si possa evitare un aumento dell'età pensionabile. Una soglia che, legata per legge alla speranza di vita, dovrebbe arrivare nel 2019 a 67 anni, cinque mesi in più rispetto a ora.

Secondo quanto indicato da Boeri se saltasse l'adeguamento ci sarebbe un impatto sui conti stimabile in 141 miliardi di euro.
Ma non sarebbe solo un problema di tenuta dei conti pubblici visto che le pensioni sarebbero più basse: quindi "questo stop all’aumento progressivo dell’età pensionabile non è neanche nell’interesse dei lavoratori più deboli".

 

Parigi e Berlino vogliono la web tax europea (La Repubblica)

Secondo quanto scrive il quotidiano, che riprende le ultime dichiarazioni del ministro dell’Industria transalpino Bruno Le Maire, al prossimo consiglio dei ministri Ue, il 15 settembre a Tallin, arriverà una proposta congiunta franco-tedesca sulla fiscalità digitale.

La Repubblica scrive che non ci sarebbe alcun altro dettaglio e che il fine è quello di "stoppare le acrobazie di ottimizzazione fiscale che permettono alle varie Google, Amazon, Facebook, Airbnb o Booking di sfruttare la loro natura virtuale per pagare le tasse dove conviene di più, per lo più in Irlanda, Olanda o Lussemburgo".

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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